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Dormitorio a Porcia, il centrodestra insorge: "Neanche avvisati"

Le ex scuole elementari individuate come struttura di accoglienza per una decina di richiedenti asilo

Dormitorio a Porcia, il centrodestra insorge:  Neanche avvisati

Porcia si sta preparando ad ospitare una decina di richiedenti asilo nelle ex scuole elementari del centro. Una soluzione trovata dal Comune in accordo con la Prefettura che sarebbe duvuta partire a inizio settimana, ma che casua alcuni lavori sta slittando. In ogni caso, la struttura servirà a garantire un tetto alle pesone che al momento dormono al freddo. Sul tema, le opposizoni di centrodestra sono insorte, non tanto per i contenuti quanto per i modi. 

"Avremmo preferito - spiega il capogruppo di Forza Italia, Marco Giacomini, a nome di tutto il centrodestra compatto -  una comunicazione preventiva da parte del sindaco ai gruppi consiliari di opposizione, che rappresentano in Consiglio Comunale una parte importante dei cittadini di Porcia se non la maggioranza oggi, anziché apprendere la notizia dai quotidiani a giochi fatti. Per giunta quando si tratta di una decisione autonoma del sindaco e non di una precettazione del Prefetto. La politica ha delle regole precise e richiede un'etica fatta di buone maniere. Anche in questo caso, come già in passato, vediamo infranti questi elementari principi di educata condivisione".

"Desideriamo quindi  - va avanti Giacomini - esprimere tutta la nostra solidarietà a profughi e migranti per la situazione in cui si trovano. Purtroppo, sono loro le vere vittime di queste politiche scellerate del PD. Da un lato vengono incentivati a venire in Italia, dall'altro una volta arrivati qui si trovano a dover vivere in condizioni a dir poco disperate, vengono lasciati in situazioni precarie, di disagio e al freddo. Allo stesso tempo, gli italiani, che in molti casi versano in situazioni di difficoltà economica, vedono venire meno delle ingenti risorse economiche (oltre 4,2 miliardi di euro sono stati spesi nel 2017 per gestire l’accoglienza dei profughi). Inoltre i cittadini italiani vedono diminuire la sicurezza per se  stessi e per i propri cari: i recenti episodi a Pordenone di Via Mazzini, Via San Quirino e Parco Valdevit Querini, sono solo alcuni dei molti che si sono verificati nel nostro territorio. Ci chiediamo chi trae beneficio da questo doppio svantaggio (per migranti e per i cittadini italiani): forse le cooperative che li 'gestiscono'?"

Poi la stocata. "Nonostante la nostra piena solidarietà a queste persone, non possiamo quindi non mettere in primo piano il tema della sicurezza: i due temi non sono in antitesi, ma devono essere considerati come complementari. Quindi chiediamo al sindaco Giuseppe Gaiarin: chi rimane la notte con i richiedenti asilo che verranno ospitati nelle ex scuole a Porcia? Ci sarà qualcuno che controlla? Riteniamo inaccettabile non fornire queste necessarie informazioni per rassicurare i cittadini di Porcia".

Infine, salta all'occhio ancora una volta l'estrema improvvisazione di questa maggioranza PD: i migranti arrivano lunedì 11, la sera, a Porcia, ma... l'alloggio non è pronto! Oltre al danno, la beffa... in questo caso per chi è costretto a passare un’altra notte al freddo. Sono poi tornati il 14 dicembre ed erano ben in due - dice ironicamente Giacomini -. Ancora una volta dobbiamo fare i nostri complimenti a questa amministrazione: con un solo atto, è riuscita a sbagliare nei confronti dell’opposizione, dei cittadini di Porcia e degli stessi profughi".

2 Commenti
luca-DUCK

I profughi sono storicamente stati una "categoria" bistrattata. Se si pensa ai profughi dell'Istria e Dalmazia o dalle colonie dopo il secondo conflitto mondiale che pure erano cittadini italiani il quadro dell'accoglienza è sempre stato difficile.
Allora si doveva dimostrare la "cultura italiana" di appartenenza, oggi questi devono dimostrare il diritto all'asilo. Come negli anni 50 anche oggi. Se facessero un paragone con i profughi italiani del dopoguerra il calvario è stato più o meno simile con lunghissimi tempi per l'integrazione che sono arrivati anche a toccare i 50 anni. Questi non sono italiani e difficilmente rispettano quello che nn riescono a capire perchè di culture totalmente diverse in un sistema che li mette alla berlina ogni giorno e di cui nn sanno nulla perchè non leggono, non vedono, non capiscono ma forse sentono come vengono sballottati. Prima che si arrivi ad una soluzione definitiva ci vorrà moltissimo tempo e basta. Poi le medaglie servono solo per essere appese alla giacca.

Giobatta

Magari il sindaco vorrebbe essere anche lui insignito del rango di cavaliere come molti altri in provincia di Udine.

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