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A marzo torna La Scena delle donne

La kermesse parte martedì 4 marzo da Pordenone con l’inaugurazione della manifestazione a Palazzo Montereale Mantica

A marzo torna La Scena delle donne

Riprende la rassegna La Scena delle donne nel mese di marzo con la promozione della creatività espressiva e differenza propositiva del femminile in teatro. L'obiettivo della manifestazione che giunge alla XVI edizione è il riconoscimento della creatività e valenza femminile, sia drammaturgica che registica, che sconta ancora una marginalità nel panorama teatrale ed artistico italiano, e la diffusione di una altra visione della vita e del mondo. La società ha bisogno dell’immaginario delle donne per ritrovare il suo equilibrio: metterne in scena la rappresentazione è una delle cose da fare soprattutto per le nuove generazioni.

Diversi sono gli eventi che attendono il pubblico e gli stimoli che si vogliono sollecitare sia attraverso le giovani proposte teatrali delle donne sia riscoprendo altre possibilità per l’umanità, rimosse da millenni di prevaricazioni e violenze: alcuni appuntamenti infatti sono dedicati al divino femminile ancor presente in tradizioni religiose e nelle leggende che tramandano l’antico regno delle donne, un’età dell’oro e della saggezza: un passato remoto come memoria per un futuro migliore.

La kermesse parte martedì 4 marzo da Pordenone con l’inaugurazione della manifestazione a Palazzo Montereale Mantica alle ore 17.30. Bruna Braidotti, la direttrice artistica della Scena delle donne con la conferenza “Donne e teatro : una storia di esclusione” scorre la storia del teatro attraverso il contributo femminile sommerso e nascosto, dai riti eleusini fino alla contemporaneità con le protagoniste del teatro d’avanguardia e le presenze più significative del panorama mondiale ed italiano. Si scopre così un percorso sconosciuto ed affascinante che dimostra senza ombra di ragionevole dubbio che le donne hanno scritto, detto e fatto anche nelle condizioni più avverse, come nella clausura del convento o della casa.

Un viaggio tenero e coraggioso in cui la tenacia congiunta alla generosità delle donne che non hanno rinunciato a se stesse, commuove, oltre a ridare fiato, desiderio e determinazione a chi prende il testimone per una partita ancora in corso.

A seguire un omaggio a Matilde Serao con il racconto Canituccia per la voce recitante di Sandro Buzzatti e l’accompagnamento alla chitarra di Adelaide Gemo.

Canituccia è un racconto struggente sulla condizione dell'infanzia nella campagne napoletane ai primi del '900. La sensibilità sociale e la capacità di descrivere in modo mirabile personaggi ed ambienti ci rivelano la grande scrittrice e giornalista che raramente viene studiata nei programmi scolastici di letteratura italiana, il cui valore letterario non è minore a nessun altro scrittore italiano ma che ha subito questa minor visibilità e fama solo in quanto... donna.

Il 7 marzo a Cucina 33 alle 17.30 il consueto appuntamento di letture al femminile che verteranno su racconti e storie delle donne divine o magiche alla ricerca del femminile arcano, spirituale e mistico. Le letture saranno a cura di Bruna Braidotti e Paolo Mutti.

L’8 marzo ATTENZIONE DONNE IN TRANSITO, un percorso di letture sull’autobus della linea rossa accompagnerà i passeggeri in due corse una al mattino ed una al pomeriggio con sosta al centro Commerciale Meduna per uno spuntino ed una performance teatrale. Le corse partono alle 10.29 al mattino ed alle 16.29 ed il pubblico può salire in qualsiasi fermata del tragitto.

Il giorno 11 marzo alle ore 18.00 al Ridotto del Teatro Verdi si tiene una conferenza “La religione della Dea, tracce nella tradizione” a cura di Michela Zucca , antropologa e ricercatrice. L’incontro si incentra sulle divinità femminili, che sopravvivono ancora in leggende, credenze e riti arcaici, riscoprendo una ricchezza spirituale e di profondo sapere delle donne perduto nei secoli. L’incontro è introduttivo dei temi degli spettacoli Così vicino al fondo e Il Canto della caduta.

Venerdì 13 marzo ore 11.00 per le scuole e ore 20.45 in serale all’Auditorium Concordia, Così vicino al fondo di Camille Davin, giovane drammaturga francese che ha ottenuto un riconoscimento mondiale con questo testo al Women Playwrigth International di Santiago del Cile nel 2018. Lo spettacolo con Arianna Addonizio Filippo Fossa e Paolo Mutti per la regia di Bruna Braidotti affronta in modo inusuale il controverso tema dell'immigrazione clandestina attraverso il Mediterraneo . Si mescola nel testo fantasia, magia e realtà. E' la storia dell'incontro tra un ex marinaio francese, ligio alle regole contro i profughi, un giovane naufrago clandestino e la Dea del mare Yemanja, divinità riconosciuta su entrambe le rive dell'Atlantico. Nel confronto si sviluppano i vari aspetti del fenomeno in una dimensione favolistica che ci dà la possibilità di riflettere sulle vicende attuali in modo meno schematico e semplicistico, coinvolgendo anche le antiche credenze del mare che accomunano i popoli.

Venerdì 20 marzo alle 20.45 al teatro Mascherini di Azzano Decimo un altro testo e spettacolo pluripremiato “Hot chiamate in attesa “ di Talia’s Machine , una giovane compagnia di Milano che ha vinto il premio della Giovane scena delle donne 2019 e il premio “Scintille”. Lo spettacolo è una commedia noir grottesca e surreale E’ la storia di riscatto di sei centraliniste , sei outsider, che fanno di tutto per mantenere il proprio il proprio posto di lavoro e di una neolaureata in cerca di autorealizzazione. In scena la situazione di precariato dei giovani italiani d'oggi toccando un tema emergente nel nostro paese in cui le giovani generazioni sono costrette ad emigrare oppure come nel caso della storia messa in scena scendere a compromessi inaccettabili.

Il 25 marzo alle ore 20.45 all’Auditorium Concordia si conclude la rassegna con lo spettacolo di Marta Cuscunà Il Canto della Caduta, Evento realizzato in collaborazione con Voce Donna, Onlus, centro Antiviolenza Pordenone

Al centro dello spettacolo è il mito di Fanes, tradizione popolare ladina ancora diffusa nelle valli centrali delle Dolomiti. Racconta di un'età dell'oro in cui esseri umani e natura vivevano un rapporto di alleanza che permetteva di vivere in pace e prosperità. In questa età dell'oro la guida del popolo era compito femminile. Poi arrivò un re straniero e le cose cambiarono per sempre: con lui arrivarono guerra e distruzione. L'autrice/attrice si chiede: la guerra è incancellabile? Il dominio dell'uomo sulla donna è inevitabile? Quel mondo è esistito nell'Europa neolitica e il mito di Fanes ne è testimonianza. Ciò che è stato può ritornare. Come? Attraverso l'intreccio tra presenze del femminile, visione del sacro e struttura sociale. La realizzazione scenica utilizza modalità tecniche innovative ispirate alla street art di herakut: uno stormo di corvi animatronici e una piccola comunità di bambini-pupazzo superstiti sono i compagni di scena dell'attrice.

Sostiene la manifestazione La Regione Friuli Venezia Giulia e la Fondazione Friuli

Collabora L’UTI Noncello, il Comune di Pordenone, la Camera di Commercio di Pordenone, il protocollo dei comuni per le Pari Opportunità l’Associazine Voce Donna.

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