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'Manodopera, rivedere contratti, salari e formazione'

Monticco (Cisl Fvg): “I fabbisogni del mercato del lavoro passano da qui. Il resto sono soluzioni tampone”

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"I crescenti fabbisogni del mercato del lavoro si soddisfano se i salari sono adeguati, i contratti rispettati e se si investirà con più decisione sulla formazione continua dei lavoratori": così il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco interviene sulle proposte avanzate da Confindustria Udine e Alto Adriatico, di aprire maggiormente gli ingressi ai migranti e, in particolare, di andare in Ucraina a scegliersi i lavoratori.

"Posto che – si legge in una nota del Sindacato - i migranti oggi rappresentano anche per l’economia regionale una risorsa importantissima, se non fondamentale per la sopravvivenza di alcuni settori, ritengo che il punto generale da affrontare per dare una risposta alla sempre più pressante domanda di figure specializzate per il manifatturiero, sia un altro: cioè come garantire che i fabbisogni vengano soddisfatti in modo stabile e strutturale, partendo dal bacino di lavoratori esistenti e che magari sono stati, per qualche ragione, espulsi dal mercato del lavoro".

“In Friuli Venezia Giulia – chiarisce Monticco – abbiamo 28mila profili che non si trovano, ma abbiamo anche un potenziale di 80mila lavoratori che si trovano in situazione di difficoltà, a causa delle crisi aziendali in atto: credo che un modello virtuoso di incontro domanda/offerta di lavoro dovrebbe tenere in conto questo dato”.

“Se dal punto di vista della dotazione formativa e degli strumenti messi a disposizione per il mercato del lavoro, la nostra regione può vantare senz’altro una posizione di privilegio, è anche vero che se iniziassimo a discutere seriamente di contratti, salari e formazione continua, il reperimento delle risorse umane forse sarebbe meno difficile”.

"Non è purtroppo infrequente – prosegue la nota cislina – sentire parlare di retribuzioni di 3 euro l’ora, di contratti non sempre applicati, e se guardiamo alla formazione continua dei lavoratori, stando alle statistiche, il coinvolgimento delle piccole e medie imprese, quelle che costituiscono in prevalenza il tessuto del Friuli Venezia Giulia, è davvero ancora troppo debole: solo il 6,2% utilizza i fondi per finanziare la formazione, mentre per le grandi imprese la percentuale sale al 64%. Se poi si aggiungono le procedure amministrative onerose ed una cultura della formazione tutto sommato scarsa, è chiaro che il meccanismo dell’incrocio tra domanda ed offerta va in corto circuito".

"Nulla osta a prestare aiuto alle popolazioni in difficoltà, a partire dall’Ucraina, verso la quale anche come Cisl ci siamo apertamente schierati, ma il problema della carenza di manodopera non si risolverà aprendo una tantum agli immigrati, ma solo se ci sarà la consapevolezza di attivare, anche per l’occupazione, strategie di sviluppo regionali strutturate e di lungo periodo, basate su mappature costanti dei fabbisogni, pieno utilizzo delle risorse pubbliche e private per la formazione ed un severo controllo dell’applicazione dei contratti e della corresponsione di salari adeguati. Se così non sarà, avremo solo soluzioni tampone, lavoratori più poveri (di competenze, denaro e diritti) ed un mercato del lavoro costantemente in sofferenza”, chiude Monticco, aprendo alla disponibilità verso un tavolo di confronto con impresa e Regione proprio su questi temi.

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