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Tornerà 'alla luce' il relitto della nave mercantile romana di Grado

Si lavorerà alla 'musealizzazione in situ' dell'imbarcazione del III secolo a.C. e che giace a sette miglia dalla costa, a diciannove metri di profondità

Tornerà 'alla luce' il relitto della nave mercantile romana di Grado

Mercoledì 28 ottobre, alle 10, si terrà una tavola rotonda in streaming di presentazione di UnderwaterMuse, progetto che punta a valorizzare e rendere accessibile il patrimonio archeologico subacqueo del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, della Puglia e della Croazia. Uno straordinario patrimonio sommerso che altrimenti rimarrebbe invisibile o riservato a pochi e che invece, grazie a UnderwaterMuse, sarà disponibile attraverso la creazione di parchi archeologici subacquei e l’uso narrativo e comunicativo della realtà virtuale. Un obiettivo che inevitabilmente incrementerà, nelle zone coinvolte nel progetto, il turismo culturale e non solo.

Finanziato dal Programma Interreg V-A Italia – Croazia 2014-2020, il progetto è guidato da Erpac FVG - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia e vede come partner l’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Regione Puglia, il Public Institution for Coordination and Development of Split - Dalmatia County RERA S.D. e il Comune di Kastela (Croazia).

Per quanto riguarda la nostra regione, nei prossimi mesi UnderwaterMuse lavorerà per la “musealizzazione in situ” del relitto di nave mercantile romana del III secolo a.C. (noto come “Grado 2”), che giace a sette miglia dalla costa di Grado e a diciannove metri di profondità.
L’intervento sarà diretto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia e verrà svolto in convenzione con Erpac FVG, con il contributo della professoressa Rita Auriemma e la collaborazione scientifica dell’Università Ca’ Foscari, dell’Università del Salento e dell’Università di Udine.

Il progetto di Grado comporterà la pulizia della porzione del giacimento già coperta da reti modulari, attraverso la temporanea rimozione delle stesse, e la messa in luce di tutta l’area archeologica; verranno inoltre effettuati saggi di scavo per verificare la consistenza del giacimento e la presenza di resti lignei dello scafo.

Ma ci sarà anche il coinvolgimento dei soggetti locali interessati e vari corsi di formazione per guide subacquee, per poi arrivare a creare un percorso archeologico “in profondità” e ad ampliare l’accessibilità del sito in cui giace l’antica nave mercantile romana. Si creerà inoltre un portale web pubblico, georeferenziato, per l’esplorazione virtuale dei siti archeologici sommersi dei partner coinvolti nel progetto, attraverso immagini, animazioni, informazioni vocali e testuali.
La tavola rotonda sarà coordinata dal giornalista Andrea Doncovio e sarà possibile accedervi iscrivendosi al link: https://bit.ly/3oulrd5

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