Home / Salute e benessere / Coronavirus, il sistema di tracciamento rischia di 'saltare'

Coronavirus, il sistema di tracciamento rischia di 'saltare'

La denuncia della Fondazione Gimbe, preoccupata dall’alta percentuale di positivi sul totale dei tamponi degli ultimi giorni in Italia

Coronavirus, il sistema di tracciamento rischia di 'saltare'

In Italia, il sistema di tracciamento dei positivi al Covid-19 in molti casi è 'saltato'. La denuncia arriva da una fonte autorevole e indipendente, la Fondazione Gimbe, che fin dall'inizio della pandemia monitora l'andamento dei contagi nel nostro Paese. L'analisi critica arriva dopo un'altra giornata record, con 19.143 nuovi casi su 182.032 tamponi eseguiti lungo lo Stivale.

"Il testing & tracing è fondamentale per il contenimento dell’epidemia", spiegano dalla Fondazione. "Viene gestito dai servizi territoriali e si basa sull’individuazione dei soggetti positivi e sul rintracciamento di tutti i contatti che hanno avuto nei giorni precedenti. In questo modo si possono isolare e spegnere eventuali focolai, perché si individuano tutti i potenziali contagiati e, isolandoli, s'impedisce che questi possano trasmettere il virus ad altre persone".

"E' l’alta percentuale di positivi che si riscontrano sul totale dei tamponi che vengono effettuati a dimostrare quest’affermazione (aumento del rapporto positivi/casi testati), con notevoli variabilità regionali che documentano che la prima diga è definitivamente saltata in alcune Regioni: ad esempio in Valle d’Aosta oltre un caso testato su tre è positivo e in Liguria quasi uno su quattro. L’obiettivo primario, adesso, è quello di prevenire il sovraccarico di ospedali e terapie intensive, al fine di contenere l’incremento della letalità. In base agli ultimi dati, i nuovi casi sono 19.143 e il rapporto positivi/casi testati è del 16,7%".

In questo quadro, in Fvg la situazione, nonostante il terzo giorno con un nuovo record assoluto di casi, 340, con un 6,4% di positività su 5.301 tamponi eseguiti (mercoledì i positivi erano stati 219, giovedì 220), pare ancora tenere, pur se con qualche affanno.

La nostra regione, infatti, analizzando l'andamento delle ultime due settimane (9-23 ottobre) figura nella zona verde, con un incremento di poco sopra al 20% e un'incidenza (ovvero numero di positivi ogni 100mila abitanti) inferiore a 200

La situazione è molto simile in Veneto, con un aumento al 20% e un'incidenza di poco più di 200 casi. In 'zona verde' anche Marche, Emilia Romagna e Trento, queste ultime le due aree con l'andamento più 'controllato'.

Situazione più complicata nella zona 'arancione', dove, cioè, c'è stato un incremento percentuale alto, ma un'incidenza ogni 100mila abitanti inferiore alla media italiana (attorno al 25%, con un incremento di quasi 250 casi ogni 100mila abitanti). In questa situazione troviamo Abruzzo, Puglia, Sardegna, Molise, Calabria, Basilicata, Sicilia e Lazio.

Sono in fascia 'gialla' Lombardia (la regione che resta in testa per numero di casi, 4.916 in base all'ultimo bollettino del Ministero della Salute), Piemonte e Liguria, vicini al 'limite' della zona rossa. Nell'ultimo spicchio del grafico, quello con i numeri più preoccupanti, ci sono Bolzano, Toscana, Valle D'Aosta (con oltre 700 casi ogni 100mila abitati, oltre il triplo del Fvg), Campania e Umbria, che si avvicinano al 50% di incremento dei casi nell'arco delle due settimane.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori