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'AsFo modello per le politiche sociali'

Gli Enti locali dell'area vasta Pordenonese delegano all'Azienda i servizi per la popolazione con disabilità in età adulta

\u0027AsFo modello per le politiche sociali\u0027

"Pordenone propone un modello che poggia sulla sua lunga e importante esperienza ma anche si evolve sulla base di bisogni che purtroppo si ampliano, mettendo in rete un'importante alleanza su norme, risorse, pianificazione regionale e gestione e riconoscendo il ruolo di sentinella del territorio ai Comuni: non è un modello per nulla scontato e la Regione ha intenzione di declinarlo nelle altre parti del Friuli Venezia Giulia, tenendo presente le peculiarità di ciascun territorio".

Lo ha sottolineato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute e Politiche sociali, Riccardo Riccardi, alla presentazione dell'atto delega all'Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo) da parte degli Enti locali dell'area vasta Pordenonese relativamente ai servizi per la popolazione con disabilità in età adulta nel triennio 2021-2023.

Dopo 23 anni, l'atto innova e consolida lo sviluppo del sistema dei servizi nel rispetto della legge regionale 41/1996 - che, è stato riconosciuto, è assai datata e necessita di revisione - e al tempo stesso garantisce a tutti gli utenti una risposta in linea con il modello di integrazione socio sanitaria previsto dalla recente legge regionale 22/2019, i cui pilastri sono la valutazione interdisciplinare, la progettazione personalizzata e il budget di progetto.

"Non abbiamo paura di affrontare e riconoscere le difficoltà, ma dobbiamo reagire e rispondere a testa alta rispetto ad accuse ingiuste mosse contro questa Azienda: credo - ha evidenziato Riccardi - che oggi questo modello rappresenti un risultato importante, che recepisce conquiste fondamentali come l'estensione dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) garantiti dall'Azienda sanitaria e la presa in carico che non tiene più conto dell'età anagrafica ma si estende a tutto l'arco della vita delle persone con fragilità. Si tratta di un fiore all'occhiello del sistema sanitario regionale ed è un risultato importante per questa comunità".

I punti di forza su cui poggia la programmazione triennale - illustrati dal direttore generale Asfo Joseph Polimeni e dal direttore dei Servizi Sociosanitari Carlo Francescutti, alla presenza del vicesindaco e presidente della Conferenza dei sindaci Eligio Grizzo - riguardano in sintesi la messa a disposizione di un'équipe specialistica a supporto della valutazione clinica e della progettazione personalizzata; una rete di servizi differenziata che si prepara ad accogliere a fine triennio 1200 persone, capace di rispondere a tutti secondo i loro bisogni; una rete diffusa e specializzata per persone con autismo, gravi disabilità intellettive e gravi problematiche comportamentali; servizi per persone con elevate necessità assistenziali, per le persone con disabilità che invecchiano, ma anche orientati a garantire vita indipendente, inclusione sociale e prospettive di vita adulta; un investimento rilevante per l'inserimento lavorativo in un'alleanza di lungo periodo con i servizi di collocamento mirato.

Gli indirizzi operativi mirano a realizzare una piena integrazione tra componente sociale e sanitaria introducendo in modo sistematico nuove professionalità e competenze nei servizi; la piena specializzazione dei servizi per rispondere in maniera integrata, sociale e sanitaria, alle esigenze di persone con disabilità intellettiva e autismo, ma anche a gruppi spesso dimenticati: persone con esiti post traumatici o legati ad eventi cerebrovascolari, persone con patologie neurodegenerative e persone con problemi di salute mentale e altre severe condizioni di disabilità; a garantire che ogni giovane con disabilità possa avere per tempo un "progetto di transizione" alla vita adulta e ai servizi per la popolazione adulta; promuovere la sostenibilità attraverso interventi differenziati e appropriati, basati su evidenze scientifiche e su pratiche professionali controllate.

L'atto comporta una serie di novità gestionali che riguardano un percorso di accreditamento per tutta la rete dei servizi (con il superamento del sistema degli appalti o convenzionamenti) che sarà sottoposto all'approvazione della Regione; la possibilità di passare dalle rette al progetto personalizzato e al budget di progetto entro due anni; una gestione condivisa con gli enti locali e in dialogo con i Servizi sociali dei Comuni attraverso un confronto sistematico in una cabina di regia appositamente prevista; un progressivo incremento della quota di finanziamento sul "fondo sanitario" in attesa di una piena attuazione della legge regionale 22/2019.

Polimeni ha ringraziato la Regione per i maggiori trasferimenti che l'amministrazione ha riconosciuto a partire dal 2020, garantendo certezza di flusso e sostenibilità per il triennio. Il finanziamento attualmente è a carico per il 70 per cento alla Regione e per il 21 ai Comuni (dal 2008 la quota di contribuzione degli enti locali è sempre rimasta invariata). A queste quote si aggiunge un intervento finanziario importante a carico del bilancio dell'Azienda Sanitaria.

Nel corso del triennio 2021-2023 l'articolazione dell'offerta si estenderà per consentire la presa in carico di oltre 1.200 persone. Il sistema di offerta, che già oggi si presenta ampiamente differenziato e specializzato a fine triennio si prevede che sarà così articolato nel dettaglio: una struttura protetta con convenzione per assistenza sanitaria residenziale (43 utenti) e diurna (25 utenti); 6 comunità alloggio; 4 gruppi appartamento (61 utenti); servizi diurni e residenziali per persone con disabilità che invecchiano (24 utenti); servizi residenziali e semiresidenziali per post traumatici e persone con problematiche di salute mentale (secondo fabbisogno da definire); progetti di abitare possibile (38 utenti); progetti di vita e di abitare indipendente (52 utenti); unità educative territoriali su base diurna di cui 3 a gestione diretta (66 utenti); servizi semiresidenziali (105 utenti); servizi semiresidenziali per persone con elevate necessità assistenziali e cliniche (145 utenti); servizi residenziali per persone con autismo e gravi disabilità intellettive (23 utenti); servizi semiresidenziali per autismo e/o gravi disabilità intellettive (43 utenti); servizio per le transizioni all'età adulta (80 utenti annui) con associate 3 unità di servizio semiresidenziale per il completamento dell'attività di osservazione e valutazione (24 utenti). La gestione delegata garantirà poi la continuità del lavoro del Servizio di integrazione lavorativa (500 utenti) e degli inserimenti residenziali in strutture extra provincia (25 utenti). 

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