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Decalogo per la montagna

I sindaci ‘emeriti’ suggeriscono agli amministratori di oggi di difenderi i servizi essenziali: solo così si può fare impresa e trattenere i residenti. L’assessore regionale Zannier: “Attività multifunzionali e sfruttamento del patrimonio forestale”

Decalogo per la montagna

Non si sentono ‘pezzi da museo’, ma sono pronti a mettere a disposizione la propria esperienza per aiutare gli amministratori di oggi. Sono i sindaci ‘emeriti’, la cui associazione regionale guidata da Elio Di Giusto ha voluto affrontare uno dei temi storicamente più complessi della nostra regione: la montagna e il suo rilancio. Lo ha fatto con un incontro organizzato a Tolmezzo a cui ha partecipato anche l’assessore regionale Stefano Zannier e il presidente dell’Anci Dorino Favot, oltre a una serie di primi cittadini di ieri e di oggi. Ne è nato una sorta di decalogo, legato soprattutto a politiche per garantire i servizi minimi anche nei paesi più piccoli e marginali, quale condizione essenziale non solo per trattenere residenti, ma anche per generare quelle occasioni economiche per creare occupazione.

Scuole e volontariato
Di Giusto ha così parlato di “insediamenti produttivi a basso impatto paesaggistico-ambientale, al fine di garantire un reddito alle famiglie che vi risiedono”, un sostegno al volontariato per sostenere l’aggregazione sociale (anch’essa elemento della qualità della vita), ma anche difesa della frequenza scolastica anche in plessi scolastici di prossimità. Strategica è stata riconosciuta la rete degli uffici postali, con aperture anche diluite nella settimana, anche per garantire la gestione del risparmio.
Nel caso di fusioni di Comuni o la recente reintroduzione delle Comunità montane e di altri enti intermedi, che vanno comunque ‘disegnati’ rispettando l’identità di ogni vallata, i sindaci emeriti suggeriscono di continuare a erogare i servizi comunque più vicino possibile ai cittadini. Trasporto pubblico e viabilità sono due elementi altrettanto essenziali per compensare la marginalità geografica.
“Vogliamo mantenere sul territorio la presenza dell’uomo come sentinella e vigilanza – ha aggiunto Di Giusto - poiché laddove c’è l’uomo c’è vita, ma se manca questo, il futuro per la montagna sarà sempre più difficile. Garantire i presìdi sanitari, la banda larga, l’offerta turistica, sportiva e quant’altro, sono prospettive per mantenere viva la montagna”.

Analisi degli errori
Ma gli ex primi cittadini inseriscono nel ‘decalogo’ anche una riflessione su cosa in tutti questi anni non ha funzionato e gli errori che sono stati commessi e che non hanno evitato il grave spopolamento, ben superiore rispetto ad altre zone alpine che, invece, hanno saputo mantenere un percorso di crescita della ricchezza.
L’assessore regionale Stefano Zannier, a conclusione dei lavori, ha indicato di ripartire da un modello economico multifunzionale che favorisca la possibilità di fare impresa lavorare in montagna quale presupposto di qualsiasi strategia sociale. Valorizzando settori come quello forestale che ha un enorme patrimonio da poter sfruttare.

(foto Luciano Gaudenzio)

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