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‘Risorse aggiunte in AsuFc, accordo sul filo di lana’

“Determinanti le nostre proposte”, commenta la Uil Fpl Fvg, che continua a denunciare le gravi carenze di personale

‘Risorse aggiunte in AsuFc, accordo sul filo di lana’

“Sottoscritto anche quest’anno sul filo di lana in AsuFc l’accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali che ammontano a 7.393.048 euro, di cui 1.442.581 destinati al pagamento di eccedenze orarie prodotte dal personale, oltre alle risorse statali integrate dall’ulteriore finanziamento regionale per il pagamento delle prestazioni aggiuntive correlate alla campagna vaccinale e all’attività di contact tracing per un importo complessivo di 1.669.991 euro, da destinare al personale del comparto sanità”, scrive in una nota la Uil Fpl Fvg.

“Abbiamo chiesto venisse rispettato l’accordo regionale sulle Rar 2021, mantenendo il criterio di proporzionalità territoriale nella spartizione di tali risorse, in relazione alle condizioni economiche precedenti all’unificazione”.

“Inoltre, con l’armonizzazione delle indennità economiche relative alla complessità assistenziale e continuità dei servizi, a seguito delle nostre richieste abbiamo aumentato gli importi a livello delle migliori condizioni presenti nelle ex Aziende, andando così a impiegare una parte più cospicua delle Rar per coinvolgere una platea più ampia di personale”.

“Da ultimo, per remunerare l’enorme sforzo compiuto dai lavoratori in termini di eccedenze orarie necessarie a fronteggiare l’emergenza pandemica, attendiamo l’autorizzazione da parte della Regione per utilizzare quota parte del Bilancio aziendale, quantificabile in 2 milioni, come previsto dalla Legge Sirchia”, continua il segretario Stefano Bressan. “Abbiamo introdotto il vincolo di una successiva contrattazione con la Direzione aziendale, nella quale saranno specificatamente individuate le singole progettualità, le ore della campagna vaccinale e le prestazioni aggiuntive. A oggi, infatti, non c’è ancora contezza delle eccedenze orarie precise prodotte nel corso del 2021. Vigileremo perché ci sia una corretta distribuzione delle risorse in modo da non avere dipendenti di serie A e di serie B”.

“Denunciamo nuovamente la grave carenza di personale, alla quale si sommano le sospensioni e i differimenti del personale non vaccinato, pari a 243 unità. Dall’inizio dell’anno a oggi c’è stata una perdita ingente di infermieri - pari a 192 unità, di cui 60 pensionamenti, 65 dimissioni volontarie e 67 mobilità verso altre aziende - a fronte di 144 nuove unità inserite nell’organico. La perdita di personale infermieristico negli ultimi 12 mesi è pari a 48 unità, un dato allarmante che necessita un intervento improcrastinabile da parte delle massime istituzioni politiche regionali”, conclude Bressan.

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