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SviluppoImpresa in Aula a inizio febbraio

In II Commissione oltre una ventina di portatori d'interesse ha espresso il proprio parere sul disegno di legge

SviluppoImpresa in Aula a inizio febbraio

Il disegno di legge SviluppoImpresa (ddl 123 Disposizioni per la modernizzazione, la crescita e lo sviluppo sostenibile verso una nuova economia Fvg) e i provvedimenti connessi (2 proposte di legge e tre stralci) approderanno in Aula martedì 2 febbraio, catalizzando per tre giorni (fino a giovedì 4) i lavori del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, chiamato a esaminare oltre 120 articoli compessivi.

Lo ha stabilito la conferenza dei Capigruppo, coordinata dal presidente dell'Assemblea legislativa, Piero Mauro Zanin, approvando un programma che prevede anche le sedute del 1 febbraio, quando saranno valutati due ddl Ristori, il 121 con ulteriori misure urgenti per il sostegno dei settori produttivi e il 122 con misure di sostegno per la ripartenza dei settori cultura e sport. Nel corso della quattro-giorni di Consiglio ci sarà spazio anche per alcune mozioni e per il Question time, quest'ultimo nella mattinata di mercoledì 3.

Come già sperimentato nelle ultime tornate d'Aula del 2020, il protocollo di sicurezza adottato prevede che, anche in occasione del primo appuntamento del 2021, rappresentanti istituzionali e addetti ai lavori vengano sottoposti a tampone Covid preventivo, questa volta utilizzando i test a risposta immediata.

Il disegno di legge piace alle categorie economiche e ai portatori di interesse della regione. È questa l'istantanea che emerge dalla seduta di oggi della II Commissione che, sotto la presidenza di Alberto Budai (Lega), ha ospitato l'audizione di una ventina di portatori d'interesse.

Di "legge organica e ben fatta, con coerenza e logica" ha parlato Massimo Giordano, direttore regionale di Confcommercio Fvg, che considera potenzialmente "rivoluzionario" il ruolo che la norma intende assegnare ai distretti del commercio. Si respira "un clima nuovo e costruttivo" secondo Renzo Carniello, dell'associazione Alberghi diffusi, mentre per Mauro Pascoli, dell'Istituto nazionale urbanistica, è stato fatto "un passo avanti rispetto ai provvedimenti omnibus".

La riforma degli strumenti finanziari è stata apprezzata da Alessandro Da Re, rappresentante del comitato di gestione del Frie, mentre Monica Anese dell'Università di Udine condivide il sostegno a startup e spin-off. E Alessio Di Dio, di Legacoop Fvg, ha letto con interesse gli articoli che incoraggiano la partecipazione dei lavoratori alla gestione dell'impresa: "Per noi della cooperazione si sfonda una porta aperta".

Ha trovato così conferma il clima di condivisione che è all'origine del disegno di legge. Concetto ribadito esplicitamente anche oggi dall'assessore alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini, durante la sua sintetica presentazione del ddl 123.

"È bene sottolineare politicamente - ha detto Bini - che ho voluto dare continuità alla legge 3 del 2015 fatta dal mio predecessore, perché si è rivelata utile al nostro territorio. E per questo ddl ci sono stati contributi da tutta l'Aula, in particolare dal gruppo del Pd, che ha presentato emendamenti da me recepiti. Nel 2020 abbiamo approvato diversi provvedimenti all'unanimità e permettetemi di dire - ha concluso sul punto l'assessore - che è stato un grande segno di responsabilità da parte della politica del Friuli Venezia Giulia, in un momento così difficile".

Bini ha anche sottolineato che la legge parte con una "provvista economica" di tutto rilievo: 51 milioni di euro distribuiti nel triennio. "E porremo molta attenzione - ha promesso l'assessore - ai tempi di attuazione delle norme, perché ci sono anche delle esigenze immediate".

Dagli stakeholders sono arrivati alcuni suggerimenti che l'assessore ha promesso di valutare con attenzione. Confcommercio Fvg ha chiesto ad esempio di alzare dal 5 al 15 per cento la percentuale di sconto sui canoni di locazione per aiutare le piccole imprese, auspicando un coinvolgimento nel futuro cluster del turismo. Claudio Filipuzzi (Agrifood Fvg) vorrebbe invece maggiore attenzione per i soggetti che si occupano di trasformazione alimentare e per il settore della bioeconomia, mentre Legacoop auspica misure ulteriori per le imprese in crisi, preoccupata per "i problemi che ci troveremo ad affrontare quando finirà il blocco dei licenziamenti".

A proposito di trasformazione digitale - uno degli obiettivi dichiarati del disegno di legge - il presidente di Ditedi, Mario Pezzetta, ha parlato di "lavoro immane che ci si prospetta: servono molte risorse", rispondendo indirettamente ai dubbi sollevati da Sergio Bolzonello, consigliere del Pd, sulla "strutturazione" del Distretto.

Invitati dal presidente Budai a non entrare nel merito del disegno di legge - che verrà discusso in modo approfondito in II Commissione a partire dal 21 gennaio - alcuni consiglieri sono intervenuti per chiedere chiarimenti a categorie e associazioni, in particolare sul tema del commercio. Mariagrazia Santoro (Pd) ha auspicato una moratoria dei centri commerciali, il collega di partito Enzo Marsilio chiede di allargare i benefici dei distretti ai piccoli centri montani, mentre Cristian Sergo (M5S) vorrebbe conoscere da Confcommercio l'esito pratico dell'esperimento-distretti nelle regioni in cui è già stato attuato. Il consigliere di Open Fvg, Furio Honsell, ha infine auspicato che l'obiettivo della sostenibilità ambientale possa permeare in modo più evidente tutti gli articoli del ddl di iniziativa della Giunta.

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