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Inaugurato il campanile di Flumignano

La comunità ritrova un suo simbolo. Costruito nel 1857, è tornato ancora una volta a nuova vita

Inaugurato il campanile di Flumignano

Costruito nel 1857 con copertura a cupola, poi mutata in cuspide piramidale nel 1935 per mano di Giacomo Deana di Domenico (così riporta il contratto di lavoro, per il valore di 6.000 lire, custodito nell'archivio parrocchiale), il campanile di Flumignano, frazione di Talmassons, è tornato ancora una volta a nuova vita e oggi se n'è celebrata l'inaugurazione alla presenza di autorità civili e religiose, con l'arcivescovo Andrea Bruno Mazzocato a officiare la messa.

All'evento, che ha coinvolto non solo i fedeli della chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo ma tutta la collettività paesana, non ha voluto mancare neanche il presidente Piero Mauro Zanin, che ha ritirato la targa con cui la parrocchia ringrazia il Consiglio regionale per il contributo finanziario ricevuto per le preziose quanto necessarie opere di restauro che hanno interessato il consolidamento della struttura, il castello delle campane datato 1938, l'orologio (prezioso esemplare dei fratelli Solaris di Pesariis) e l'illuminazione della cella campanaria.

"Per la Regione, aver contribuito a sostenere la parrocchia di Flumignano in questo restauro significa esaltare quell'elemento fondamentale e di unione che sono le parrocchie per le comunità, perché non esiste comunità senza parrocchia. Ed essere comunità - ha detto il presidente Zanin - non significa chiuderci ed essere provinciali, ma sapere chi siamo. Finanziare questi campanile, per il Consiglio regionale significa sostenere le proprie identità e i propri valori. Perché dobbiamo tornare alla tradizione cristiana dei nostri paesi, delle nostre genti. Complimenti al Consiglio pastorale di Flumignano, perché ho visto tanti giovani e questo è sinonimo di speranza per il futuro".

"Un campanile è simbolo di identità - ha rimarcato anche il sindaco di Talmassons, Fabrizio Pitton -, cosa di cui, in questo particolare momento dettato dalla pandemia, abbiamo estremamente bisogno. Perciò grazie a tutti coloro che hanno permesso i lavori di recupero, che non si limitano al restauro di alcune pietre ma a ritrovare un sentimento che è simbolo di comunità e che si può diffondere in noi anche attraverso il ritrovato suono delle campane".

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