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Rotta balcanica, dalla Slovenia atteggiamento inaccettabile

Novelli (FI): "No alla costruzione di un muro anti-profughi al confine con la Croazia"

Rotta balcanica, dalla Slovenia atteggiamento inaccettabile

"E’ inaccettabile che il governo sloveno, sempre così solerte nel contestare le decisioni assunte dall’Italia, decida di estendere la recinzione col filo spinato al suo confine con la Croazia, Paese che ha sottoscritto la Convenzione di Schengen. La rotta balcanica è e resta una questione di primaria importanza che già da tempo ha assunto i contorni di un problema strutturale, ma è l’Unione europea, con l’accordo di tutti i Paesi, a dover affrontare con coraggio e determinazione la questione, prendendo atto che al di là del risalto dato dai media i flussi migratori non avvengono solo via mare ma anche e soprattutto via terra, coinvolgendo prevalentemente il Friuli-Venezia Giulia”. Lo afferma in una nota il deputato di Forza Italia Roberto Novelli, commentando l’annuncio del ministero dell’Interno sloveno di voler costruire un muro anti-profughi al confine con la Croazia.

"Resta il paradossale atteggiamento di un piccolo Stato con poco più di due milioni di abitanti che si permette di criticare l’Italia in più occasioni: penso all’applicazione delle norme di tutela della minoranza slovena in Fvg, dimenticando una legge che prevede ampi benefici, differentemente da quanto accade per la minoranza italiana in Slovenia, così come all’ipotesi, ventilata dal governatore Fedriga, di erigere una recinzione al confine italo-sloveno per proteggerci dai continui ingressi di irregolari sul nostro territorio. Ingressi sempre più ricorrenti anche grazie a una probabile disattenzione del governo di Lubiana nel bloccare i flussi verso l’Italia”, conclude Novelli.

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