Home / Viaggi / Vacanze intelligenti, quest’anno, in ferie, facciamo gli alternativi

Vacanze intelligenti, quest’anno, in ferie, facciamo gli alternativi

Spostamenti limitati e regole restrittive ci offrono l’opportunità di scoprire le bellezze, la storia e le curiosità del nostro territorio

Vacanze intelligenti, quest’anno, in ferie, facciamo gli alternativi

Forse solo un paio di mesi fa, se ci avessero detto di pianificare le vacanze, avremmo strabuzzato gli occhi e, increduli, avremmo pensato piuttosto a ferie da trascorrere nella sicurezza di terrazzi o giardini. Ma le situazioni cambiano velocemente e in questo anno strano, angosciante, pandemico che non potremo mai dimenticare ci troviamo di fronte alla solita domanda, trita e ritrita: cosa facciamo a Ferragosto? Le scelte sono limitate, così l’alternativa ce la dobbiamo trovare a pochi chilometri da casa. Dimentichiamoci, ancora per un po’, trekking himalaiani o spiagge caraibiche e concentriamoci su bellezze e tesori a pochi chilometri da casa. Così abbiamo pensato a cinque proposte di itinerari – letterario, naturalistico, storico, avventuroso e cinematografico – che, senza la pretesa di essere esaustivi, possono però offrire opzioni per guardare e i vivere il Friuli Venezia Giulia da turista. Intelligente.

LETERARIO - A caccia dei tesori del Friuli guidati dai grandi scrittori
Erto - Partendo dalla montagna non si può non citare lo scrittore più noto, che passa senza colpo ferire da una scalata ai salotti tv. Mauro Corona, a Erto, lo si può incontrare anche nella sua bottega di scultore. Arrivate preparati, però, avendo letto almeno la sua prima raccolta – ‘Il volo della martora’ – o l’ultimo romanzo, ‘Nel muro ‘ (Mondadori) scritto assieme all’amico cantautore Gigi Maieron.
Casarsa della Delizia - Il nostro itinerario letterario comprende necessariamente il paese di Pier Paolo Pasolini, che qui visse la sua giovinezza e dove fu sepolto. Numerosi sono i luoghi connessi alla vita e all’attività del poeta, a cominciare da Casa Colussi, oggi sede del Centro studi, e da Versuta, borgo amatissimo, in cui Pasolini, sfollato, avviò l’attività dell’Academiuta de lenghe furlane.
Lignano - La località balneare più amata dai friulani ha indissolubilmente legato il suo nome a quello di Ernest Hemingway, che amò molto le nostre zone, come confermato nel celebre ‘Di là dal fiume e tra gli alberi’, da rileggere. La nostra proposta, però, guarda più vicino. ‘La sabbia non ricorda’ di Giorgio Scerbanenco, che a Lignano visse, è una piccola perla per conoscere la cittadina nel boom degli Anni’60 e il suo lato più oscuro.
Carnia - Per raccontare una terra particolare, aspra ma accogliente, serve la sensibilità di una donna. Anzi, di due. Gina Marpillero con la sua acuta capacità di osservazione nel suo libro più famoso – ‘Essere di paese’ (Biblioteca dell’immagine) – nel 1980 riportò alla luce i ricordi di una realtà a rischio di estinzione. Ilaria Tuti, autrice in grande ascesa, oggi ha accantonato il giallo per dedicarsi alla storia delle portatrici carniche nella Grande Guerra nel suo recente ‘Fiori di roccia’ (Longanesi).
Tagliamento - Il corso d’acqua più importante del Friuli merita una narrazione corale, come nei due volumi di Bottega Errante. Il primo, più recente, è ‘Il Fiume a bordo’ in cui Floramo, Daltin e Venier raccontano il loro viaggio dalla sorgente alla foce su un furgone Volkswagen. Il secondo titolo porta ben 10 firme (Bonanni, Giraldi, Battistutta, Forte, Dazzan, Dallavalle, Noacco, Trevisan, Bellotto, D’Agostino) per altrettante tappe della ‘Locanda Tagliamento’.
Trieste - Non c’è che l’imbarazzo della scelta per trovare autori e romanzi che raccontino la città. Da Svevo a Joyce, da Saba a Slataper, da Magris a Tamaro, l’elenco è lungo e ognuno può cimentarsi con il libro che ritiene più congeniale. Il nostro consiglio, però, cade su ‘Mandami a dire’ (Bompiani), la raccolta di racconti che ha rivelato il talento di Pino Roveredo e che è capace di entrare tra le ombre e del disagio di una città e di un’intera società.

