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'Dire escort a una donna non è una battuta'

Lettera condivisa delle Commissioni pari opportunità regionali ai vertici della Rai e al presidente dell'Ordine dei giornalisti

\u0027Dire escort a una donna non è una battuta\u0027

La presidente della Commissione pari opportunità regionale (Crpo Fvg), Dusy Marcolin, rende noto di aver fatto propria la lettera che la collega della Crpo Abbruzzo ha scritto e condiviso con le altre presidenti, indirizzata ai vertici della Rai nonché al presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti.

"Quanto andato in onda su Rai 1 lo scorso 20 gennaio, durante la trasmissione Uno Mattina - ricorda la Marcolin -, è un fatto decisamente molto grave e non possiamo non esprimere anche la nostra ferma condanna. Ci auguriamo vengano presi opportuni provvedimenti, perché è inaccettabile che il servizio pubblico diventi teatro di stereotipi sessisti quando, invece, dovrebbe essere al fianco delle tante persone che si occupano quotidianamente per contrastarli".

Nella lettera che la presidente condivide si fa presente che, durante Uno Mattina del 20 gennaio, nel commentare la cerimonia dell'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti, si è "assistito a un pessimo servizio pubblico e a un cattivo esempio di giornalismo. Ciò che viene riportato da alcune testate come lapsus, battuta non voluta, brutta gaffe, riguardo la frase pronunciata su Melania Trump da parte del noto giornalista Alan Friedman, che durante la trasmissione Rai ha apostrofato l'ex first lady 'escort', è ancora una volta una goffa giustificazione di quelli che sono gli stereotipi di genere sessisti, purtroppo saldamente radicati nella nostra società. Poco incisive sono state, poi, le dichiarazioni rese dai conduttori della trasmissione nella puntata del 21 gennaio, riferendo di un episodio sessista avvenuto nella diretta del giorno precedente, senza però riportare l'episodio concreto e i soggetti interessati".

"Non posso non denunciare la gravità dell'accaduto - si legge ancora nella lettera - poiché lesiva dell'immagine della donna, in evidente violazione dei principi costituzionali, oltre che della Convenzione di Istambul e della comunicazione pubblica, che sappiamo bene quanto debba essere attenta al genere per l'abbattimento di certi stereotipi".

Nel documento si fa anche presente "l'importante funzione che il servizio pubblico è chiamato a svolgere, poiché può assumere un ruolo centrale nella promozione di cambiamenti culturali, nel contrastare discriminazioni e pregiudizi legati agli stereotipi di genere e nel promuovere messaggi che favoriscano cambiamenti in comportamenti, mentalità e stili di vita. Si chiede pertanto che i rappresentanti degli organi di controllo esplichino la funzione di vigilanza cui sono preposti, condannando l'accaduto e dando così un forte segnale di cambiamento, volto a sradicare certi stereotipi di genere".

"Quando si dice escort o prostituta a una donna - conlcude la presidente della Crpo Fvg - questo non può essere definito e derubricato a 'infelice battuta', a mio avviso è violenza verbale. E se a dirlo è un giornalista, c'è pure un'aggravante".

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