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Cosa succede dopo un terremoto?

Dai volontari sentinella all’agibilità degli edifici, venerdì 24 gennaio, a Trieste

Cosa succede dopo un terremoto?

I moderni sismometri consentono di identificare un terremoto nei primissimi istanti della sua generazione e, in situazioni particolari, permettono di allertare la popolazione anche prima dell’arrivo delle fasi sismiche più dannose. Nonostante ciò, resta importantissima la raccolta delle informazioni inerenti gli effetti sul territorio affidata alla ricognizione umana.
Il ruolo dei volontari di protezione civile nel censimento e nella rapida condivisione degli effetti dei terremoti locali sarà al centro conferenza “Cosa succede dopo un terremoto? Dai volontari sentinella all’agibilità degli edifici”, in programma DOMANI venerdì 24 gennaio 2020 alle ore 18, negli spazi di Trieste Città della Conoscenza.

Alessandro Rebez, ricercatore OGS, illustrerà il percorso virtuoso intrapreso in Friuli Venezia Giulia per il coinvolgimento dei volontari nella raccolta di informazioni sul livello di percezione e danneggiamento nell’immediato post-evento. Questi dati statistici completano il quadro di conoscenze del terremoto ottenuto tramite gli strumenti. Quindi Teresa Tufaro, dottoranda dell’Università degli Studi di Trieste, proporrà la sua esperienza diretta di neolaureata inserita nelle squadre di ingegneri agibilitatori volontari, organizzate da IPE – Associazione degli Ingegneri Per le Emergenze. Con i terremoti che hanno severamente colpito l’Italia centrale nel 2016, infatti, è entrata in vigore una nuova procedura per i sopralluoghi sintetici di agibilità post-sisma dei fabbricati.

L’appuntamento, a ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti in sala, è il secondo degli eventi collegati alla mostra Un “terremoto” per amico, allestita nello spazio Trieste Città della Conoscenza presso la Stazione Centrale di Trieste, e aperta dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 12 e dalle ore 14 alle ore 17, fino al 14 febbraio 2020.

La mostra, ideata per familiarizzare con i terremoti, per imparare a conviverci limitandone le conseguenze negative e per mostrare come la ricerca contribuisca alla prevenzione, è un progetto di OGS in collaborazione con Trieste Città della Conoscenza, la rete coordinata dall'Assessorato Scuola, Educazione, Università e Ricerca e Decentramento del Comune di Trieste.

Alessandro Rebez – È in OGS dai primi anni ottanta ed è stato responsabile per l'acquisizione, l'interpretazione e la distribuzione dei dati sismologici della stazione TRI della rete mondiale WWSSN. È esperto di analisi ed elaborazione di data-base sismologici e di compilazione di cataloghi sismici, è autore di due dei principali cataloghi di terremoti italiani (NT4 e CPTI). Il principale campo di interesse è la valutazione della pericolosità sismica (PSHA). E‘ autore di numerosi studi di valutazione di PSHA, tra cui le mappe di pericolosità sismica per il territorio italiano (MPS04). Ha lavorato per due anni nella Protezione Civile del Friuli Venezia Giulia. È responsabile del progetto di valutazione dell'input sismico (PSHA per la cordata ENEL-A2A- CESI) di numerose dighe italiane.

Teresa Tufaro – Laureata in Ingegneria Civile-Ambientale, nel 2016, presso la Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi della Basilicata con una tesi in Sismologia Applicata per la Gestione dei Rischi Naturali Antropici. Nel 2017, in Centro-Italia, ha partecipato alla campagna di Agibilità Sintetica post-Terremoto (FAST). Nel 2018, ha vinto la Borsa di Studio “Marco Mucciarelli”, istituita dalla sezione CRS dell’OGS, collaborando all’analisi e restituzione grafica delle Schede di Risentimento Sismico compilate dai Volontari di Protezione Civile FVG. Dal 2019, ha iniziato il dottorato in Ingegneria Civile-Ambientale e Architettura presso l’Università degli Studi di Trieste. Il programma di ricerca verte principalmente sull’analisi del Rischio Strutturale e Sismico delle strutture da Ponte esistenti.

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