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Siccità, energia e cambiamenti climatici

“La situazione è critica, ma abbiamo a disposizione gli strumenti per guardare con fiducia al futuro”

Siccità, energia e cambiamenti climatici

“In questi giorni si parla in continuazione di caldo e siccità, due fenomeni che stanno colpendo il Paese e sono il risultato dei cambiamenti climatici”, analizza il friulano Fabio De Stefano, esploratore fotografico da sempre appassionato di meteorologia e climatologia.

“Proprio per la poca acqua disponibile - penuria dovuta dalle piogge quasi assenti dall'autunno scorso - e dalle poche nevicate invernali, si potrebbe avere un possibile calo nella produzione di elettricità prodotta dalle centrali idroelettriche. Siamo, quindi, di fronte a una situazione molto critica, come se pandemia e guerra in Ucraina non bastassero, che ci potrebbe mettere in ginocchio da un momento all'altro, mettendo a serio rischio anche la produzione agricola e riportando forti aumenti di prezzo per frutta e verdura”.

“Sono, però, convinto che non ci si debba piangere addosso, ma mettersi al lavoro fin da subito per cercare delle soluzioni, cosa che l'uomo, grazie alla sua intelligenza, è portato a fare. Siamo riusciti a far nostra l'elettricità, a comandarla a nostro piacimento, a creare internet e mettere in contatto milioni di persone in tempo reale e molte altre cose utili”.

“Non si parla, però, di soluzioni per problemi ancora più gravi, come la mancanza d'acqua, il bene più prezioso al mondo ma che noi italiani abbiamo sempre dato per scontata. La pioggia non si può creare in modo artificiale, o meglio, si è provato a farlo, ma con scarsi risultati. Quindi se manca la neve e gli invasi delle dighe hanno poca acqua, non possiamo farci niente, ma possiamo, invece, risolvere il problema idrico più a valle, ad esempio per l'irrigazione dei campi”, prosegue De Stefano.

“L'Italia è circondata dal mare, con circa 7.000 chilometri di costa: possiamo fare ciò che altri Paesi fanno già da anni, Israele e la Spagna in primis, insieme a molti altri Stati del Nord Africa e del Medio Oriente”.

“Come? Semplice, utilizzando dei desalinizzatori o dissalatori, che trasformano l'acqua di mare in acqua dolce, usandola così per irrigare i campi. Questi impianti una volta dotati di pannelli solari, sarebbero autonomi e con l'aggiunta di batterie di accumulo, potrebbero funzionare anche di notte in assenza del sole. Le nostre coste potrebbero veramente diventare il nostro futuro, chiaramente senza deturparle”.

“Assieme ai desalinizzatori, dovranno trovare posto anche dei rigassificatori pronti a ricevere il Gnl, gas naturale liquefatto, in arrivo da altri Paesi, per sopperire alla mancanza del gas russo. Un tassello da aggiungere per diventare indipendenti, sarebbe la costruzione di Big Battery come quelli creati da Tesla, che, come detto in precedenza, accumulano l'energia prodotta durante il giorno dai pannelli solari, e che si può sfruttare di notte. Avendo queste strutture bisogno di raffreddamento continuo, le si potrebbe costruire sotto terra, non creando impatti visivi. Queste strutture potrebbero trovare posto, ad esempio, in Pianura Padana".

"Concludendo, abbiamo le risorse e le risposte per un futuro più green, diventando autonomi. Sono dell'idea che vanno sfruttati tutti gli immobili presenti sul territorio per montare i pannelli fotovoltaici in particolare in Meridione dove il sole è più presente, senza deturpare il territorio, dove invece vanno piantati alberi. I nuovi immobili - in particolare ville, bifamiliari e piccoli condomini - non solo dovranno avere i pannelli fotovoltaici obbligatori, ma anche delle cisterne per l'acqua piovana da usare per scopi secondari, come l'irrigazione del giardino e altro. Questo è il futuro al quale dobbiamo andare in contro”, conclude De Stefano.

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