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'Boom di tamponi e tracciamento saltato, serve un cambio di passo'

Per l'epidemiologo Zorzut "l'idea salvifica dei tamponi è errata in quanto hanno una probabilità superiore al 30% di dare falsi positivi o negativi"

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“Il numero di italiani che vogliono sottoporsi al test è cresciuto moltissimo con l'avvicinarsi delle feste e ha raggiunto numeri mai visti prima, dell'ordine di un milione di tamponi al giorno”, analizza Fulvio Zorzut, medico epidemiologo specialista in Igiene e Medicina Preventiva.

“Questa corsa al tampone manda in sofferenza i sistemi sanitari, dalle farmacie ai medici di medicina generale e ai Dipartimenti di prevenzione, dove la capacità di effettuare i tracciamenti dei casi secondari, di fatto, è divenuta impossibile per l'elevatissimo numero di esiti positivi quotidiani, tanto che andrebbe raccomandato di farli solo se si è certi di essere entrati in contatto con un positivo”.

“Le code davanti alle farmacie e agli hub per i tamponi si allungano ogni giorno, mentre Capodanno con i veglioni domestici deve ancora arrivare… I timori personali precauzionali per i ritorni a casa e le convivialità si sono tradotti in un ricorso esagerato al test, con il risultato che i meccanismi di tracciamento sono andati in crisi. I vaccinati positivi stanno sostanzialmente bene, se si contagiano sono asintomatici, ma il rischio, con tutti questi positivi, è che ci troveremo con mezza nazione in quarantena o in isolamento, rischiando di far collassare il sistema sanitario, scolastico e lavorativo”, continua Zorzut.

“Tra l'altro, l'idea ‘salvifica’ dei tamponi è errata in quanto hanno una probabilità superiore al 30% di dare falsi positivi o negativi. Inizia a serpeggiare anche il dubbio che i tamponi e i reagenti, sotto questa pressione, possano esaurirsi. Sicuramente s’impone un cambio di strategia, riorientando l'impiego del personale sanitario dal tracciamento post tampone positivo, che ormai è inattuabile con efficienza e genera molto malcontento negli interessati per gli inevitabili disservizi, alla vaccinazione della popolazione adulta e pediatrica”, continua l’epidemiologo.

“Si deve uscire da questo imbuto di tamponi positivi, isolamenti e quarantene, non più gestibili ricordando, con chiarezza, il persistere dell'attuale minor impatto della malattia in termini di ospedalizzazioni e decessi rispetto alle prime tre ondate. Ricordo, invece, che al momento restano fuori dalla prima dose di vaccino addirittura 6 milioni di italiani. Circa 300mila ultra ottantenni non si sono ancora vaccinati e circa 2,5 milioni di Over 50. Sono due punti molto critici, in particolare il primo, perché sono questi i pazienti a finire in ospedale, con molta probabilità, in caso di contagio. L’incidenza nazionale dei casi è sostenuta da quei 6 milioni a zero dosi e da 6,5 milioni di bambini da 0 a 11 anni”, conclude Zorzut.

2 Commenti
Mag64

Sono assolutamente d'accordo. Vaccinatevi e il problema sparirà. Io e la mia famiglia compresi tutti i parenti siamo vaccinati anche con il booster. Ritengo che sia un obbligo morale e civile..il resto sono le chiacchiere

gipa

Egr. Mag, purtroppo anche se tutti fossimo vaccinati servirebbe a poco e poi questo vaccino funziona egregiamente per tre mesi poi decade e purtroppo decadono anche le risposte immunitari del nostro corpo. Forse una nuova speranza ci sarebbe nel nuovo vaccino indiano che sembra sia un vaccino"vero" e che potrebbe funzionare, ma purtroppo si dovrà scontrare con interessi miliardari. Colgo l' occasione di augurarle unbuon anno

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