Home / Spettacoli / Il ritorno del cinema trash fatto in casa

Il ritorno del cinema trash fatto in casa

Zuppotto Pacioso, la casa di produzione ‘low budget’ nata per gioco, e diventata un ‘culto’ a inizio millennio, torna dopo 15 anni per riproporre ‘corti’ di genere, finte pubblicità e doppiaggi in friulano

Il ritorno del cinema trash fatto in casa

A guardarli oggi, 15-20anni dopo la realizzazione – che per la tecnologia sono quasi l’equivalente del passaggio dalla clava al vapore – sembra che il tempo non sia passato. Anche perché i corti e mediometraggi della fantomatica Zuppotto Pacioso, sigla che comprende un gruppo di amici cinefili friulani dediti a tutte le sfumature dei B-movie, erano fatti soprattutto di idee, passione e gran divertimento. Come i loro doppiaggi (ovviamente non autorizzati) di grandi classici del passato. Tipo Star Trek, con quell’invito esplicito alla battaglia spaziale, “canons a manete”, diventato addirittura uno striscione allo Stadio ‘Friuli’.
“E’ stata una breve avventura, durata appena cinque anni – racconta Stefano Turco alias Johnny Deeper, Prio Labelton, ecc., che assieme a Oscar Schwander ha creato un piccolo mito locale – Ci siamo fumati tutto dal ’98 al 2003, quando per motivi professionali mi sono trasferito dall’altra parte del mondo. Dopo 15 anni sono di nuovo in Friuli e abbiamo deciso di tornare insieme per nuove produzioni. C’è ancora tantissimo materiale girato mai montato: abbiamo aperto il forziere, tolto un po’ di ruggine e stiamo lavorando duro”.
Dal filonipponico Edi il guerriero passando per il poliziottesco Bust Hard, un Sulle strade della California girato come il video di Sabotage dei Beastie Boys, fino a I professionisti, questo gruppo di appassionati ha cercato di esplorare vari generi e sottogeneri di quello che gli esperti definiscono ‘exploitation’. “Chiamiamolo col suo vero nome: trash. Dentro ci sta tutto, dal  poliziottesco low budget al fantascientifico fatto in garage. E’ il frutto di un’idea di fine liceo – prosegue Turco – quando io e Enrico Zanetto abbiamo deciso di provare a fare film, con una  telecamerina a nastro magnetico e montando col videoregistatore. Che lavoro…”
Subito dopo, quasi per caso, è arrivato il filone dei doppiaggi in marilenghe. Un successo che si è sparso rapidamente, in rete, anche nel mondo, e ha portato a innumerevoli imitazioni: basti pensare alla recente parodia in triestino del videclip di Bohemian Rhapsody dei Queen. “E’ incredibile, perché per noi era un sottoprodotto. Però era un lavoro accurato, come il resto: ogni battuta era scritta, tranne la parte in triestino di Star Trek, tutta improvvisata. Lì abbiamo avuto l’idea di fare parlare in friulano i ‘ buoni’ e i cattivi in triestino. Nello Starsky & Hutch in lenghe, invece, i cattivi parlavano carnico…”.
Ritrovarsi dopo 15 anni, a parte il fascino dell’operazione vintage e dell’effetto ‘revival del revival’, sta portando la Zuppotto Pacioso a ‘riscaldarsi’, in attesa di remake e nuove produzioni (“abbiamo pacchi di sceneggiature scritte su carta”, aggiunge Oscar Schwander), nel settore della (finta) pubblicità. Prodotti come il Forforekta, che non toglie la forfora, ma la rende accettabile. O gli improbabili attrezzi ginnici “utilizzati dalle star di Hollywood” di Pale & picon (da leggersi all’inglese: peil and paicon). “All’interno dei nostri film - conclude Turco -  c’è sempre spazio per inserire queste pubblicità, e dopo di noi lo ha fatto pure Tarantino. Età permettendo, quest’estate vorremmo iniziare a girare coi soggetti già scritti. Faremo i casting e, come sempre, accettiamo come attori cani e porci”.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Sport news

Cultura

L'APPELLO

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori