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Tragedia del Vajont, di nuovo a rischio la visita di David Sassoli

Il presidente dell’Europarlamento è ricoverato per una polmonite, ma si spera in una sua pronta guarigione

Tragedia del Vajont, di nuovo a rischio la visita di David Sassoli

La visita ai luoghi della tragedia del Vajont in programma per l'1 ottobre da parte del presidente dell’Europarlamento David Sassoli potrebbe essere a rischio annullamento per la seconda volta consecutiva. Da qualche giorno, infatti, Sassoli è ricoverato in ospedale per una forma di polmonite.

“Siamo in contatto con il suo staff e la notizia più confortante riguarda lo stesso presidente, le cui condizioni sono definite buone", ha spiegato il deputato europeo della Lega, Marco Dreosto, che si era fatto promotore dell’evento.

"Per il momento non sono stati cancellati impegni o eventi già inseriti in agenda. La visita a Vajont e a Erto e Casso resta, quindi, ancora fissata. Certamente dovremmo attendere la prossima settimana per una decisione definitiva dei medici e del diretto interessato, a cui auguriamo una pronta guarigione”.

Se l'atteso appuntamento dovesse saltare, sarebbe la seconda volta in un anno, sempre per motivi sanitari. Sassoli, infatti, sarebbe dovuto sbarcare nei due comuni toccati dalla tragedia del 1963 il 10 ottobre 2020. Ma il pomeriggio di due giorni prima un caso Covid all’interno del suo staff ne impose una quarantena immediata.

“La cosa più importante è che il presidente si rimetta, poi quando l’Unione europea vorrà e potrà onorare le vittime e i superstiti con una cerimonia ufficiale noi siamo qui a disposizione”, hanno commentato i sindaci di Vajont e Erto e Casso, Lavinia Corona e Fernando Carrara, che dalla primavera del 2020 sono al lavoro per la giornata europea.

Tutto nasce da un’interrogazione di Dreosto, dopo che il consigliere comunale di Vajont, Fabiano Filippin, evidenziò come “dal 1963 nessuna autorità di Bruxelles abbia mai partecipato o promosso alcuna commemorazione della sciagura nei territori coinvolti dall’onda”.

Sassoli telefonò dopo poche ore al deputato leghista assicurandogli di voler rimediare personalmente alla lacuna istituzionale e delegandolo per gli aspetti operativi della sua missione in Friuli.

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