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Smartworking e digitale, ecco la nuova legge sul lavoro

Consenso unanime dell'Aula alla norma, che ha accolto alcune delle richieste arrivate dalle Opposizioni

Smartworking e digitale, ecco la nuova legge sul lavoro

Il disegno di legge 105 in materia di Lavoro, con cui si vanno a modificare le leggi regionali 18/2005 su occupazione, tutela e qualità del lavoro e 27/2017 per la formazione e l'orientamento nell'ambito dell'apprendimento, la cui approvazione era iniziata ieri, ha trovato il consenso unanime dell'Aula dopo aver registrato l'accoglimento di alcune richieste delle opposizioni, in particolare del Pd tramite la relatrice di minoranza Chiara Da Giau.

Le poche modifiche finali sono inerenti tematiche come una maggiore partecipazione del Consiglio regionale attraverso interventi delle Commissioni competenti, il superamento del divario retributivo tra uomini e donne, studio e valutazione delle forme di lavoro agile e delle iniziative volte al benessere aziendale tramite l'Osservatorio regionale del mercato del lavoro.

Tra le dichiarazioni di voto, quelle del relatore di minoranza Furio Honsell (Open Fvg), che ha parlato di scelta conservativa da parte della Giunta, dimostrata anche dall'aver respinto tre suoi ordini del giorno inerenti il lavoro agile, la valorizzazione del settore musicale e l'Open source, rendendo così la legge un mero atto formale. Favorevole, comunque, al provvedimento anche se c'è ancora molto da fare.

Miglioramenti a temi cari al M5S, per l'altro relatore di minoranza, Mauro Capozzella, che si è detto soddisfatto per l'apporto dato al tema femminile e alla conciliazione lavoro/famiglia. I Centri per l'impiego devono essere modernizzati diventando luoghi di formazione e incontro. Dobbiamo, però, essere pronti a essere più agili.

C'è stato un maggiore confronto con la Giunta regionale per Da Giau, che ha ottenuto il consenso dell'Aula sulla proposta di richiedere i pareri alle Commissioni, così come sul ritenere lavoro agile e benessere aziendale punti qualificanti del ddl. Peccato, per la dem, ci sia ancora una certa sordità sulla residenza quinquennale, mentre si dovrebbero trovare altri criteri di selezione dei beneficiari. Nella creazione della rete restano passi da fare sull'affidamento dei compiti ai soggetti che la formano ma, nel complesso, la consigliera si è detta soddisfatta.

Per il relatore di maggioranza Alberto Budai (Lega) si tratta di un provvedimento che rappresenta un'ottima opportunità sia per la creazione di nuovi posti di lavoro rivolti ai giovani, sia per aiutare il mantenimento dell'assunzione di chi sta già lavorando.

A detta di Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar), altro relatore di maggioranza, è positivo che l'assessore Rosolen abbia deciso di mantenere la legge regionale 18/2005 visto che funziona, decidendo però di renderla più attuale con lavoro agile, digitalizzazione, maggiore concertazione e coinvolgimento delle imprese.

"La legge approvata oggi in Consiglio regionale restituisce al lavoro il senso centrale che riveste all'interno della nostra società, inserendo aspetti chiave come la formazione, la concertazione, la gestione delle crisi aziendali, il legame tra lavoro e famiglia, l'affermazione di una regia pubblica che determini e governi le dinamiche del mercato del lavoro, nuove misure fiscali legate alla contrattazione sociale e rilevanti novità sul fronte del collocamento mirato per lavoratori svantaggiati", ha detto l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen.

"La norma del 2005 - ha rilevato l'assessore - era un testo solido, puntuale e preciso, ma dall'Aula ora esce una legge completa e innovativa, che rappresenta una riforma a tutti gli effetti. Non solo: abbiamo cercato di capire quali fossero i punti di forza della legislazione nazionale per intervenire in modo coerente e colmare le falle che si erano aperte. Ora il passo successivo è applicarne i principi e sarà necessario un patto di responsabilità tra tessuto produttivo e istituzioni affinché i fatti seguano la teoria".

Per quanto riguarda le linee guida della legge, l'assessore ha rilevato che "la qualità e la stabilità del lavoro restano i principi cui tendere, ma sono cambiate le strategie per raggiungere l'obiettivo. Il mercato del lavoro impone di essere molto ricettivi e, possibilmente, proattivi rispetto alle sfide della digitalizzazione, dell'innovazione e, anche, del lavoro agile".

Su questo tema si innesta il capitolo del rapporto tra lavoro e famiglia e della dimensione della donna nel mercato del lavoro. "Abbiamo dedicato molta attenzione a politiche che consentano alle donne di non rinunciare alla carriera - ha rimarcato Rosolen -: queste settimane stanno confermando la centralità di questo aspetto, soprattutto per le donne che hanno figli in età scolare. Questa è una delle grandi sfide della pandemia: esorcizzare la rassegnazione, arrestare sul nascere un processo che rischia di portare alla regressione del ruolo della donna nel lavoro. Ancora una volta, famiglia e lavoro confermano di essere temi affini con intrecci molto stretti".

L'assessore ha inoltre sottolineato le novità sul fronte della formazione permanente e degli strumenti di politica attiva finalizzati a superare le crisi aziendali. "Da una posizione più attendista e di disponibilità nei confronti dei soggetti privati - così Rosolen -, la Regione assume un ruolo di regia delle dinamiche del mercato e si propone come soggetto che dia realmente risposte su misura alla domanda del mercato del lavoro. Rilevanti e mirati anche gli interventi dedicati alle persone svantaggiate, nei cui confronti vengono assunte misure specifiche rispetto ai percorsi formativi, di inserimento e di reinserimento nel mercato del lavoro".

L'assessore è infine tornata su "due temi politici che rivendichiamo: il vincolo di residenza e il superamento dell'assistenzialismo. Il vincolo è finalizzato a evitare che i nostri corregionali vengano esclusi dalla platea dei beneficiari a vantaggio di lavoratori stranieri. Garantire un canale prioritario a chi risiede sul territorio regionale da 5 anni è una scelta di giustizia ed equità per quei lavoratori che pagano sulla propria pelle gli effetti della crisi".

Per quanto riguarda la condizionalità legata alle politiche attive del lavoro, "il cittadino che percepisca un sussidio assicura un atteggiamento proattivo finalizzato a trovare un impiego. Questo - ha concluso Rosolen - è un passaggio molto importante: la legge sul lavoro non cede a derive assistenzialistiche ma punta ad aumentare la competitività e a combattere la disoccupazione".

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