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Ciclovia Alpe Adria dopo tanti anni rimane un'opera incompiuta

Boom di cicloturisti, soprattutto tedeschi, che però giunti a Resiutta finiscono tra le auto oppure si perdono

Ciclovia Alpe Adria dopo tanti anni rimane un'opera incompiuta

La fruizione della pista ciclabile Alpe Adria continua a crescere, conquistando sempre più turisti sulle due ruote soprattutto provenienti dal centro e nord Europa. Però, dopo molti anni, il tracciato – che sfrutta il sedime della vecchia ferrovia Udine-Tarvisio - rimane ancora incompleto, con l’interruzione del percorso protetto a Resiutta. A segnalare il disagio provato dai cicloturisti anche in questa estate è un nostro lettore, Marino Iob.

“Per l’ennesima volta – scrive alla nostra redazione - mentre ero in piazza a Ospedaletto ho assistito alla scena dei numerosissimi ciclisti d’oltralpe, smarriti sul dove continua la ciclabile. In zona stazione ferroviaria la situazione si ripete, qualcuno di loro tenta l’Ippovia passando per Osoppo, altri si perdono in direzione Artegna oppure scendono per la statale 13. Un esempio fra tutti: l'altra sera ho visto transitare una quarantina di cicloturisti sul ponte transennato del Fella, in località Carnia, invece che su quello a fianco, riservato a loro”.

“Una decina di anni orsono – ricorda Iob - mentre ero sui monti Tauri ho incrociato dei ciclisti tedeschi che puntavano a Grado, convinti che la strada sarebbe stata tutta ciclabile. Appunto, sono a dir poco passati dieci anni ma ancora non siamo riusciti a segnalare in modo inequivocabile la spina dorsale delle nostre ciclabili. Questo turismo sembra più che mai vincente, collaudato e numeroso, anche grazie all'uso sempre più diffuso delle bici elettriche”.

L’attuale amministrazione regionale si era posta la questione nell’autunno dello scorso anno, con l’impegno degli assessori Barbara Zilli e Graziano Pizzimenti a verificare la fattibilità degli interventi di completamento.

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