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Il Friuli in edicola, venerdì 6 novembre 2020

Il Friuli in edicola, venerdì 6 novembre 2020

Bagaglio leggero - Nell’ultimo anno altri 4.164 residenti si sono trasferiti all’estero. La nuova emigrazione però ha tre facce e raramente mette radici stabili

Me ne vado a vivere in Europa! - LA NAZIONE DEI GIOVANI. Per molti corregionali, spesso con qualifiche medio alte, è del tutto naturale recarsi a lavorare in altre nazioni del Vecchio continente. Ben un emigrato friulano su cinque ha meno di 34 anni
Il numero di italiani iscritti all’Aire (Anagrafe italiani residenti all’estero) continua a crescere senza sosta da molti anni. Tutte le regioni registrano emigranti, soprattutto giovani e ben formati. Il Friuli-Venezia Giulia non fa eccezione
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A Monaco di Baviera la carica dei 3.000 - CI PIACE LA GERMANIA. Nella Repubblica federale tedesca continuano a trasferirsi molti friulani, per studio e lavoro. La testimonianza di Matteo Andretta, fondatore di un nuovo Fogolâr nella capitale bavarese

Lignano-Monaco andata e ritorno. Anche Matteo Andretta, specializzato nel commercio di prodotti italiani in Germania e presidente del Fogolâr Furlan di Monaco, l’ultimo in ordine di tempo ad aprire i battenti (è stato inaugurato lo scorso 3 ottobre in occasione della Festa nazionale tedesca) entra a pieno titolo nella categoria dei giovani friulani che non hanno paura di andare oltre confine per lavorare.
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“Non abbiate paura di andare fuori” - PRAGMATISMO ORIENTALE. Jacopo Luci lavora nella megalopoli e spiega perché i cinesi cercano sempre manager qualificati e ben preparati
Un altro giovane, anche lui presidente di un Fogolâr furlan, ma dall’altra parte del mondo. Parliamo di Jacopo Luci, classe 1987, che in Cina vive ormai da undici anni (aveva 21 anni quando è partito) e si occupa di commercializzare i prodotti dell’azienda paterna.
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Sono ancora qua e sono più ‘cerniano’ di prima - TOMMASO CERNO. Il giornalista prestato alla politica ha fatto nascere il governo Conte 2, ma poi è stato escluso da chi oggi guida la sinistra. Ecco il suo giudizio su Pd, Renzi, Papa e...
Che f ine ha fatto Tommaso Cerno? Il giornalista udinese, già direttore del Messaggero Veneto, de L’Espresso e vice a La Repubblica, passato poi alla politica attiva e oggi senatore del gruppo misto, è sempre al suo posto: quello dove esercita il dissenso ragionato, se serve anche provocatorio, ma sempre libero da condizionamenti. Per molti in Friuli sembra sparito dai radar, ma la loro forse è più una speranza più che una constatazione.
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Punto e a Capo... Nord: in bici per i valori veri - VIAGGIO NELLA NATURA. Appena terminato il lockdown di primavera, Diego Sclauzero ha sentito il bisogno di evadere e scoprire luoghi nuovi. E così ha pedalato per 8.000 chilometri
La bicicletta per lui è sempre stato un divertimento, un passatempo sportivo da inforcare ogni tanto. Mai avrebbe pensato fino a poco tempo fa che proprio una bicicletta lo avrebbe portato in cima al mondo, a Capo Nord. Appena finito il primo lockdown, lo scorso aprile, Diego Sclauzero, 35 anni, ha sentito il bisogno di ‘evadere’, di viaggiare e scoprire luoghi nuovi.
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E il sacchetto dove lo metto? - UDINE. In città sono registrati all’anagrafe oltre 10.000 cani. E’ facile calcolare la quantità di deiezioni prodotte ogni giorno e quale problema sia per i proprietari smaltirla senza più contenitori lungo le strade
Da quando è partita la raccolta porta a porta al di fuori del centro storico sono spariti non soltanto i cassonetti, ma anche i cestini. Se da un lato, senza entrare nelle solite polemiche, si è guadagnato, perché alcuni cassonetti erano indecorosi per quanto sporchi e mal funzionanti, dall’altra si è perso nella pulizia delle strade.
