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Femminicidio di Roveredo, Forciniti rinviato a giudizio

L'infermiere 34enne, che il 25 novembre 2020 accoltellò a morte la compagna, sarà giudicato dalla Corte d'Assise di Udine

Femminicidio di Roveredo, Forciniti rinviato a giudizio

Sarà giudicato dalla Corte d’Assise di Udine Giuseppe Forciniti, l’infermiere di 34 anni che, il 25 novembre 2020, accoltellò a morte la compagna Aurelia Laurenti, di un anno più giovane, colpendola con una ventina di fendenti al collo durante l’ennesima lite nella loro villetta a Roveredo in Piano.

Il gup di Pordenone Monica Biasutti oggi ha rinviato a giudizio l’uomo poiché il reato potrebbe essere punito con l’ergastolo. All’infermiere, infatti, è contestata l’aggravante del vincolo di convivenza con la vittima. Nell’udienza preliminare, il difensore di Forciniti, l’avvocato Ernesto De Toni, aveva chiesto la revoca della custodia in carcere in favore dei domiciliari con braccialetto elettronico nella residenza dei genitori in Calabria. L’istanza è stata rigettata.

Durante il processo, in particolare, dovranno essere ricostruite le modalità dell’omicidio. Forciniti ha ammesso di aver colpito la compagna, ma ha sempre negato di aver avuto lui il coltello in mano all’inizio della colluttazione. A rappresentare i genitori di Aurelia sarà l’avvocato Antonio Malattia, legale anche dei due figli della coppia, dei quali i nonni materni sono tutori. “Il processo - ha dichiarato Malattia - non potrà comunque restituire ai figli il diritto di crescere con un padre e una madre e nessun risarcimento - ha concluso - potrà mai riparare questa perdita”.

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