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La burocrazia digitale morde anche i Bonus

I buoni messi a disposizione dal decreto Rilancio sono interessanti, ma le procedure mettono a dura prova

La burocrazia digitale morde anche i Bonus

Bonus è la parola del giorno. Per gli interventi sugli immobili con l’aggiunta dell’altro termine magico “Eco”, per le vacanze, le baby sitter, le biciclette. Soldi facili? Più o meno, nel senso che lo Stato mette a disposizione risorse, ma com’è naturale lo fa a modo suo. E così, l’atavica inclinazione alla burocrazia rende l’accesso alle agevolazioni meno semplice di quanto si immagini, costringendo cittadini e imprese a non pochi passaggi la cui logica è poco chiara, tanto da apparire una riedizione del gioco dell’oca sotto mentite spoglie. Le finalità di questi bonus sono evidenti: dare una mano all’economia spingendo le famiglie a spendere e, al contempo, affrontare alcuni problemi come la riqualificazione energetica degli edifici o la loro messa in sicurezza antisismica, spostare nei grandi centri urbani il trasporto dalle auto a sistemi meno inquinanti come le biciclette o i monopattini, oppure spingere semplicemente la gente a visitare il nostro Belpaese dando al contempo un po’ di fiato al sistema turistico alberghiero, allo stremo dopo mesi di totale inattività. Quando si tratta di soldi pubblici la prudenza è d’obbligo, dato che i furbi abbondano. E dunque, seppure in versione digitale, al cittadino tocca spostarsi di casella in casella sperando di fare la mossa giusta, a partire dalla dotazione dello Spid, il famoso sistema di identità digitale destinato a diventare pratica comune e scontata, ma tuttora capace di mettere alle corde, a causa della necessità di garantire adeguata sicurezza, anche gli utenti più scafati. Tocca armarsi di santa pazienza, carta e penna anche se ci si siede davanti al Pc - parole d’ordine e codici di accesso abbondano - uno smartphone in grado di utilizzare le app predisposte e un po’ di attenzione per non rischiare di fare il classico errore che fa tornare alla casella di partenza.

Il tesoretto lo si trova navigando on line
Il decreto Rilancio approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso maggio prevede a favore delle famiglie una consistente somma di denaro per far fronte agli oneri sostenuti per l’accudimento dei minori di 12 anni. Si parla di ben 1.200 euro che salgono a 2.000 se si tratta di medici e infermieri e tutti i lavoratori, pubblici e privati della sanità, ma anche per il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. Il bonus copre anche le spese sostenute per i Centri estivi fino al 31 luglio, mentre se si tratta di baby sitter il termine è quello del 31 dicembre 2020. L’interlocutore indispensabile per ottenere questo bonus è l’Inps. Immaginiamo l’interrogativo che sorge spontaneo viste le difficoltà emerse a causa del sovraccarico dei server dell’Istituto, ma da questo punto di vista non abbiamo registrato problemi significativi. A patto che abbiate già un codice di accesso al portale
e qui bisogna darsi da fare, ma ci sono varie opzioni, a patto di essere dotati degli strumenti adeguati, ovvero un pc, un lettore di carte magnetiche e di uno smartphone. Al bonus infatti si può accedere a patto di aver aperto il Libretto famiglia che consente di pagare le prestazioni occasionali sotto la soglia dei 5.000 euro. Per fare ciò bisogna però accedere tramite il Codice Pin, da richiedere sul portale previa registrazione dei propri dati. Sarà inviato sul proprio cellulare, tramite sms, la prima parte del codice e poi tocca attendere che l’Inps invii tramite posta la restante parte. Solo allora si potrà completare la pratica. Altrimenti bisogna essere dotati di Spid (la cui procedura di ottenimento è tutt’altro che semplice), di carta d’identità digitale o della Carta servizi e accedere tramite l’apposito lettore per poi completare la richiesta sul portale. Insomma, serve un po’ di pazienza.

