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Virus cinese: cresce la paura ma siamo pronti all'emergenza

Il rischio di contagio in Europa resta 'moderato', ma aumentano i controlli negli aeroporti. La situazione in Italia è monitorata dal Ministero della Salute in contatto con le autorità sanitarie internazionali

Virus cinese: cresce la paura ma siamo pronti all'emergenza

Paura, ma con giudizio. Questo potrebbe essere il motto che accompagna l’ultima (in ordine di tempo) epidemia mondiale, quella del ‘virus cinese’, che sta generando il panico. Ma quanto dobbiamo temere questa nuova minaccia alla nostra salute?

Diffusasi all’inizio dell’anno dalla cittadina di Wuhan, nella Cina centrale, la patologia ha mietuto a oggi 17 vittime, a fronte di 440 contagiati anche in Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti. Tutti i casi fuori da Wuhan risultano comunque collegati a soggiorno in tale area o a contatti molto stretti con ammalati.

La situazione in Italia è monitorata dal Ministero della Salute in contatto continuo con le autorità sanitarie internazionali, che al momento ritengono moderata la probabilità di introduzione del virus nell'Unione Europea. In ogni caso all’aeroporto di Fiumicino è in vigore una procedura sanitaria per individuare casi sintomatici. Ai passeggeri provenienti da Wuhan sarà controllata la temperatura attraverso scanner. È prevista anche la compilazione di una scheda che indichi destinazione e percorso dei passeggeri una volta sbarcati. L’iter sanitario prevede l’eventuale trasferimento in isolamento all’Istituto Spallanzani di Roma.

“Quello del ‘virus cinese’ è un coronavirus simile a quello della Sars – spiega Davide Pecori, dirigente medico della clinica di malattie infettive dell’Asufc di Udine -. L’impressione al momento è che sia più contagioso, ma con mortalità più bassa. Si manifesta con febbre e difficoltà respiratoria associate a polmonite bilaterale che si evidenza ai raggi X. Al momento è allo studio un vaccino, ma non esiste ancora una terapia specifica contro questo virus. Per prevenire la malattia il Ministero consiglia di posticipare i viaggi non necessari a Wuhan, oltre, naturalmente a raccomandare il mantenimento dell'igiene delle mani, pratiche alimentari sicure (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le bevande non imbottigliate) ed evitare il contatto ravvicinato, quando possibile, con chiunque mostri sintomi di malattie respiratorie come tosse e starnuti. Qualora la patologia dovesse diffondersi anche da noi, siamo comunque pronti ad attuare i protocolli sanitari adatti per ridurre il contagio”.

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