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Rivedere i patti Stato-Regione e assegnare più competenze al Fvg

Nel mirino contributo alla finanza pubblica, gettito del bollo auto, quota di compartecipazione all'Iva, Ufficio scolastico e Soprintendenza

Rivedere i patti Stato-Regione e assegnare più competenze al Fvg

Ridurre il contributo del Friuli Venezia Giulia alla finanza pubblica per il 2020, trasferire il gettito del bollo auto, incrementare la quota regionale di compartecipazione all'Iva e trasferire alla Regione alcune funzioni amministrative tra cui quelle dell'Ufficio scolastico regionale e della Soprintendenza, nonché un nuovo ordinamento della Polizia locale. Sono alcune delle proposte che il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha rivolto ai ministri Francesco Boccia (Affari regionali e autonomie) e Roberto Gualtieri (Economia e Finanze) tramite una richiesta formale di revisione dell'accordo bilaterale in materia di rapporti finanziari tra lo Stato e la Regione siglato il 20 luglio scorso.

"Il 9 settembre ho chiesto al Governo un tempestivo avvio delle trattative finalizzate alla revisione dell'accordo secondo i patti già raggiunti a luglio, ma ad un mese di distanza non ho ricevuto alcun riscontro", ha evidenziato Fedriga.

Per il governatore "l'emergenza Covid e altre criticità proprie di alcuni settori essenziali dei servizi ai cittadini, come la scuola, hanno reso stringente una richiesta di ulteriore autonomia per il Friuli Venezia Giulia anche in materia finanziaria. Sono sempre più convinto, e l'emergenza lo ha dimostrato, che la Regione sia in grado di dare risposte più rapide, più economiche e più efficienti ai nostri cittadini".

Fedriga ha chiesto anzitutto di ridurre il contributo alla finanza pubblica dovuto dalla Regione per gli anni 2020 e 2021, specie in considerazione della disparità di trattamento nei confronti delle altre Regioni speciali e Province autonome, prevedendo un suo azzeramento a partire dal 2022.

Il governatore ha rivendicato inoltre, dal 2022, il gettito derivante dal bollo auto e la modifica della quota regionale di compartecipazione all'Iva, portandola a 9,1 decimi, senza oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato, in attuazione dell'accordo sottoscritto a febbraio 2019.

Quanto alle competenze, Fedriga ha chiesto il trasferimento alla Regione dell'ordinamento delle Camere di Commercio (e la relativa rideterminazione delle compartecipazioni erariali), delle funzioni amministrative dell'Ufficio scolastico regionale e di quelle esercitate dagli organi periferici del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo in Friuli Venezia Giulia, con esclusione di quelle concernenti l'importazione e l'esportazione di beni soggetti a vincolo.

Ulteriore partita aperta riguarda l'introduzione nell'ordinamento statale di due norme generali di natura finanziaria: una che preveda che ogni assegnazione di risorse o altri benefici agli enti territoriali provinciali si intenda disposta a favore della Regione, posto che in Friuli Venezia Giulia le Province sono state soppresse; l'altra, che l'accertamento della restituzione delle anticipazioni concesse negli anni 2020 e 2021 su gestioni fuori bilancio a favore del sistema economico piegato dall'emergenza Covid, sia imputata all'esercizio finanziario in cui sono state concesse.

Infine il governatore ha avanzato la proposta di una riforma in materia di ordine pubblico e sicurezza, che introduca un nuovo e moderno ordinamento della Polizia regionale e locale quale funzione fondamentale degli enti locali ai sensi dell'art. 117 della Costituzione.

"Fare il commissario non significa essere 'uomo solo al comando' ma scegliere di praticare dialogo e collaborazione con i professionisti sanitari, le organizzazioni sindacali, le associazioni di cittadini e, se si vuole, perfino con le forze di opposizione. Se questi sono gli impegni che si prende il presidente Fedriga, ben venga allora questo radicale cambio di rotta nella sanità regionale, cui contribuirà anche l'assessore competente. E ben vengano le richieste di collaborazione al Governo, purché siano ricambiate e non strumentali". Lo afferma il membro della commissione Paritetica Stato-Regione Fvg Salvatore Spitaleri, a proposito della richiesta, fatta dal presidente della Regione Massimiliano Fedriga, di essere nominato commissario delegato agli investimenti sanitari in Fvg.

Per Spitaleri "rivendicare più autonomia è legittimo soprattutto per la nostra Regione autonoma, ma a patto che poi non si avvolga il potere esecutivo in un cerchio magico che non gestisce né rendiconta. Altrimenti abbiamo un doppio problema: si mette a rischio l'autonomia e si fa danno ai cittadini".

"Per esempio, non si è ancora compreso come e quante risorse siano state spese in Fvg - puntualizza Spitaleri - rispetto a quelle appostate dal Governo centrale, con i decreti della scorsa primavera, per il Fvg su nuovo personale, incentivi Covid, tecnologie (per quasi 100 milioni di euro). Ricordiamo che i sindacati sono dovuti ricorrere alla diffida legale perché l'assessore competente, dopo oltre dieci mesi, ha lasciato inevase le richieste sui dati di assunzioni e cessazione dei dipendenti del sistema sanitario regionale".

"Il tema dell’efficienza, della trasparenza, della rendicontazione diventa allora centrale - conclude Spitaleri - se chi l’informazione deve darla, per dovere istituzionale, la tiene chiusa nel proprio cassetto, quale fosse di sua proprietà".

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