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La febbre del pianeta fa male al nostro mare

Gli effetti dei cambiamenti climatici sull'Adriatico e sulla pesca spiegati dai ricercatori dell'Ogs

La febbre del pianeta fa male al nostro mare

Il mare si sta scaldando. Anche le acque del Golfo di Trieste stanno subendo una profonda trasformazione: tra le conseguenze delle variazioni in atto negli ultimi anni ci sono l’alterazione degli ecosistemi marini, la comparsa di nuove specie provenienti da mari lontani (organismi alieni) e la modifica della concentrazione di nutrienti. Tutto ciò porta anche a uno squilibrio nelle catene alimentari, che si ripercuote sulle attività di pesca, sulla nostra alimentazione e in generale su tutte le attività economiche, ricreative e turistiche dell’area.

Di variazioni degli habitat e delle specie, di quelle della temperatura, si parlerà nel corso dell’incontro pubblico “Il contributo della ricerca allo sviluppo della Riserva MaB Unesco”, in programma giovedì 23 gennaio a Trieste, alle 18 al Caffè Tommaseo in Piazza Nicolò Tommaseo, 4. Nell’occasione verranno approfonditi i principali filoni di ricerca, le ricadute legate ai cambiamenti climatici in atto e i possibili interventi di mitigazione degli effetti sul Golfo di Trieste.

Da più di trent’anni, la sentinella del cambiamento dei parametri meteomarini nella riserva MaB Unesco di Miramare è la stazione C1 dell’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale - OGS, che, assieme alle osservazioni subacquee delle comunità ittiche e algali condotte dall’Area marina protetta di Miramare, fornisce una misura delle trasformazioni in atto.


Il programma dell’appuntamento prevede l’introduzione di Paola Del Negro, direttore generale OGS, e gli interventi di Michele Giani, Primo Ricercatore dell’OGS su “Il golfo di Trieste sta cambiando?”, Maurizio Spoto, Direttore WWF AMP Miramare, su “La Riserva MaB Unesco Miramare: attività umane sostenibili e la sfida dei cambiamenti climatici”, Bruno Cataletto, Ricercatore OGS e referente per l’Ente del progetto ECOSS, su “Sistemi di osservazione per la biodiversità” e Carlo Franzosini, Presidente di Shoreline e referente della società per il progetto ECOSS, su “Aree marine protette: l’importanza del networking”. Al termine dell’incontro verrà proiettato il video #Proudtoshare della Riserva MaB Unesco di Miramare.

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