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La grande musica tra passato e futuro

Concerto al Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste, sabato 24 e domenica 25 ottobre

La grande musica tra passato e futuro

La grande musica costituisce da sempre un ponte privilegiato tra passato e futuro, ponendo gli ascoltatori del presente nella posizione privilegiata di cogliere sia le perenni e imprescindibili costanze, che le differenze legate al tempo.
Il prossimo concerto sinfonico ne sarà un ottimo esempio, poiché sarà aperto da Freddo per pianoforte, violino, violoncello e orchestra di Michele Dall’Ongaro cui seguirà il Concerto in do maggiore op. 56 per pianoforte, violino, violoncello e orchestra “Triplo concerto” di Ludwig van Beethoven, per concludersi con le Antiche arie e danze per liuto prima Suite e le Impressioni brasiliane di Ottorino Respighi.
Prosegue così l’ormai ben consolidata attenzione della Fondazione per la musica contemporanea che in questo caso si lega con il resto del programma attraverso fili delicati ma al contempo solidi, costituiti in particolare dalla conoscenza o dall’esperienza diretta dei compositori.
Se infatti Freddo è stato realizzato a seguito della commissione fatta all’Autore quale preludio del Triplo Concerto di Beethoven dall’Ars Trio di Roma (Laura Pietrocini, pianoforte; Marco Fiorentini, violino; Valeriano Taddeo, violoncello) che li eseguirà entrambi a Trieste, la brillante opera del genio di Bonn fu scritta quale lavoro d’occasione, pensato quindi anch’esso per i primi esecutori: il violoncellista Anton Kraft, il violinista August Seidler e l’Arciduca Rodolfo, allievo di pianoforte di Beethoven stesso.
Le due composizioni sono a loro volta un esempio dell’attenzione di Respighi per la musica del passato la prima, ispirazione sopraggiunta a seguito di un viaggio in Brasile effettuato con la moglie ed eseguita per la prima volta al Teatro Municipale di San Paolo la seconda.
Di grande rilievo gli interpreti, tutti ben noti al pubblico triestino: Fabrizio Maria Carminati, spesso presente sia nell’attività concertistica che in quella operistica del Teatro Verdi vi ha inaugurato tra l’altro tre stagioni liriche.
L’Ars Trio di Roma, dedicatario dell’opera di Michele Dall’Ongaro, si è perfezionato sotto la guida del Trio di Trieste e ha conseguito nel 2001 il Primo Premio Assoluto al Concorso Internazionale “Premio Trio di Trieste”.

Il concerto verrà parzialmente replicato anche al Teatro Verdi di Pordenone il 29 ottobre alle 20.30: per rispettare le norme sanitarie, le opere di Ottorino Respighi saranno sostituite dalla Quarta Sinfonia in si bemolle maggiore op.60 di Ludwig van Beethoven.

Come già annunciato con il comunicato stampa del 16 ottobre scorso, si ricorda infine che, a partire dal prossimo concerto sinfonico, la Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste riproporrà la tradizionale programmazione in doppia esecuzione. Oltre all’appuntamento domenicale sarà così possibile assistere agli eventi anche di sabato, sempre alle 18.
Si è voluto così unire il rispetto delle nuove misure urgenti di contenimento di contagio Covid19 con le tante richieste degli spettatori, a dimostrazione dell’attaccamento e dell’affezione del pubblico al Teatro.

Tutte le informazioni sono disponibili anche sul sito web www.teatroverdi-trieste.com e telefonicamente al n. verde 800 898 868.

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