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Via libera alla Centrale unica di committenza

Stabilite le soglie per i Comuni e i prodotti per i quali non è necessario ricorrere a gare d'appalto

Via libera alla Centrale unica di committenza

Dopo il parere favorevole all'unanimità del Consiglio delle Autonomie locali dello 17 febbraio, oggi è stata approvata in via definitiva dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore al Patrimonio del Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari, la delibera sull'attività della Centrale unica di committenza (Cuc) che stabilisce le soglie sotto le quali i Comuni non sono obbligati a fare contratti in convenzione e individua le realtà merceologiche per le quali non è necessario ricorrere a gare d'appalto.

La Regione ha sottolineato che finalmente, alla prima occasione utile dopo le modifiche normative approvate solo nel luglio scorso, è stato possibile - ad esempio - dare degli indirizzi politici precisi su questa materia, fissando in legge le soglie per i Comuni. Grazie a questo intervento - chiaro e trasparente - viene eliminato un problema molto rilevante sorto con l'istituzione della Cuc nel corso della passata legislatura. In origine non era stata, infatti, fissata una soglia massima entro la quale le amministrazioni comunali avessero la possibilità di agire senza il ricorso alla gestione centralizzata della stazione appaltante.

Si tratta di un provvedimento che prosegue nella direzione della semplificazione delle procedure riguardanti il mercato degli appalti e dei servizi, in grado di fornire ai comuni e alle imprese locali indicazioni precise per il superamento di queste problematiche.

Con la delibera, infatti, è stato fissato un tetto di 40mila euro per alcune realtà merceologiche come, per esempio, il trasporto scolastico, i servizi di vigilanza e portierato e la fornitura on-line di quotidiani, riviste specializzate, periodici e libri. Per altri settori - come le manutenzioni, l'assistenza informatica, i servizi cimiteriali, le movimentazioni e le forniture di divise per la Polizia locale - il provvedimento porta la soglia a 214mila euro, recependo le disposizioni previste in materia dall'Unione europea.

Da rimarcare, infine, che con l'ultima legge di assestamento, che ha modificato l'art. 45 della legge 26/14, la Regione ha dato la possibilità ai Comuni di non dover aderire alla Cuc in maniera obbligatoria, purché lo dichiarino formalmente, entro 30 giorni dalla pubblicazione di questa delibera.

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