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Ronchi dei Legionari, lo stemma comunale sulla toponomastica

La novità in una quarantina di vie e piazze laddove i cartelli erano ormai vetusti e illeggibili con un omaggio al legame con Austria e Slovenia

Ronchi dei Legionari, lo stemma comunale sulla toponomastica

Non solo sui simboli ufficiali, come sul gonfalone decorato con medaglia d'argento al valor militare. Sulle spille da giacca, borracce ecologiche, borse nelle quali trovano posto alcuni omaggi. Sulla carta intestata, sui cartelli stradali all'ingresso del territorio, ma anche sulle vetture della Polizia locale e sulle bandiere issate sul palazzo municipale ed in tanti impianti sportivi. E, da qualche giorno, anche sui cartelli che indicano i nomi di vie, piazze, larghi ed androne.

Si tratta dello stemma comunale di Ronchi dei Legionari. Uno stemma storico, che ha molti anni di vita alle spalle e che, ora, viene ripreso anche sulla toponomastica per diverse ragioni. Che non sono solamente estetiche. La cittadina ha 120 tra vie e piazze e, per ora, quest'operazione viene concretizzata su una quarantina di queste, laddove in cartelli erano ormai vetusti, illeggibili. Con un costo che non sarebbe cambiato se non ci fosse stato applicato anche lo stemma. Ma c'è di più. L'indicazione della via o della piazza non è solo in italiano, ma anche in sloveno ed in tedesco. Quindi via, ulica e strasse, per ricordare, non solo, il profondo legame con le città gemellate di Metlika e Wagna.

“Aver disposto la realizzazione di questi cartelli – commenta il sindaco, Livio Vecchiet – racchiude tanti significati. Non solo sostituire quelli ormai malandati, ma anche ricordare un patto, quello del gemellaggio, che ci unisce ad Austria e Slovenia da ormai più di cinquant'anni e che è uno dei più longevi in regione. Affermiamo la multiculturalità ed il multilinguismo di Ronchi dei Legionari, che, sino al 1918, era parte dell'impero austroungarico e dove si parlavano tre lingue. La nostra cittadina, poi, si prepara ad essere parte attiva di Gorizia e Nuova Gorizia capitali europee della cultura nel 2025 ed anche questo è un segnale. Poi lo stemma è un richiamo ai valori della comunità, della coesione e del ricordo di una storia millenaria che non va dimenticata”.

Lo stemma storico del Comune di Ronchi dei Legionari, va ricordato, è costituito da uno scudo di colore rosso, attraversato da una catena di monti argentei con tre cime, il cui orlo inferiore è riempito da un prato verde, nel quale mettono radice quattro viti verdi naturali, che si innalzano fino alla metà dello scudo. Fu ideato, nel 1890, dal pittore triestino Carlo Wostry. Uno stemma che, nel 1912, viene miniato da Franz Junginger, pittore di corte, nel diploma imperiale che concede a Ronchi il rango di borgata. Uno stemma che deriva da lontano e da quelle che sono alcune peculiarietà storiche e naturalistiche ronchesi.

Centosettantantuno anni fa Ronchi, non ancora dei Legionari, diventa comune autonomo. Ronchi, sotto il governo austriaco, fu trasformata da Degania a Sottocomune, con una rappresentanza nella Podestaria di Monfalcone. Finalmente, dopo le inserruzioni del 1848, il 17 marzo 1849 viene emanata a Vienna la Costituzione e nel 1850 Ronchi fu decretato Comune autonomo, con aggregati i rioni di Vermegliano, Selz e Soleschiano. Viene costituito l'archivio comunale e viene organizzata una specie di guardia civica, con funzione di ordine pubblico. Domenico Blasig è il primo podestà eletto e rimarrà in carica per un anno prima di passare la mano ad Antonio De Dottori. Ma la storia è ancora più lunga. Aprile 967. Non è una data qualsiasi. Fu allora che, per la prima volta, dunque, si sentì parlare di Ronchi.

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