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Limitazioni sui mezzi pubblici, preoccupati i Pendolari

Per il Comitato Fvg le ipotesi del Governo sono "assolutamente impraticabili. Preoccupa la ripresa delle scuole"

Limitazioni sui mezzi pubblici, preoccupati i Pendolari

“In settimana si dovrebbe avere qualche certezza in più su come si viaggerà a bordo dei servizi di trasporto pubblico locale”, scrive in una nota il Comitato Pendolari del Fvg. “Dopo l'ordinanza ‘folle’ del Ministro della Salute Roberto Speranza, che ha di fatto disconosciuto l'indirizzo del Ministero dei Trasporti, si è aperta una querelle tra Governo e alcune Regioni, tra le quali la nostra, che avevano puntato all’occupazione al cento per cento, mantenendo l'obbligo di mascherina a bordo”.

“Una decisione sostenuta anche dal nostro Comitato e da quello del Veneto”, ricordano i pendolari. “A inizio giugno avevamo indirizzato una lettera congiunta ai governatori Fedriga e Zaia, chiedendo appunto l’eliminazione delle limitazioni e il ripristino dell’ordinario programma d’esercizio con tutte le corse. L’ordinanza del ministro Speranza in ambito ferroviario ha creato un pandemonio visto che il provvedimento, inaspettato, è giunto nel pomeriggio di sabato, primo weekend d'agosto, con migliaia di persone in viaggio verso i luoghi di vacanza”.

“La cronaca è nota a tutti, con Italo costretta a sopprimere numerosi treni, appiedando oltre 8mila passeggeri e Trenitalia che ha cercato di limitare il danno. Si è trattato di un weekend di passione per migliaia di passeggeri, vittime di un’ordinanza folle giunta fuori tempo, emessa senza pensare alle conseguenze pratiche che hanno messo in ginocchio le aziende di trasporto. Di fatto, però, l’ordinanza Speranza trova applicazione solo per i viaggi dell’Alta Velocità, dato che le Regioni confermano le proprie decisioni, opponendosi al contingentamento dei posti, soprattutto alla luce della riapertura, a settembre, delle scuole”, proseguono i pendolari Fvg.

“Tre sono le problematiche le Regioni pongono al Governo”, ricordano dal Comitato. “Lo stanziamento di 400 milioni in favore del Tpl previsto dal Decreto Agosto non deve rimanere sulla carta, ma il Governo deve con celerità provvedere a erogare le risorse, attribuendole alle Regioni in base ai criteri previsti per il Fondo Nazionale Trasporti. Si deve agire soprattutto sulle linee extraurbane garantendo uno snellimento del regime autorizzatorio per abilitare altri mezzi a svolgere i servizi di linea. E’ stato chiesto di chiudere i tavoli regionali coordinati dal Ministero dell’Istruzione sulla flessibilità degli orari scolastici al fine di avere un quadro chiaro sulla base del quale rimodulare i servizi di trasporto nell’ottica della riapertura delle scuole”.

“L’incontro di fatto si è chiuso con un nulla di fatto, rinviando ogni decisione a dopo le ferie di Ferragosto, quando si cercherà di trovare un compromesso tra la posizione delle Regioni e quella del Governo. Il Ministro Boccia ha chiesto di preparare un documento unitario da sottoporre al Comitato Tecnico Scientifico, sospendendo ogni decisione di una settimana, invitando le Regioni a trovare una soluzione sulla percentuale di persone che può salire a bordo dei mezzi. Hanno espresso perplessità a questo approccio vari governatori, tra i quali Fedriga e Zaia, che hanno confermato che non intendono tornare indietro prevedendo contingentamenti di posti a bordo dei mezzi”.

“In altre parole, secondo alcuni governatori si deve insistere nell'obbligo della mascherina a bordo ed essere meno intransigenti sul distanziamento, altrimenti a settembre ci sarà il caos, con ricadute drammatiche, visto che lo stesso Governo prevede che torneranno a muoversi oltre 10 milioni di persone. Ma il vero problema resta il trasporto scolastico”, proseguono i pendolari. “Se ci saranno limitazioni dei posti alcune Regioni non assicurano la possibilità di garantire il servizio visto che anche un aumento delle risorse da parte del Governo potrebbe non essere sufficiente a sostenere i costi per doppie e triple corse. Non ci sono poi abbastanza autobus o treni per rimodulare l'offerta e le ipotesi del Governo sul distanziamento a bordo non sono percorribili. Nonostante l'adozione degli accorgimenti suggeriti dal Governo, fra cui divisori flessibili tra una seduta e l'altra, non si andrebbe comunque al di sopra del 60% dei carichi ordinari. Se così fosse, a settembre quasi la metà degli studenti resterebbe esclusa dal servizio trasporto e non ci sarebbe spazio nemmeno per i pendolari. L’intento, sottolineato da tutti i governatori, è quello che dal Comitato Tecnico Scientifico pervengano indicazioni concrete e fattibili sugli accorgimenti adottabili nel breve periodo, per disporre di una capacità di carico pressoché pari a quella ordinaria, eventualmente anche attraverso la conferma delle modalità vigenti sui mezzi di trasporto pubblico, che fanno della mascherina il presidio fondamentale per la prevenzione del Covid 19”.

“Se la capienza massima sui mezzi Tpl sarà ridotta al 60%, secondo l'attuale orientamento del Governo, la Regione non sarà in grado di garantire il trasporto pubblico scolastico. Questa in sintesi la posizione che l'Assessore Graziano Pizzimenti. Attualmente in Fvg sul trasporto ferro e gomma la capienza è massima, con la possibilità di occupare il 100% dei posti a sedere, ma con l'obbligo di indossare dispositivi di protezione individuale. L’Assessore ha inoltre posto l'accento sullo scarso tempo a disposizione per svolgere gare e procedure amministrative e giungere pronti alla riapertura dell'anno scolastico; a tal proposito, l'ulteriore slittamento di ogni decisione per condividere un documento unitario - a cui le Regioni stanno già lavorando per avanzare una controproposta al ministero e al comitato tecnico scientifico - non lascia ben sperare sulla possibilità di giungere ad una soluzione in tempi ristretti”.

“Da parte nostra non possiamo altro che condividere le perplessità delle Regioni, che si oppongono al contingentamento dei posti a bordo, una soluzione questa che ci farebbe ritornare indietro di due mesi, mettendo in grave crisi l’intero sistema del Tpl che non dispone né di materiali (treni e bus), né di risorse sufficienti a garantire un’offerta così rimodulata. Fino alla fatidica data del 14 settembre non si prevedono grandi problemi; a oggi infatti in Fvg si viaggia molto al disotto dei livelli pre-Covid (mendo del 50%), ma con l’avvio delle scuole e la fine delle ferie di tanti lavoratori il problema dei trasporti potrebbe diventare serio anche per la nostra regione”, concludono i pendolari.

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