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Il Covid riduce le bollette - CONSUMI IN LOCKDOWN. Le attività produttive in confinamento hanno richiesto meno energia, con il risultato che il prezzo è calato e le famiglie hanno risparmiato. Ma cosa succederà con la seconda ondata?
Il Covid ha fatto anche cose buone. Poche, certo, ma qualche risvolto non del tutto negativo si è sviluppato persino in uno dei periodi più neri della storia recente. Uno di questi rari esempi riguarda la spesa per l’energia (elettrica e gas) a carico di ogni famiglia. Il lockdown, insomma, fermando la produzione industriale, ha fatto calare la domanda di energia e, di conseguenza, il suo prezzo.
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Auto ecologiche, boom di richieste - I DATI. Dopo il lockdown c’è stata un’impennata per il mercato del settore, che ha avuto conseguenze anche sulle domande di contributi
Nessuno poteva immaginare un tale boom del mercato auto post-lockdown e la conseguente impennata di richieste di incentivo - commenta l’assessore regionale all’ambiente, Fabio Scoccimarro-.
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Stop anche all’arte, ultimo rifugio dello spirito - IL NUOVO DPCM chiude musei e sedi espositive fino al 3 dicembre: l’elenco di eventi cancellati, rimandati o interrotti anche solo dopo pochi giorni di apertura è lunghissimo e colpisce tutti indistintamente
La formula burocratica è asettica, ma spietata. Per effetto dell’ultimo Dpcm, fino al 3 dicembre anche in Friuli Venezia Giulia chiudono tutti i musei e le sedi espositive. Detta in maniera brutale, l’interdizione al pubblico del patrimonio artistico ospitato in regione – chiese escluse - ha in sé qualcosa di sinistro da un punto di vista simbolico, che non può non colpire tutti, indistintamente
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Lo ‘sciopero alla rovescia’ di 70 anni fa - LE LOTTE DEL CORMOR’ che infiammarono la Bassa friulana nel 1950 sono al centro di un progetto articolato tra informazione, documentazione e approfondimento, ma anche poesia e musica
Comunicazione, informazione, documentazione, approfondimento storico, poesia e musica per ricordare il settantennale delle Lotte del Cormôr, il grande ‘sciopero alla rovescia’ che per più due mesi infiammò la Bassa Friulana tra la primavera e l’estate del 1950.
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Tito e le vittime della realpolitik - TRATTATO DI OSIMO. Fu firmato 45 anni fa, il 10 novembre 1975, e pose una lapide sulla ‘questione Trieste’. Il confine orientale era stato già disegnato dall’opportunismo degli Alleati per la Jugoslavia in rotta con l’Urss stalinista
Quarantacinque anni fa il Trattato di Osimo, vicino ad Ancona, segnò la fine della ‘questione di Trieste’, che nell’immediato dopoguerra aveva rappresentato il simbolo della Guerra Fredda e che per qualche giorno nel maggio 1945 aveva addirittura dato l’impressione di poter condurre a una Terza guerra mondiale.
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Palchi vuoti, restano solo le voci - ‘CITTA’ INQUIETA’ è l’unico spettacolo teatrale ancora in cartellone: un testo collettivo in forma di podcast, alla scoperta della città di Udine, ascoltabile da ogni spettatore ‘isolato’ con telefonino e cuffie
Il progetto era partito già in tempi relativamente ‘tranquilli’, come esempio innovativo in cui il pubblico è sia fruitore che ‘attore’. Ora Città inquieta, inserito nella stagione Blossoms/ Fioriture di Teatro Contatto, si trova ad essere l’unico evento in programma “ogni giorno, a qualsiasi ora”, nonostante i teatri chiusi.
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La difesa colabrodo non e’ una novità - LA SCONFITTA CON IL MILAN ha certificato, a chi aveva ancora dubbi, che il punto debole dell’Udinese è il reparto arretrato. Il problema non è nuovo, ma si trascina da diverse stagioni
Ci risiamo, viene da dire. E stavolta non sarebbe una affermazione sbagliata. Il tallone d’Achille dell’Udinese è la difesa. Non che l’attacco sia arrivato a cifre esaltanti, anzi. In questo inizio stagione, peggio ha fatto solo il Genoa, con 5 gol segnati da una squadra profondamente colpita dal Covid.
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