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Intermodalità, Fvg apripista a livello europeo

In IV Commissione la norma che sostiene i principali nodi logistici: quelli ferroviari e quelli legati al trasporto costiero infra portuale

Intermodalità, Fvg apripista a livello europeo

Una norma apripista a livello europeo, volta a consolidare il sostegno pubblico nei confronti delle modalità di trasporto a corto raggio alternative alla strada, spostando le merci dalla gomma al ferro e all'acqua. Due le tipologie di servizi intermodali ammissibili a contributo che interessano i principali nodi logistici del Friuli Venezia Giulia: quelli ferroviari, definiti shuttle infra regionali, e quelli legati al trasporto costiero infra portuale.

Questi gli obiettivi e le principali innovazioni introdotte dal disegno di legge 164 di ispirazione giuntale, incentrato sulle disposizioni in materia di intermodalità, sul quale la IV Commissione consiliare ha espresso parere favorevole a maggioranza (nessun voto negativo, astenuta l'Opposizione). Un documento che sarà presto sottoposto all'attenzione dell'Assemblea legislativa regionale, circostanza in cui un esponente della Lega prenderà la parola come unico relatore in rappresentanza della Maggioranza.

Il provvedimento prevede alcune modifiche inerenti al cambiamento dei riferimenti normativi comunitari (non più attinenti al Libro Bianco, ma alla Strategia europea per una modalità sostenibile e intelligente) e all'abrogazione di norme incompatibili.

Illustrati dalla Giunta attraverso il vertice della direzione regionale a Infrastrutture e Territorio, i 4 articoli approvati in via preliminare dall'Esecutivo e presentati alla Presidenza del Consiglio il 26 aprile, sono stati definiti l'aggiornamento di una norma del 2017 in base a quanto concordato a livello europeo dopo un'interlocuzione iniziata nel marzo 2021.

È stato altresì evidenziato il lavoro svolto dagli Uffici regionali, attraverso un delicato confronto in sede comunitaria per far diventare strutturale qualcosa che prima non esisteva e che ora consentirà di togliere dalle strade una quantità enorme di camion, garantendo un minore inquinamento e una maggiore sicurezza. La Giunta ha quindi espresso profondo orgoglio, giacché la norma ha già suscitato l'interesse di altri Paesi dell'Ue che intendono replicarla.

La Regione Fvg continuerà a mettere a bilancio cifre considerevoli (2 milioni e mezzo di euro ogni anno per un triennio, incrementabili in base alle sempre maggiori richieste), affrontando così anche il rincaro del costo dei carburanti, grazie a una strategia pensata in anticipo e ora rivelatasi all'avanguardia. Seguirà un regolamento, già in fase di elaborazione, che troverà nuovamente spazio in sede di Commissione.

Il ddl 164 Intermodalità, definito come un necessario aggiornamento normativo, prevede forme di contributo che riguardano due categorie principali di fruitori: i servizi di trasporto ferroviario intermodale in partenza e/o in arrivo dai nodi logistici e portuali del territorio regionale sulle direttrici di transito nazionale e internazionale (da e per i porti di Trieste e Monfalcone, seguiti dai due interporti di Cervignano e Pordenone), nonché i nuovi servizi marittimi per il trasporto combinato delle merci in arrivo e/o in partenza dai porti siti regionali.

Viene inoltre distinto tra servizio di shuttle infra-regionale (shuttle ferroviario) e servizio costiero infra-portuale, mentre i beneficiari ammissibili sono gli operatori del trasporto multimodale (Multimodal Transport Operator, ossia Mto) registrati nell'Ue e, nello specifico, le imprese logistiche private o pubbliche che combinano una tratta ferroviaria con una stradale e/o marittima a corto raggio.

I tre obiettivi principali individuati dalla Regione Fvg sono quelli di promuovere e sostenere ulteriormente i servizi di trasporto intermodale, al fine di decongestionare le strade e trasferire il traffico pesante verso modalità più sostenibili; di ridurre il sostegno ai servizi di trasporto intermodale sui collegamenti caratterizzati da medie e lunghe distanze tra il Fvg e le destinazioni nazionali o internazionali; di razionalizzare l'attuale sistema di incentivi regionali mediante un unico intervento consolidato e un unico tipo di beneficiari, gli Mto. 

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