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Tarvisio dice no all'accoglienza e alla quarantena alla Meloni

Non ci sono strutture adeguate per accogliere i migranti, il grido d'allarme di Anci Fvg

Tarvisio dice no all'accoglienza e alla quarantena alla Meloni

Ancora rientracci di migranti in Friuli, una ventina soltanto lunedì mattina tra Buttrio, Pradamano, Udine e Cividale. Il problema più urgente, però, è dove far trascorrere la quarantena ai cittadini stranieri provenienti dalla rotta balcanica. La Cavarzerani e la tendopoli di Castellerio, dove sono alloggiate rispettivamente poco meno di 500 e 127 migranti, sono ancora zone rosse, così dopo un trasferimento fuori regione di cittadini stranieri, l'ex caserma Meloni di Tarvisio ha accolto altri 50 migranti, oltre a quelli già presenti. Una soluzione che non risponde all'emergenza e il prefetto di Udine, Angelo Ciuni, lancia un appello diretto a tutti i sindaci dei comuni della provincia perché rendano disponibili le strutture pubbliche del territorio per l'accoglienza.

Due privati hanno offerto la loro disponibilità per altrettante strutture, serve però il via libera dei primi cittadini, trattandosi di materia sanitaria. Ed è ai sindaci di questi due paesi che l'autorità di governo si appella per riuscire ad attivare due nuovi poli per triage e quarantena fiduciaria. Per quanto riguarda Castellerio è intenzione di chiudere la struttura non appena sarà esaurita la quarantena, ma i tempi non si prospettano brevi.

Il Comune di Tarvisio non ci sta sull’accoglienza e la quarantena alla Meloni: c’è il timore che un eventuale caso di positività porti a una ennesima zona rossa e al panico nella comunità, anche tra i turisti.

"Il Tarvisiano - sottolinea Stefano Mazzolini, vice presidente del Consiglio regionale del Fvg - vive esclusivamente di turismo e questa è la peggiore immagine che si può dare con l'accoglienza di persone che non si sa da dove arrivano, dove vanno, cosa fanno, se hanno qualche malattia. C'è grossa preoccupazione da parte di tutti e quello che ancora più preoccupa è che non c'è nessun tipo di controllo nei confronti di queste strutture e dei migranti". 

Anci Fvg e piccoli Comuni lanciano un grido d'allarme

Non ci sono strutture adeguate per accogliere i migranti: questo il grido d'allarme di Anci Friuli Venezia Giulia presieduta da Dorino Favot.
"Tanti sindaci hanno manifestato questa problematica dovuta al fatto che non ci sono delle strutture ad hoc che abbiano caratteristiche edilizie, di ospitalità, di sicurezza, tali da poterli ospitare - spiega -. Dall'altro c'è il problema della dei requisiti igienico-sanitari dovuti al periodo di emergenza sanitaria. A questo problema, si aggiunge un altro quello dell'arrivo di minori stranieri non accompagnati che creano ulteriori problematiche e pensieri per i sindaci, perché sono costretti a dover reperire delle strutture per minori. Il prefetto di Udine non ha interpellato direttamente Anci il Friuli Venezia Giulia, ma noi come associazione che rappresenta tutti i comuni, stiamo monitorando la situazione".

Disagi anche anche nei piccoli comuni. Chiede risposte serie Franco Lenarduzzi, il coordinatore dei piccoli comuni Anci Friuli Venezia Giulia.
"Non si può pensare che la soluzione sia chiudere e accettare che aumentino le tensioni sociali all'interno delle strutture dove sono i migranti. Occorre prenedere in mano la situazione e tovare soluzioni serie - afferma Lenarduzzi -".

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