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Bocciate le modifiche al regolamento sui sostegni alle locazioni

Per la maggioranza serve l'intervento della Corte Costituzionale, dopo le sentenza del Tribunale di Udine

Bocciate le modifiche al regolamento sui sostegni alle locazioni

Bocciate dai consiglieri di maggioranza della IV Commissione le modifiche al regolamento di esecuzione per la disciplina degli incentivi a sostegno alle locazioni, a favore dei conduttori meno abbienti nel pagamento del canone dovuto ai proprietari degli immobili destinati a prima casa previsti con deliberazione della Giunta regionale 523 e, nello specifico, sull'articolo 19 della Legge regionale 1/2016 (Riforma organica delle politiche abitative e riordino delle Ater).

Le modifiche si vedevano necessarie a seguito di una sentenza del Tribunale di Udine del 2 marzo del 2021, con la richiesta di immediata applicazione, in attesa dell'impugnazione da parte della Giunta regionale. Ordine che diffida tutta la Giunta, rischio il procedimento penale, e che con il parere negativo del consiglio regionale alle modifiche proposte su invito del giudice, necessita ora dell'intervento della Corte Costituzionale.

A dare parere negativo alla richiesta di modifica, incentrata sul passaggio dell'autocertificazione per i cittadini non comunitari per la domanda di sostegno affitti, la Maggioranza che ha sottolineato come la scelta di bocciare il provvedimento nasce dalla richiesta da parte di un giudice ordinario di adeguare una norma regionale, invece di rivolgersi alla Corte Costituzionale. La discussione, per la Maggioranza, è una questione di diritto: nessun giudice ordinario può imporre a un qualsiasi consigliere regionale di votare qualcosa, a difesa dell'autonomia dell'organo regionale.

Una presa di posizione inaspettata per la Minoranza, che ha votato comunque a favore della modifica, che ha dato il via ad un acceso botta e risposta che ha spinto le opposizioni a chiedere le dimissioni dell'assessore competente, presente in aula.

Inoltre è stato fatto notare come con questo passaggio in Commissione, la Giunta non intenda manifestare la sua contrarietà all'adeguamento richiesto, scaricando le responsabilità alla Commissione e di conseguenza al Consiglio regionale, con ripercussioni sui cittadini e il probabile avvio di ulteriori contenziosi che metteranno in difficoltà le Amministrazioni, causando possibili ritardi per le famiglie in difficoltà e in attese di risposte.

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