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Pnrr, bocciata la mozione sul ruolo del Consiglio regionale

Lungo e vivace dibattito sul ruolo dell'Aula, che alla fine ha portato al voto contrario della maggioranza

Pnrr, bocciata la mozione sul ruolo del Consiglio regionale

La mozione sul Pnrr presentata da Massimo Moretuzzo (Patto per l'Autonomia) e controfirmata dagli altri capigruppo di opposizione si è trasformata in un lungo e vivace dibattito sul ruolo del Consiglio regionale nella gestazione del Piano di ripresa e resilienza. Che alla fine ha diviso l'Aula in quanto il testo proposto, che i proponenti non hanno voluto modificare nel senso indicato dai capigruppo di Maggioranza, è stato bocciato con il no compatto del Centrodestra.

I gruppi di minoranza si sono sentiti spiazzati, come ha ricordato Moretuzzo, "da un recente comunicato della Giunta in cui si parla di ripartizione dei fondi ai Comuni, ma anche di interventi per l'ovovia e il Porto di Trieste e per la rete ferroviaria". E si sono chiesti "se i ragionamenti che avevamo fatto al Tavolo per la terza ripartenza siano ancora tenuti in considerazione o no. Perché la risoluzione approvata ad aprile impegnava la Giunta a valutare la possibilità di una governance regionale sul Pnrr, e non possiamo venire a leggere passivamente informazioni contraddittorie sui 1,3 miliardi assegnati al Fvg".

Una posizione ribadita in aula da Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), Tiziano Centis (Cittadini), Cristian Sergo (M5S), Diego Moretti e Franco Iacop (Pd), che hanno ribadito la necessità di coinvolgere il Consiglio, con Iacop che ritiene impossibile il paragone tra il post-terremoto ("quando la presidenza della Commissione sulla ricostruzione venne attribuita a un esponente del Pci all'opposizione") e l'attuale Tavolo sulla terza ripartenza.

Dai capigruppo di maggioranza Mauro Di Bert (Progetto Fvg/Ar) e Giuseppe Nicoli (FI) è partita allora una proposta di compromesso, con la richiesta di rimodulare la mozione. "Io invece chiederei al proponente di ritirarla in quanto superflua - ha detto il capogruppo della Lega, Mauro Bordin - perché sarebbe stato sufficiente chiedere di riconvocare il Tavolo per la terza ripartenza per discutere della novità. Ma se proprio l'opposizione vuole mantenere il testo, siamo disponibili a votarlo sopprimendone alcune parti".

Pur "apprezzando l'apertura dei colleghi di maggioranza", il primo firmatario Moretuzzo non ha accettato le proposte di modifica, ritenendo che sia in gioco "la dignità del Consiglio regionale su una questione che sarà centrale per tutti i prossimi anni".

Tirato in ballo da alcuni interventi dei consiglieri, è intervenuto anche Piero Mauro Zanin. "Vorrei precisare - ha detto il presidente del Consiglio regionale - che quando venne istituito il Tavolo non si pensava certo al percorso politico della ricostruzione post terremoto, ma a una condivisione generale di obiettivi nel rispetto dei ruoli del Consiglio e della Giunta". "Le condizioni di oggi sono molto diverse rispetto al 1976, perché allora venne attuato un ampio decentramento - ha detto ancora Zanin - . In questo caso invece, per motivazioni tecniche ma non solo, molte scelte partono dallo Stato, che in alcuni casi devolve le risorse direttamente ai Comuni".

"Ricordo inoltre - ha spiegato il presidente - che il Tavolo va al di là del Pnrr e si occupa anche di risorse europee, qualità legislativa e fase attuativa dei progetti. Sono stato di recente invitato dal Consiglio regionale della Lombardia che ci ha fatto i complimenti per il Tavolo, e dovremmo guardare tutti non ai progetti di oggi ma alle prospettive future, ad esempio a guidare le nostre imprese verso i nuovi criteri di valutazione dei progetti".

L'assessore alle Finanze, Barbara Zilli, ha infine spiegato la genesi del comunicato preso di mira dalle opposizioni: "Quel giorno uscirono sulle agenzie di stampa nazionali due notizie su finanziamenti di cui non avevamo avuto conferma, e abbiamo semplicemente voluto dare un inquadramento più generale a quelle novità". Il problema, ha spiegato ancora Zilli, "è il dialogo tra il Governo, artefice delle scelte, le Regioni e i territori. Le decisioni finora non sono state prese dalle Regioni, semplicemente e banalmente a livello centrale hanno finanziato con le coperture finanziarie del Pnrr bandi ministeriali già pronti. Per avere l'effetto moltiplicatore auspicato dal Tavolo dobbiamo avere un ruolo, ed è quello che il nostro Governatore continua a rivendicare. Noi comunque - ha concluso l'assessore - non abbiamo tradito gli impegni assunti con il Consiglio".

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