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Atenei in campo per mappare l'accessibilità

Nascerà un osservatorio per l'analisi e il monitoraggio della qualità dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche

Atenei in campo per mappare l\u0027accessibilità

La Regione cofinanzia la seconda parte dell'importante progetto di mappatura generale dell'accessibilità in Friuli Venezia Giulia e lo fa con un accordo che sarà presto stipulato con l'Università di Trieste e con quella di Udine; la finalità è di migliorare sempre di più l'accessibilità del territorio regionale e garantire a tutte le persone pari condizioni di utilizzo dello spazio aperto e dell'ambiente urbano, costruito in sicurezza e per favorire l'autonomia.

Il via libera è arrivato questa mattina dalla Giunta che, riunitasi a Marano Lagunare, ha approvato l'accordo operativo per la costituzione di un Osservatorio per l'analisi e il monitoraggio della qualità dei Piani di eliminazione delle barriere architettoniche (Peba), su proposta dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Territorio Graziano Pizzimenti.

L'iniziativa, che si sviluppa nel solco tracciato dalla Legge regionale 10 del 2018, prevede una rilevazione delle barriere architettoniche e delle criticità su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia, la successiva integrazione dei dati raccolti nel software sviluppato appositamente da Insiel e una sperimentazione dell'applicativo sul campo, con la collaborazione di alcuni Comuni pilota (80 a oggi), prima del rilascio dello stesso programma a tutti i Municipi della regione.

Nei suoi diversi step, il progetto conta la messa a punto di un manuale con le linee guida per il rilevamento delle criticità, la strutturazione di una "libreria delle soluzioni" con tutti gli esempi di problemi già risolti (da prendere a modello), la creazione di un sistema di classificazione del tipo di criticità da sciogliere e, infine, la messa in rete di una piattaforma unica di consultazione dei dati raccolti.

Con questo progetto, la Regione mira a un cambio di paradigma nella progettazione edilizia e urbanistica, sulle basi di un concetto nuovo di inclusione. Si tratta di approccio diverso e innovativo all'accessibilità, che guarda a un'utenza ampliata: alle esigenze di utilizzo armonico e sicuro dello spazio da parte delle persone più fragili, cioè, la Regione risponde con l'attuazione reale dei principi di uguaglianza e pari dignità per tutti. Principi che possono essere concretamente declinati con la trasformazione dello spazio e dell'area urbana in ambienti fruibili da parte di chiunque, per consentire al più ampio numero possibile di persone di muoversi in sicurezza e autonomia nell'ambiente in cui vive. 

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