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L'uccisione di Attanasio e Iacovacci non è stata un'esecuzione

E' quanto emerge dai primi risultati dell'autopsia disposta dalla Procura di Roma e svolta al Policlinico Gemelli. Quattro i colpi che ne hanno causato la morte

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L'uccisione dell'Ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacci non è stata un'esecuzione. E' quanto emerge dall'autopsia sui corpi dei due servitori dello Stato, eseguita oggi al Policlinico Gemelli su disposizioni della Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo per chiarire quanto accaduto lunedì mattina in Congo, quando il convoglio sul quale viaggiavano, nel Nord Kivu, è stato assalito da un gruppo armato.

La loro morte, come ipotizzato fin dall'inizio dagli inquirenti, sarebbe dunque legata a un tentativo di sequestro terminato tragicamente con un conflitto a fuoco. Sono in totale quattro, due per ognuno, i colpi che hanno causato la morte del militare e del diplomatico, arrivato in fin di vita all'ospedale Monusco della zona, dove è spirato poco dopo.

L'ambasciatore è stato raggiunto dai proiettili all'addome, mentre Iacovacci è stato colpito nella zona del fianco e, poi, alla base del collo; è stato individuato un proiettile di un AK47, un Kalasnikov. La Procura ha disposto esami balistici che saranno poi confrontati con le informazioni raccolte dai Carabinieri del Ros, da ieri in Congo per le prime indagini, per chiarire da chi siano stati sparati i colpi mortali.

"Il loro sacrificio illumina la vita dei molti, diplomatici e militari, che silenziosamente compiono il proprio dovere per difendere l'Italia e i nostri valori, in Paesi lontani e a rischio. È un sacrificio che il Paese onorerà con i funerali di Stato", ha detto il ministro Di Maio nella sua informativa alle Camere. Le esequie sono in programma giovedì mattina alle 9.45 a Roma, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. "Tutti noi - ha aggiunto Di Maio - dobbiamo onorare questi nostri eroi stringendoci attorno alle loro famiglie".

Domani anche Gorizia osserverà una giornata di lutto cittadino per raccogliersi in un ideale abbraccio ai parenti delle vittime e ai colleghi di Iacovacci che prestava servizio proprio al 13° Reggimento Fvg di Gorizia. Ai funerali è annunciata anche la partecipazione del sindaco Rodolfo Ziberna.

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