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Ai ragazzi comunicate sempre tranquillità

I genitori non dovrebbero trasmettere ansia e vigilare sui ragazzi. I consigli della psicologa su come affrontare il loro disagio

Ai ragazzi comunicate sempre tranquillità

La pandemia incide sulla psiche dei nostri ragazzi. A confermarlo la psicologa Evgenia Gasteratou che collabora con vari istituti comprensivi del Friuli.
“Per quanto concerne i ragazzi più grandi, dalle scuole medie in su, la sintomatologia si evidenzia maggiormente a livello cognitivo, con alterazioni di pensiero e difficoltà di concentrazione. La sintomatologia è prevalentemente di natura ossessivo compulsiva, come la tendenza ad alimentarsi troppo o i disturbi post traumatici come alterazione del sonno, ansia e difficoltà di concentrazione.
Nei più piccoli, invece, riscontriamo alterazioni a livello emotivo. Proprio per questo motivo si è data molta importanza al fatto che i bambini potessero a recarsi a scuola: non possono fare a meno della socializzazione, essenziale per il loro sviluppo al pari del cibo; la sua mancanza crea alterazioni che possono portare a gravi manifestazioni ansiose e a livello somatico. Le problematiche si evidenziano dunque nel comportamento. I bimbi infatti reagiscono spesso evidenziando un processo di regressione”.


Cosa le dicono i ragazzi?
“I motivi delle richieste di aiuto sono gli stessi di sempre (dallo studio a problemi affettivi e relazionali). Eppure ora se si approfondisce la situazione, emerge che tutto è legato al momento difficile che stiamo vivendo a causa della pandemia che ha di fatto acceso una miccia: lo notiamo chiaramente negli adulti che evidenziano problematiche molto pesanti che in passato si vedevano meno frequentemente. Nel loro caso, i piccoli disagi messi sotto il tappeto per molto tempo, diventano enormi in condizioni di forte difficoltà, che si tratti di catastrofi naturali o altre situazioni di elevato stress. Nei ragazzi e nei piccini, invece, queste situazioni stanno emergendo dirompenti già ora, immediatamente anche perché i più giovani non hanno problemi pregressi da nascondere”.

Cosa possono fare i genitori?
“Quando si tratta di disagio dei ragazzi gioca un ruolo fondamentale la capacità dei genitori di contenere la situazione. Un genitore che, anche se molto preoccupato, riesce a comunicare serenità e tranquillità, permetterà ai figli di affrontare con minore ansia i problemi. I ragazzi insomma tendono a copiarci e a seguirci come modelli nel bene e nel male ed è importante rassicurare i nostri figli e infondere loro serenità. Serve inoltre la sorveglianza costante dei ragazzi per verificare l’insorgenza di sintomi del disturbo post traumatico, come la difficoltà di dormire e l’alterazione del ciclo sonno veglia o il fatto che ogni tanto il ragazzo sembra assente e con lo sguardo perso. Evitare di concentrarsi troppo sulle notizie del giorno e cercare in tutti i modi di proporre ai ragazzi un pensiero positivo è molto importante. E’ l’incertezza a provocare l’ansia. Ecco perché riuscire a comunicare loro tranquillità è essenziale”.

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