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Violenza sulle donne, casi in aumento anche in Fvg

In regione, durante il lockdown sono 60 le segnalazioni giunte al 1522. Nello stesso periodo del 2019 erano state 39

Violenza sulle donne, casi in aumento anche in Fvg

Sono sempre di più, anche in Fvg, le donne vittime di violenza. Una violenza che non è soltanto fisica, ma anche economica, sociale, sessuale e psicologica. Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ricorrenza istituita dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999.

Un impegno condiviso da amministrazioni locali e associazioni del territorio che, per l'occasione, hanno organizzato, nonostante le limitazioni imposte dal Covid, una serie di iniziative di sensibilizzazione.

Nel nostro Paese si commette un femminicidio ogni tre giorni. In Friuli Venezia Giulia in almeno una coppia su dieci, le ragazze subiscono già violenza fisica, sessuale o psicologica dai loro fidanzati. Casi in aumento in tutto il Paese e anche in regione secondo le statistiche degli operatori del numero 1522: si è passati dalle 39 vittime di marzo-giugno 2019 alle 60 di quest’anno.


Condannare anche stereotipi e pregiudizi
"E' fondamentale condannare ogni forma di violenza contro le donne e tutti i pregiudizi e gli stereotipi che ancora si annidano attorno al tema – spiega Roberto Calvani, presidente regionale dell'Ordine Psicologi Fvg, nonché segretario nazionale della categoria - come il poter pensare che se una donna non riesce a lasciare un partner violento sia in qualche modo responsabile di quanto le sta accadendo, o che lo sia una ragazza che è uscita con il partner che le piaceva e poi ha subito una violenza sessuale. La responsabilità è sempre di chi commette l’agito violento".

Una piaga, quindi, quella della violenza contro le donne, che anche in Friuli Venezia Giulia non dà segni di cedimento e, al contrario, durante il periodo del lockdown è proseguita tra le mura domestiche rese invalicabili dall'emergenza sanitaria, dove vittima e carnefice hanno convissuto, senza possibilità di fuga, 24 ore su 24.

Regione in prima linea
Sono 61 i progetti finanziati dalla Regione Fvg per iniziative contro la violenza di genere. L'assessore regionale alla Famiglia Alessia Rosolen ha assicurato che "non sarà né il virus né l'assuefazione a fermare questa battaglia di civiltà. Erano previsti convegni, incontri pubblici, spettacoli teatrali e attività con gli studenti. Alla luce dei nuovi Dpcm e al fine di permettere il coinvolgimento della popolazione nell'attività di sensibilizzazione, vengono prorogati i termini massimi per la realizzazione dei progetti al 30 giugno 2021”.

“La violenza non è solo fisica – prosegue Rosolen -: è psicologica, verbale, emotiva. Ci sono atti di sopraffazione e atteggiamenti che, ormai, sono stati sdoganati e vengono assorbiti quasi con indifferenza. È un errore. La libertà in ogni sua espressione non può essere compressa o soffocata da atteggiamenti sessisti. Purtroppo, anche in ambiti apparentemente insospettabili, antichi luoghi comuni continuano a prosperare. Contrastare la violenza significa anche che ognuno di noi è chiamato a dare un piccolo contributo. A volte, anche uno sguardo o una battuta possono ferire profondamente”.
Ed è proprio su questi atteggiamenti e comportamenti che si deve lavorare per eliminare il problema.

