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Infarto, i tempi di intervento possono salvare la vita

Ogni mezzora di ritardo nell'accesso alle cure provoca l'aumento del 7,5% della mortalità

Infarto, i tempi di intervento possono salvare la vita

Le malattie cardiovascolari costituiscono la più frequente causa di morte nei paesi occidentali. A Trieste e Gorizia, in caso di infarto miocardico acuto, meno del 50% dei pazienti attivano i soccorsi entro la prima ora dall'insorgenza dei sintomi e circa il 30% giungono in ospedale oltre la seconda ora.

Un depliant diffuso in modo capillare sul territorio, curato dalle Cardiologie delle Aziende sanitarie Isontino-Giuliane, in prospettiva di Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano-Isontina (ASUGI), con il patrocinio degli Ordini dei Medici di Trieste e Gorizia, illustra come riconoscere un sintomo di sospetta origine coronarica, cosa fare, cosa succede in caso di infarto miocardico. Il volantino, stilato in accordo con le indicazioni delle Linee di gestione Piano sanitario regionale FVG 2019, è in distribuzione in tutte le farmacie ed ambulatori di Medicina generale dei territori provinciali di Trieste e Gorizia.

"Il tempo - afferma Gianfranco Sinagra, direttore del Dipartimento Cardiotoracovascolare AsuiTs - è importante: ogni minuto trascorso dall'insorgenza del dolore equivale a una parte di muscolo cardiaco che muore. Solo per fare un esempio: ogni mezzora di ritardo nell'accesso alle cure provoca l'aumento del 7,5% della mortalità a un anno per infarto. Il 90% dei pazienti in area triestina, grazie ad un'organizzazione efficiente ed una rete che funziona, hanno una coronaria riperfusa mediante angioplastica entro 90 minuti dalla diagnosi, ed è pertanto fondamentale incidere anche sui tempi decisionali che inducono un malato ad attivare il sistema".

"Il problema dei tempi decisionali è diffuso e ripropone la necessità di un'educazione partecipata di comunità e il coinvolgimento attivo dei cittadini nei percorsi di cura - ha detto 
il vicepresidente e assessore alla Salute Riccardo Riccardi in merito alla campagna di comunicazione sulla prevenzione delle malattia cardiovascolari lanciata in questi giorni dalle Aziende isontino-giuliane -". 

"Abbiamo reti ed organizzazioni efficienti che dobbiamo costantemente monitorare ed innovare e che richiedono il contributo di tutti gli attori: i cittadini, i sistemi dell'emergenza territoriale, le organizzazioni ospedaliere, le strutture di prevenzione e riabilitazione. Su questi aspetti di approccio globale la Regione è in prima linea" assicura Riccardi.


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