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Il Friuli in edicola, venerdì 28 maggio 2021

Il Friuli in edicola, venerdì 28 maggio 2021

Regione straniera - Come se la passano romeni, albanesi, maghrebini, cinesi e tutti gli altri 100.000 stranieri accasati da anni in Friuli

È crisi ma non lasciano la nave - COMUNITÀ STRANIERE. Sono oltre 108 mila i cittadini di altre nazionalità residenti in Fvg, in lieve aumento. La crescita più impetuosa la registra la componente bengalese nell’Isontino
La popolazione straniera in Friuli Venezia Giulia cresce ancora, seppur di poco segno e chi arriva da noi tende a integrarsi in maniera permanente: secondo le stime dell’Istat risulta che l’aumento, censito al primo gennaio 2021, era di 873 persone in più. In totale parliamo di oltre 108 mila residenti. In base al report sulla popolazione straniera residente redatto dalla Regione dal quale abbiamo attinto i dati citati di seguito (aggiornato al primo gennaio 2020), l’incidenza di immigrati sale al 9,2%, valore identico al Trentino Alto Adige e di poco superiore alla media nazionale che si attesta sull’8,8%. Sebbene la maggior parte degli stranieri risieda nelle provincie di Udine e Pordenone, i numeri indicano un afflusso più consistente in provincia di Gorizia, tanto che l’incidenza della popolazione straniera su quella complessiva sale al 10,8%.

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Nell’anno del Covid è boom di rimesse - TESORETTO VERSO L’ESTERO. Le comunità degli immigrati hanno spedito in patria, solo nel 2020, oltre 125 milioni di euro. Negli ultimi 7 anni la crescita è stata del 64%, percentuale fra le più alte
Con la pandemia siamo diventati tutti, per lo meno la maggior parte di noi, un po’ più formiche, inclusi i cittadini di origine straniera. All’aumento dei risparmi registrato nel 2020, comprovato dall’aumento delle giacenze medie sui conti correnti degli italiani, fa da contraltare la crescita delle rimesse degli immigrati verso i Paesi d’origine. A certificare il fenomeno è stato lo studio realizzato dalla Fondazione Leone Moressa (istituto di ricerca creato dalla Cgia di Mestre) sulla base dei dati della Banca d’Italia.
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Zone industriali piene di cantieriUdine. Il consorzio Cosef nonostante la pandemia approva un bilancio in salute: 1,3 milioni di euro di ricadute sul territorio e una ricca agenda di lavori infrastrutturali
Un margine operativo Ebit dell’8,8% e un risultato netto pari a 200.287 euro, con un patrimonio netto di 9.473.589 euro e la distribuzione di un valore aggiunto sul territorio pari a 1.292.273 euro. Sono alcune delle cifre del bilancio 2020 del Consorzio di sviluppo economico del Friuli (Cosef).
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Un polo della cinematografia - GEMONA. Si intensifica, grazie alla Fondazione Friuli, la collaborazione tra le diverse realtà che si occupano di preservare e promuovere il patrimonio filmico
Sta prendendo forma un polo friulano della cinematografia. Tra i passi concreti, quello ospitato dalla Cineteca del Friuli di Gemona in occasione della visita del presidente della Fondazione Friuli, Giuseppe Morandini, grande sostenitore di questo obiettivo.
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Corpi che comunicano - GRADISCA D’ISONZO. Alla Galleria Spazzapan la mostra con le opere fotografiche di Vera Lehndorff e Holger Trülzsch completa l’offerta espositiva
Debutta alla Galleria Regionale d’Arte contemporanea “Luigi Spazzapan” di Gradisca d’Isonzo “Behind the Appearances”, mostra organizzata da Erpac Fvg composta da opere fotografiche di Vera Lehndorff e Holger Trülzsch.
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Ecco come si combatte la zanzara tigre - Con l'avvio della bella stagione sale anche l’attenzione per questi fastidiosi insetti, le cui punture procurano gonfiori e irritazioni persistenti e dolorose
Con l’arrivo della bella stagione inizia anche l’allerta per la zanzara tigre. “Questo insetto, il cui nome scientifico è Aedes albopictus, si è diffuso negli ultimi trent’anni, arrivando a costituire un serio motivo di preoccupazione sanitaria e ambientale”, spiega il dottor Fulvio Zorzut, già direttore SC Igiene e sanità Pubblica dell’Ass Triestina, medico epidemiologo e specialista in Igiene e Medicina Preventiva.
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Funziona la didattica a distanza... siderale - STORIE DI FUTURO. Intere generazioni di allievi hanno pagato più di altre la congiuntura del distanziamento. Però, dove la Dad è stata applicata alle tecnologie ha dato risultati sorprendenti
“Non puoi aspettarti di vedere al primo sguardo. Osservare è per certi versi un’arte che bisogna apprendere”. Questa frase di William Herschel, astronomo del Settecento, è davvero appropriata per sintetizzare un progetto pionieristico dell’Istituto tecnico “Malignani” di Cervignano, realizzato con la didattica a distanza (Dad) nei mesi di lockdown. Partiamo dalla materia trattata.
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Gli eredi dell’Europa dopo la pandemia - MITTELFEST celebra la 30a edizione con un programma doppio: da un lato la novità ‘under 30’ Mittelyoung a fine giugno, dall’altra il tradizionale festival multidisciplinare, spostato come nel 2020 a fine estate. “Dopo quest’anno, c’è necessità di una nuova giovinezza”
Se a 30 anni si è ancora considerati ‘giovani’, il Mittelfest – che quest’anno celebra tre decenni di attività – punta davvero sulle nuove generazioni e sul ruolo che avranno gli ‘eredi’ dopo la pandemia. Il rinnovamento di questo ‘mondo nuovo’ è al centro delle riflessioni della 30a edizione del festival, diretto da Giacomo Pedini, lui stesso ‘giovane’ ed erede della tradizione teatrale, drammaturgo e regista al primo anno in Friuli.
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Un anno buttato, salvezza a parte - IL PAGELLONE: I 40 punti sono il ‘minimo sindacale’ di una squadra piena di insufficienze, che ha fallito in difesa e segnato pochissimo, anche se c’è l’alibi di una serie infinita di infortuni pesanti. Le colpe di Gotti
La salvezza è importante, certo, ma non basta per… salvare un anno partito con ben altri presupposti. Gli infortuni hanno avuto la loro parte, certo, ma in generale la squadra sembra essersi limitata a svolgere il compitino, come l’allievo (non) diligente che raggiunge la sufficienza risicata – anche per demeriti altrui – ma “potrebbe fare di più”. Più dei 40 punti, dei due mesi senza una vittoria casalinga, del record europeo di rigori causati.
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