NATURALISTICO - Quattro tappe per chi ha un’anima green
Stambecchi. Essere svegliati dagli stambecchi all’alba, dopo una notte in tenda trascorsa ai piedi del Rifugio Gilberti, è un’esperienza unica. Riservato ma curioso, il re della fauna alpina si lascia osservare e fotografare, ma ci tiene al distanziamento sociale così, se ci avvicina troppo, scappa. Sulle Prealpi Giulie si possono ammirare anche camosci, marmotte, aquile, ma anche i grifoni e... salamandre nere come la pece intente ad amoreggiare.
Grifoni. Riaperta al pubblico dopo il lockdown, la Riserva del Lago di Cornino è un piccolo compendio di meraviglie, che merita una visita al calar delle tenebre. Oltre alle acque del lago, di un azzurro intenso, dove si può osservare da vicino il riservato gambero di fiume, è l’habitat ideale di grifoni e altri rapaci notturni liberi di volare nel loro ambiente naturale.
Fiori rari. In montagna non esiste solo lei, la stella alpina, regina incontrastata delle vette, fiore tanto raro quanto amato. Il sentiero botanico del Bila Peč, conca glaciale all’interno del gruppo montuoso del Canin, è facilmente percorribile e privo di difficoltà. Tra le rocce spuntano fiori dai colori accesi, dai millefogli azzurri al papavero delle Alpi Giulie, dalle orchidee ai cardi selvatici.
Cavalli Camargue. La riserva naturale della foce dell’Isonzo è considerata la miglior zona d’Italia per ammirare gli animali, soprattutto gli uccelli, stanziali e migratori, perché vi si possono incontrare, non solo d’estate, aironi, folaghe, germani reali, svassi, alzavole, marzaiole, anatre. L’integrità dell’area è garantita da costanti interventi ambientali ed è adata anche agli stessi animali, come i bianchi cavalli Camargue che vivono liberi nella Riserva e contribuiscono a controllare lo sviluppo della vegetazione.

AVVENTUROSO - Aria, acqua, terra: le esperienze adrenaliniche per chi ama le emozioni forti
Dopo settimane nella quali abbiamo vissuto tra le quattro mura di casa è normale reagire cercando gli ampi orizzonti di cieli sconfinati, di vette maestose, di mari senza limiti e le forti emozioni di esperienze ad alto tasso di adrenalina. La prima proposta è la nuovissima zipline di Sauris. Si tratta di un vero e proprio volo in teleferica che dal cuore delle montagne friulane, dai i boschi del Monte Ruke, porta a sorvolare il lago di Sauris. Certo, per affrontare le tre tratte di discesa sospesi a 100 metri da terra e a 80 chilometri all’ora ci vuole un bel cuore di leone, ma l’occasione è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. E così, dal giorno dell’inaugurazione, ben 1.200 persone hanno già affrontato questa avventura. Per chi invece ha trovato da poco il coraggio, tutte le informazioni – compresa la possibilità di prenotare - sono sul sito www.ziplinesauris.com. Da una montagna all’altra, a Tarvisio e a Piancavallo si può vivere l’esperienza più semplice, ma non meno divertente di una discesa in bob, anche d’estate perchè si corre su rotaia. A Tarvisio il percorso è lungo 880 metri tra curve con diverse pendenze e raggi, un loop (anello chiuso con curva a 360°) e una serie di woops e dossi per rendere adrenalinici anche i tratti rettilinei. Andar per grotte, specie quando la calura estiva non concede tregua, è un sollievo non soltanto per il corpo ma per l’anima. A Sella Nevea, accompagnati da una guida alpina, è possibile visitare l’interno della grotta del Fontanone di Goriuda. A bordo di un canotto si oltrepassa un lago sotterraneo e poi su un percorso attrezzato, a portata anche dei più piccoli, si esplora l’interno della cavità. A fine visita tappa obbligatoria sotto la cascata del Fontanone, che nebulizza acqua fresca e regala giochi di luce incantevoli. Bisogna sconfinare leggermente per poter affrontare altre esperienze emozionanti tutte collegate al fiume Isonzo. Nel cuore delle Alpi Giulie, a pochi passi dal fiume e dal confine di Stupizza tra Kobarid e Bovec ci sono diversi centri che propongono escursioni in canoa lungo le smeraldine acque del fiume carsico oppure esperienze più forti, come il canyoning (che consiste nel percorrere corsi d’acqua a piedi) e il rafting (discesa in gommone) anche in gruppo. Concludiamo la carrellata di proposte sulla costa, a Grado, spiaggia ideale per praticare il kitesurf, sport simile a, windsurf, ma in cui la tavola è trainata da un grande aquilone e, se si diventa davvero bravi, si possono compiere scenografiche evoluzioni aeree. Uno sport estremo, certo, ma che può far vivere grandi emozioni anche con poche ore di pratica.

