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Erpac, la cultura oltre il Covid

Un anno difficile per tutti, il 2020, ma il bilancio dell'Ente regionale per il patrimonio culturale del Fvg nonostante tutto è positivo

Erpac, la cultura oltre il Covid

Un anno difficile per tutti, il 2020. Anche per la cultura e per chi la deve produrre, valorizzare e conservare, ma anche diffondere in tutte le sue forme espressive. Come l’Erpac – l’Ente regionale per il patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia, che in questi ultimi dodici mesi ha dovuto portare avanti la propria attività, soprattutto espositiva, tra chiusure, riaperture, protocolli di sicurezza per i visitatori e altre difficoltà legate all’emergenza Covid19.

Eppure, anche quest’anno l’Erpac è riuscito a riconfermare il suo ruolo di ente “strumentale” della Regione FVG, realizzando una lunga serie di eventi, mostre e concerti in tutte le sue sedi museali, espositive e culturali. Ma non solo.

L’anno è iniziato con ben tre mostre: “Fellini. La dolce vita e 8 ½. Fotografie di scena” al Magazzino delle Idee di Trieste, “Vent’anni del Museo della Moda e delle Arti Applicate” a Gorizia e “Che bellezza! Che finura! Miela Reina/Luigi Spazzapan” alla Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo.


C’è poi stata la prima chiusura al pubblico di musei e sale espositive per l’emergenza sanitaria, un imprevisto che ha portato l’Ente a riorganizzare buona parte dell’attività concentrandosi sulla promozione del proprio patrimonio culturale attraverso video, rassegne fotografiche, approfondimenti e interviste pubblicati quotidianamente sui propri social network. E intanto tutte le sue sedi sono state adeguate ai vari protocolli di prevenzione anti-Covid19, per poter ripartire con l’attività culturale estiva.

A giugno, infatti, sono state inaugurate in tutta sicurezza le nuove esposizioni: “Angiolino. La guerra di un pittore cantastorie” a Villa Manin di Passariano, “OxE FVG” al Magazzino delle Idee di Trieste, “Le sette opere di Luigi Spazzapan del comodato Corgnati” e “Ritorno al colore” alla Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo.

Nel frattempo è partita “Villa Manin Estate”, tradizionale rassegna musicale che ha portato in regione artisti del calibro di Raphael Gualazzi, Niccolò Fabi, Davide “Boosta” Dileo, Margherita Vicario, Vasco Brondi, Playa Desnuda, Raiz, Dente e 40 Fingers. Concerti intervallati dalla rassegna per bambini “Figure nel parco” e dalle rappresentazioni di “Teatro e Trilogia friulana”.

In collaborazione con Esof 2020, ad agosto è stata aperta al Magazzino delle Idee di Trieste l’esposizione “XTREME\Vivere negli ambienti estremi”, mentre a settembre la Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo ha inaugurato la mostra “Plurima. Galleria d'arte Udine/Milano 1973-2012” e Villa Manin ha rinnovato l’appuntamento annuale con la manifestazione florovivaistica “Nel giardino del doge”.

L’autunno di Erpac è cominciato con due grandi mostre, “Vienna 1900. Grafica e design” a Palazzo Attems Petezenstein di Gorizia e “Sandro Miller/Malkovich Malkovich Malkovich! Homage to Photographic Masters” al Magazzino delle Idee di Trieste, anche se le due esposizioni sono state subito sospese a causa della nuova ondata epidemica. E ancora oggi sono in attesa di riaprire.

Intanto, nei giorni scorsi si è rinnovato in piazza Unità d’Italia a Trieste l’appuntamento natalizio di “Un tesoro sconosciuto”, che quest’anno propone un’opera del Padovanino video-proiettata sul Palazzo della Regione Friuli Venezia Giulia.

Dunque, in questo “anomalo” 2020 le attività di Erpac rivolte al pubblico sono continuate, seppur condizionate dall’emergenza sanitaria. Così come le attività dietro le quinte, ad esempio le numerose campagne di catalogazione dei beni culturali custoditi in regione, che hanno incrementato notevolmente l’archivio digitale del patrimonio culturale (SIRPAC). Ma si è anche provveduto a concludere la digitalizzazione di tutte le copie del quotidiano Il Piccolo, fin dalla sua fondazione, che ha reso accessibile ai cittadini la storia del Friuli Venezia Giulia e dell’intero Paese.

Inoltre, a Villa Manin è stato allestito un nuovo percorso di visita multimediale che permetterà ai visitatori, non appena i luoghi della cultura saranno riaperti, di gettare uno sguardo “nuovo” sulle vicende della Villa e di coloro che nei secoli l’hanno frequentata.

Sono poi stati acquistati ventiquattro dipinti (ventitré ritratti della famiglia De Fin e un albero genealogico della famiglia Rassauer), che tracciano un percorso di grande interesse nella storia del territorio goriziano tra Seicento e Ottocento e che verranno esposti nelle sale della Pinacoteca di Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia. A questi va aggiunto l’acquisto del ritratto a figura intera e grandezza naturale di Aron Isaak de Parente (1781-1853), opera del goriziano Giuseppe Tominz, figura eminente della pittura di ritratto del primo Ottocento.

E sempre in tema di nuovi acquisti, va ricordato quello della collezione di paramenti sacri, dipinti e mobili del Monastero di Sant’Orsola di Gorizia, che nel 2021 verranno esposti prima in una mostra e poi in una sezione permanente nelle sale dei Musei provinciali di Gorizia.

Sono anche proseguiti i progetti Interreg WalkofPeace, per la conservazione e la valorizzazione a lungo termine del patrimonio della Prima Guerra Mondiale in un’ottica di turismo culturale sostenibile; e UnderwaterMuse, che renderà accessibile lo straordinario patrimonio archeologico subacqueo del Friuli Venezia Giulia, del Veneto, della Puglia e della Croazia.

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