Casi in aumento anche in regione
“L’Italia non è certo immune da questo virus, che non si manifesta solo nella forma efferata del femminicidio - spiega Rossana Giacaz, responsabile pari opportunità della Cgil regionale -, ma anche con uno stillicidio di casi e di storie di violenza quotidiana, troppo spesso ancora coperti da un velo di omertà, pudore, paura. Per la nostra società si tratta di una sfida anche culturale e non può soltanto guardare alle emergenze di volta in volta fotografate dai dati, come quelli che hanno visto, durante il lockdown, un inquietante incremento delle chiamate al 1522, il numero verde contro la violenza e lo stalking attivo su tutto il territorio nazionale”.
In sensibile calo nel 2019, infatti, le chiamate ricevute dagli operatori del servizio, nei quattro mesi compresi tra l’inizio di marzo e la fine di giugno di quest’anno, a causa di tante situazioni di convivenza forzata a causa quarantena e isolamento, sono più che raddoppiate rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Poco meno di 7.000 nel 2019, nel 2020 i contatti validi sono stati 15.280, il numero più alto di sempre, su base quadrimestrale, da quanto è stato attivato il servizio. 

“Oggi, in questo tempo drammatico di pandemia, il contrasto della violenza di genere sta facendo un passo decisivo nel diventare coscienza condivisa di tutto Paese – ha affermato la Ministra Elena Bonetti -. Siamo davanti ad un fenomeno drammatico e complesso che chiede di mettere in campo ogni azione utile per il suo contrasto: il potenziamento del monitoraggio dei dati e il rafforzamento della rete territoriale che accompagna le vittime nel percorso di uscita dalla violenza sono assi fondamentali di una strategia da comporre con tutti i livelli istituzionali”.

Come e a chi chiedere aiuto
E' attivo su tutto il territorio nazionale il numero 1522 Help Line Violenza e Stalking, un servizio pubblico promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità. Il numero è gratuito ed è attivo 24 ore su 24, accoglie con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking. L’app 1522 permette anche di chattare con le operatrici nel caso si sia impossibilitate a parlare. Altra app utilizzabile per chiedere aiuto e segnalare situazioni di difficoltà è Youpol.
A seguito dell’emergenza sanitaria, infatti, l’attenzione delle forze dell’ordine su quanto avviene nelle nostre case è molto forte. L’applicazione youpol presenta una sezione a disposizione delle vittime di violenza dentro casa (e pure degli eventuali testimoni) nella quale segnalare episodi di violenza domestica, anche in maniera anonima e scrivendo un semplice messaggio. Quest’ultimo arriva in sala operativa, dove si accende un allarme dedicato e l’operatore deve verificare immediatamente la situazione disponendo se necessario l’intervento. La polizia, sia che si scelga la modalità anonima, sia quella registrata, esaminerà comunque la segnalazione. Tuttavia, registrarsi permette di seguire l’operato della polizia di stato in base alla segnalazione ricevuta, integrare le informazioni già trasmesse, se incomplete, e visualizzarle in qualsiasi momento. Per scaricare e installare l’applicazione sul proprio telefono è sufficiente connettersi agli appositi servizi come Play Store per Android o App Store per Iphone.

Numerosi anche i centri antiviolenza presenti sul territorio. Di seguito l'elenco e i recapiti per contattarli
TRIESTE via S. Silvestro, 5 - Centro Antiviolenza G.O.A.P.  
tel. 040 3478827 - sito internet:  www.goap.it - e-mail:  info@goap.it
UDINE via Martignacco, 23 - Centro antiviolenza IoTuNoiVoi donne insieme  
tel. 0432 421011 - sito internet: www.iotunoivoi.it - e-mail: iotunoivoi@iotunoivoi.it
PORDENONE viale Dante, 19 Associazione Voce Donna  
tel. e fax 0434 21779 - Per le emergenze 24/24 h 3343295364
http://vocedonnapn.it- e-mail: vocedonnapn@gmail.com
RONCHI DEI LEGIONARI (GO)  via Roma, 13 Associazione Da donna a donna
tel. 0481 474700 - cell. 333 2810048 - sito internet:  www.dadonnaadonna.org- e-mail: info@dadonnaadonna.org
GORIZIA via Baiamonti, 22  e GRADISCA D'ISONZO (GO) p.zza Unità 14 - Associazione S.O.S. Rosa
tel. 0481 32954 - sito internet: www.sosrosa.it  e-mail: sosgorizia@gmail.com


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