STORICO - Immersione totale nelle vicende della Grande guerra
Come cicatrici a perenne memoria, le trincee della Grande guerra, grazie alla cura di volontari e associazioni che stagionalmente ne ripuliscono i tracciati, sono una delle testimonianze storiche più suggestive e amate dai turisti, italiani e stranieri. Durante il primo conflitto mondiale l’intera regione è stata terreno di battaglia, in particolare si è combattuto sui monti, dal Carso alla Carnia, passando per la Val Canale e, dopo la ritirata di Caporetto, nella zona del fiumeTagliamento. Tanti sono i segni lasciati dalla storia in regione, alcuni più semplici da raggiungere e adatti a tutte le età e capacità, altri decisamente meno alla portata ma di notevole importanza. Grazie alla realtà aumentata, sul Monte San Michele è possibile immergersi nella vita di trincea e conoscere il dramma dei combattimenti, visitando le gallerie di Cima 3 e le linee trincerate. Il museo con strumenti interattivi e ricostruzioni filmate offre un’esperienza di visita unica. Rimanendo in zona non si può non menzionare il Sacrario di Redipuglia dove trova no riposo le spoglie oltre 100.000 soldati italiani, molti dei quali rimasti senza nome. Tra gli eroi della Terza Armata si trova anche il Duca d’Aosta, che volle essere sepolto accanto ai suoi uomini, e un’unica donna, la crocerossina Margherita Kaiser Parodi, decorata al valor militare. A Medea la maestosa Ara pacis mundi ricorda invece i caduti di tutte le guerre e del secondo conflitto mondiale. Il Parco Tematico della Grande Guerra dalla Val Saisera ci riporta al tempo in cui gli attuali confini non erano ancora stati tracciati, con tre anelli progressivi lungo le linee difensive costruite dalle truppe austro-ungariche per arginare un’eventuale invasione italiana. Il Museo della Grande Guerra di Ragogna, poi, è una tappa obbligata per conoscere le fasi della conflitto nel Friuli Collinare. Qui, l’esperto specializzato nei siti della Grande guerra, Marco Pascoli, organizza escursioni guidate accessibili a tutti e con diversi gradi di difficoltà. (info@grandeguerra-ragogna.it).

CINEMATOGRAFICO - Sulle orme delle star del piccolo e del grande schermo
In principio fu ‘La ragazza del lago’. È stato questo il primo film che ha catapultato il Friuli Venezia Giulia all’attenzione di cineasti di tutto il mondo. Il regista – Andrea Molaioli - è stato tra i primi a scegliere la nostra regione, e in particolare le ovattate atmosfere dei laghi di Fusine, come set per la sua opera, ma non è stato certo l’ultimo. Negli anni, per merito della capillare attività della Fvg Film Commission, sono stati numerosi i registi che l’hanno scelta come location. L’elenco è lungo e non può trascurare Gabriele Salvatores, che ha girato ben quattro film nella nostra regione. Volendo seguire le sue tracce ci si deve spostare dalla pedemontana pordenonese dove ha girato ‘Come dio comanda’ a Trieste, location prediletta dei suo altri tre film (‘Il ragazzo invisibile’ 1 e 2 e ‘Tutto il mio folle amore’). Proprio con i due film fantasy, il regista milanese diede luce a un luogo aspro e suggestivo come il Porto vecchio, che fu poi utilizzato anche nella amata fiction Rai ‘La porta rossa’. Cividale si conferma location prediletta per i gialli, poiché ha ospitato le riprese delle avventure di due poliziotti amatissimi: il commissario Montalbano (che raggiunse anche Venzone) e il vicequestore Rocco Schiavone. Nemmeno le produzioni internazionali sono immuni dal fascino del Fvg. Cominciò Johnnie to, nel lontano 2006, girando ‘Yesterday one more’ tra Udine e Gemona, ma fu imitato da una produzione fiction importante: ‘I Borgia’, che scelsero le sale del castello di Gorizia per i loro complicati intrighi.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori