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Il Fvg resta in zona gialla. Come cambia la mappa dell'Italia

Fascia di rischio confermata anche per la prossima settimana. L'Rt nazionale rimane a 0,99, ma si abbassa l'età media dei casi

Il Fvg resta in zona gialla. Come cambia la mappa dell\u0027Italia

Dalla cabina di regia arriva la conferma di quanto anticipato dalla bozza del report settimanale: anche per la prossima settimana il Fvg rimane in zona gialla.

La nostra regione, inserita da inizio febbraio nella fascia di rischio più bassa della 'mappa a colori', segna un Rt a 0,83 (valore intermedio 0,79-0,88), quindi ancora a rischio moderato. Ricordiamo che la fotografia del monitoraggio si riferisce alla settimana scorsa - ovvero al periodo 15-21 febbraio - e non tiene, quindi, in considerazione i valori degli ultimi giorni, che hanno indicato un'inversione di tendenza della curva, in particolare rispetto ai nuovi casi individuati.

"Il Friuli Venezia Giulia rimane in zona gialla", annuncia il governatore Massimiliano Fedriga, a seguito di un'interlocuzione diretta con il ministro della Salute. "Essenziale ora è mantenere viva l'attenzione sul rispetto delle misure di prevenzione - questo l'appello ai cittadini - al fine di consolidare il trend positivo e puntare, con rinnovato ottimismo, all'ulteriore abbassamento della curva dei contagi".

A livello nazionale l'indice Rt sfiora il valore soglia di 1, restando come la scorsa settimana a 0,99 (forbice 0,93 e 1,03). Si conferma per la quarta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale del rischio. Aumenta le Regioni classificate a rischio alto (Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte e Umbria) e sono dieci quelle che hanno un Rt puntuale maggiore di 1, con la Basilicata che ha un Rt con il limite inferiore superiore a 1,25, limite per il passaggio in zona rossa.

Si abbassa l'età mediana dei casi di Covid diagnosticati, diminuita a 44 anni. Boom dell'incidenza settinale dei casi nelle Province autonome di Trento e Bolzano, con 539,01 casi per 100mila abitanti in Alto Adige e 309,12 in Trentino. Abruzzo, Emilia Romagna, Molise e Umbria hanno un'incidenza superiore a 200 casi per 100mila abitanti.

Guardando alla mappa dei colori, Lombardia, Piemonte e Marche potrebbero passare dal giallo all'arancione, mentre la Basilicata potrebbe passare in rosso. Intanto il presidente del Molise, Donato Toma, ha chiesto ieri sera al ministro della Salute, Roberto Speranza, l'istituzione della zona rossa, a fronte del rapido aumento dei casi e della forte pressione sulle strutture sanitarie. 

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