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La scuola fa i conti con il Coronavirus

Il Miur chiede agli istituti di comunicare quanti studenti si siano recati in Cina negli ultimi 15 giorni

La scuola fa i conti con il Coronavirus

Se da una parte il Governo respinge la proposta avanzata da Fvg, Veneto, Lombardia e provincia di Trento di trattenere in isolamento gli studenti rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni, dall’altra vuole avere un quadro effettivo della situazione. Il Ministero dell’Istruzione, infatti, ha inviato alle scuole italiane un’ordinanza nella quale chiede ai dirigenti scolastici di comunicare quanti studenti si siano recati in Cina negli ultimi 15 giorni.

“La comunicazione è arrivata martedì pomeriggio, quando le segreterie erano già chiuse", ci spiega la presidente dell’Associazione nazionale presidi del Fvg, Teresa Tassan Viol. "Pertanto ieri, in mattinata, tutti i dirigenti hanno provveduto a fornire al Miur il numero di ragazzi o docenti che si trovano all’estero o sono rientrati da poco in Italia. Da un lato viene cassata la richiesta dei governatori del Nord", continua Tassan Viol, "ma dall’altra il Ministero si preoccupa di avere dati certi. Mi pare che stia facendo una cosa corretta, ma non dice come ci si debba comportare in seguito. Il controllo è facile grazie all’ausilio del registro elettronico in dotazione alla maggior parte delle scuole. Solo se una persona risulta all’estero bisogna indagare e, soprattutto, farlo il più celermente possibile come richiesto dal Ministero", conclude Tassan Viol.

Nel frattempo, già diverse scuole hanno deciso di sospendere l'organizzazione di attività didattiche in Cina. Anche l'Istituto superiore Malignani di Udine ha 'congelato', in via precauzionale, uno stage estivo in programma a Pechino per i ragazzi che studiano cinese.

Tra gli allunni delle superiori udinesi non si segnalano, invece, casi di ragazzi rientrati di recente da viaggi nella zona di Wuhan, centro dell'epidemia. Uno studente dell'Uccellis di Udine, invece, sta frequentando un anno di studio in Cina con il progetto Intercultura, ma in una zona non interessata dall'epidemia; al momento, quindi, non c'è necessità di un suo rientro anticipato.

Punta a tornare presto nella sua Grado, invece, il 17enne che frequenta il Liceo artistico Sello e si è trovato, suo malgrado, nell'area di Wuhan proprio mentre veniva dichiarata la quarantena per tutta la provincia. Doveva rientrare con il volo organizzato domenica dalla Farnesina ma, per colpa di qualche linea di febbre, è stato costretto a rimanere a terra. Il test ha rassicurato che non è stato contagiato dal Coronavirus: Ambasciata e Ministero degli Esteri sono quindi al lavoro per organizzare il suo rientro sull'Isola d'Oro.

Si trova, infine, nel campus olimpico della Cecchignola il giovane di Cormons rientrato lunedì proprio sul volo partito da Wuhan con altri 55 connazionali. Per lui, come per gli altri, disposti 15 giorni di quarantena prima di poter rientrare a casa.

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