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Pordenone ricorda Italo Corai

A dieci anni dalla sua morte, giovedì 11 una cerimonia nel cimitero di via Cappuccini

Pordenone ricorda Italo Corai

Nel decennale della morte dello scrittore, radicale e attivista per i diritti civili Italo Corai, un gruppo di amici storici dell’intellettuale pordenonese ha deciso di commemorare la sua figura con un appuntamento che si terrà giovedì 11 marzo alle 17 nel cimitero di Pordenone (via Cappuccini).

L’invito a partecipare, nel rispetto delle distanze di sicurezza e norme anti-Covid, è esteso a tutta la cittadinanza e a coloro che hanno amato e stimato la figura di questo coraggioso pordenonese che ha arricchito la città con il proprio contributo di cultura, umanità e impegno politico.

Corai, classe 1935, insegnante, aderì al Partito Radicale interpretandone lo spirito innovativo con l’impegno civile e politico che accompagnò tutta la sua vita. La grande amicizia con un altro radicale storico di Pordenone, Mario Puiatti, lo vide protagonista delle lotte per i diritti civili del Paese.

Fu forse il primo a Pordenone, nella società ostile e dura degli anni ’70, a dichiarare pubblicamente la propria omosessualità, come gesto di testimonianza e visibilità a seguito della terribile notizia della morte di Pierpaolo Pasolini che lo raggiunse proprio mentre era impegnato al Congresso Nazionale del Partito Radicale del novembre 1975.

Grande amico del fondatore del Fuori!, Angelo Pezzana, primo movimento per i diritti Lgbt nella storia d'Italia, Corai seppe sempre interpretare le grandi battaglie politiche nazionali calandole nel proprio territorio, in quel mondo quotidiano che con l’impegno sapeva di poter cambiare partendo sempre da se stesso.

Una storia politica fatta di attenzione per gli ultimi e per i diritti civili di tutte e tutti. Ma anche una grande cultura e una sensibilità intellettuale che lo portò ad occuparsi della città di Pordenone, che amava molto.

Raffinato scrittore, fra i titoli più noti ricordiamo "Santuari Mediterranei", "Donne a nord-est" e "Bruno, un caffè…”, quest’ultimo in particolare, raffinato tributo alla sua città.

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