Bici con lo sconto, ma solo se si vive in città
Il buono riservato all’acquisto di biciclette, anche elettriche, o monopattini permette un ragguardevole sconto sull’acquisto, dato che parliamo della copertura fino al 60% del costo di acquisto con un tetto massimo di 500 euro per chi ha effettuato l’acquisto a partire dal 4 maggio e fino al 31 dicembre. Finora, nonostante della creazione dell’apposito portale del ministero dell’Ambiente per ottenere tale beneficio si parli ormai da oltre due mesi, vige la regola che il rimborso per gli acquisti effettuati fino a quando lo stesso non sarà operativo si potrà ottenere direttamente inviando la ricevuta d’acquisto e l’apposita domanda. Ovviamente dovrà essere fatto tutto tramite Pc a patto di essere dotati di Spid. Più complicata - se mai ce ne fosse bisogno - la faccenda per chi acquisterà dopo l’entrata in servizio del sito web dedicato: bisognerà infatti iscriversi sul portale tramite le proprie credenziali e generare il buono spesa digitale, da consegnare dove si acquista bici o monopattino, che provvederà a scontare direttamente il prezzo finale. Ci sono però due dettagli di cui tenere conto: il primo è che non siano esauriti i fondi messi a disposizione dallo Stato. Il secondo invece che si risieda (il domicilio non conta) in una città capoluogo di regione o di provincia, o in un centro con almeno 50mila residenti. La logica della limitazione risponde probabilmente al fatto che si vuole disincentivare l’uso del mezzo privato soprattutto nelle grandi città. Di fatto, nel caso della nostra regione, ne beneficeranno solo i cittadini dei quattro capoluoghi. Da non dimenticare il fatto che Il decreto rilancio prevede anche il rimborso per gli abbonamenti dei mezzi di trasporto pubblico di cui non è stato possibile fruire durante il periodo del lockdown. Può richiedere il rimborso chiunque sia titolare di un abbonamento ferroviario o di trasporto pubblico locale (autobus, tram e metro) valido durante il periodo delle limitazioni alla circolazione stabilite dal governo che ne hanno quindi impedito o limitato l’utilizzo.

Il buono c’è, però occhio alle sorprese
Chi intende fare le proprie vacanze in Italia ha a disposizione fino a 500 euro. Questo per lo meno prevede il decreto Rilancio, che ha introdotto a favore dei cittadini un credito, riservato ai nuclei familiari con Isee in corso di validità non superiore ai 40 mila euro. Il beneficio può essere utilizzato dal primo luglio al 31 dicembre 2020 a patto di essere ospitati in strutture che siano in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva. Il Bonus vacanze massimo è riconosciuto ai nuclei formati da tre o più componenti, ma scende a 300 euro per quelli con due persone e a 150 euro se si tratta di singola persona. Il lettore avrà già individuato il primo ostacolo burocratico da superare: parliamo dell’Isee. I più fortunati ne hanno già uno a disposizione, altrimenti tocca rivolgersi a un Centro di assistenza fiscale, fatto tutt’altro che semplice visto il periodo e il fatto che la stagione delle vacanze è iniziata. C’è anche la possibilità di compilare l’Isee tramite il sito dell’Inps, ma serve ovviamente un po’ di pratica e la disponibilità di tutti i dati necessari. Immancabile la necessità dello Spid e il fatto di avere a disposizione sul proprio smartphone l’apposita app IO rilasciata dal ministero dei beni culturali e del Turismo, per fortuna già disponibile. Tutto bene dunque? Neppure per sogno, perché molti albergatori (sono per altro escluse le spese sostenute tramite l’ausilio l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali tematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator) per ora del bonus proprio non ne vogliono sentir parlare e rifiutano dunque le prenotazioni.
A tale riguardo, nel corso di un’intervista fatta dalla collega Isabella Gregoratto di Telefriuli, la presidente di Fedealberghi Fvg, Paola Schneider, ha espresso non poche perplessità: “Il problema è che gli operatori turistici in questo momento hanno bisogno di liquidità - ha ricordato Schneider - e ci si scontra con l’eccessiva burocrazia necessaria per ottenere il bonus”. In ogni caso, ottenuto il buono, solo l’80% sarà scontato direttamente dall’operatore, mentre il restante 20% potrà essere detratto in sede di dichiarazione dei redditi.

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