Home / Tendenze / Successo per Porte Aperte Pordenone

Successo per Porte Aperte Pordenone

1300 persone alla prima edizione della manifestazione che celebra la città dei cento popoli

Successo per Porte Aperte Pordenone

Dopo il grande successo della manifestazione di sabato, Porte Aperte Pordenone non si ferma. Oggi alle 11 una delegazione di organizzatori ha fatto visita alla dottoressa Maria Rosaria Maiorino, Prefetto di Pordenone, per omaggiarla di un dvd con le interviste realizzate tra i partecipanti alla festa. Antonio Pavanello, principale ideatore dell’evento, ha spiegato così al Prefetto il valore di questo gesto: “A lei che è la rappresentante ufficiale dello Stato Italiano nella nostra città, vogliamo garantire che queste comunità sono pronte a impegnarsi per difendere e consolidare i valori dell'italianità: i diritti dell'individuo, la difesa della vita contro guerre ed estremismi, la parità uomo/donna e la difesa dei diritti dei bambini.

Le video interviste (che si possono vedere a questo link https://bit.ly/2OdoWTA) sono state registrate a fine gennaio, quando la preparazione per la festa era già entrata nel vivo. Nel video,
realizzato da Andrea Liguori, è chiaramente espressa la volontà delle comunità partecipanti di diventare parte attiva e positiva della società pordenonese, in una condivisione di valori che è emersa prepotente durante la giornata di sabato.

Porte Aperte Pordenone si è aperta alle 15.30 con “La bicicletta unisce i popoli”, la pedalata solidale di Fiab Pordenone a cui hanno partecipato più di 60 persone, di diverse origini. Al rientro dei ciclisti, all’interno del palatenda di Villanova, la manifestazione ha preso il via con un minuto di silenzio per tutte le vittime del terrorismo e del razzismo, un segnale fortemente voluto dalle comunità partecipanti, soprattutto a seguito dell’ultima strage avvenuta in Nuova Zelanda contro due moschee. La tensione si è stemperata con l’inno italiano, intonato da due bambini di diverso colore, che hanno saputo emozionare il pubblico.

A quel punto la palla è passata ai grandi protagonisti della kermesse, i Papu, che hanno saputo gestire con intelligenza e ironia tutti gli interventi. Importanti e significative le parole delle autorità presenti, che hanno sottolineato il grande valore civile di manifestazioni come questa: Eligio Grizzo, vicesindaco comune Pordenone, Mohamed Hosny, Imam di Pordenone, Paolo Zanet, responsabile della commissione diocesana Migrantes, Cosmin Lotreanu console rumeno e Simone Abis, Vescovo rione di Pordenone, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni.

Eligio Grizzo, in particolare, ha ribadito: “Qui non vedo stranieri, ma vedo italiani, perché qualunque straniero che viene in Italia e segue le leggi italiane, rispettando le nostre abitudini, pur antenendo le proprie, è comunque un cittadino italiano”.

Subito dopo, l’intervento di Carmelo Agostini, Presidente dell’Avis di Villanova, capofila dell’intera iniziativa, ha sottolineato l’importanza del dono del sangue, un gesto piccolo e silenzioso, che molti tra gli organizzatori già compiono regolarmente. “Porte Aperte Pordenone ci ha regalato 17 nuovi donatori”, racconta Agostini, “che si sono avvicinati ad Avis proprio grazie alla festa”.

Il cuore della manifestazione sono state le diverse comunità, che si sono presentate ai concittadini con un mix tra poesie, danze, musiche, piatti e costumi tipici, per un vero e proprio giro del mondo culturale e culinario. Il pubblico ha seguito con interesse, partecipazione e a tratti commozione, l’alternarsi sul palco dei concittadini provenienti da Bangladesh, Marocco, Niger, Togo, Romania, Burkina Faso, Senegal, Etiopia, Pakistan, Afghanistan. Presenti due importanti scrittori, come Ibrahim Kane Annour, il tuareg italo-nigerino autore di “Il deserto negli occhi”, e Fawad Raufi, giovane insegnante e poeta afgano autore di “Dall’Hindu Kush alle Alpi". Quasi in incognito, infine, mescolata discretamente tra il pubblico, l’europarlamentare
Cécile Kyenge ha fatto visita alla festa, una vera sorpresa per gli stessi organizzatori. Alle 19.30 la manifestazione si è chiusa con il concerto di “Canto Sconfinato”, il coro multietnico nato proprio a Pordenone nel 2018.

LE ASSOCIAZIONI COINVOLTE. Attorno ad Avis, si è costituita una compagine piuttosto eterogenea di associazioni e organizzazioni che hanno collaborato alla manifestazione: Acli provinciali di Pordenone, Agesci Spilimbergo 1, Assiscout -Associazione Indipendente Scout, Associazione per i diritti umani e la tolleranza Onlus, Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, Coop 3.0 Alleanza, Cooperativa Sociale Acli, Fiab Pordenone, Commissione Diocesana Migrantes, Movimento Federalista Europeo sezione di Pordenone, Movimento dei Focolari, Cooperativa Nuovi Vicini, UnipolSai Pordenone,

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

L'APPELLO

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori