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'No alle cure solo per pochi'

In Consiglio regionale la petizione che chiede alla Regione di rilanciare il servizio sanitario pubblico

\u0027No alle cure solo per pochi\u0027

La "percezione potente" del peggioramento delle prestazioni sanitarie pubbliche, con rinvii e annullamenti di visite, chiusure e riduzione di servizi. La grave carenza di personale nelle aziende sanitarie. E la mancanza di partecipazione che emarginerebbe cittadini, associazioni e persino i sindaci dalle decisioni.

Sono queste le premesse della petizione 43, con la quale 15485 cittadini del Friuli Venezia Giulia chiedono alla Regione di rilanciare il servizio pubblico anche attraverso un piano straordinario per la riduzione delle liste di attesa. Perché, come è stato detto oggi in III Commissione da una delle prime firmatarie, Ira Conti, "non c'è democrazia se qualcuno può curarsi e qualcun altro no".

Convocati in aula dal presidente Ivo Moras (Lega), cinque rappresentanti del Coordinamento Salute Fvg hanno spiegato a lungo le ragioni della loro iniziativa, rispondendo anche alle richieste di chiarimento avanzate dai consiglieri. Michele Negro - primo firmatario di un testo che è stato portato in piazze e mercati e in soli 40 giorni ha raggiunto un numero molto elevato di adesioni, specie nei territori più isolati geograficamente e tra i ceti meno abbienti - ha messo al centro il problema-chiave della carenza di personale, che richiede a suo avviso "scelte immediate, fin dalla manovra di assestamento di luglio" nella quale si invoca un aumento delle spese per rafforzare gli organici, che vedrebbero ad esempio la mancata copertura di ben mille posti di infermiere a livello regionale. Negro è consapevole che "il problema è organico, e non dipende solo dalle scelte di questa amministrazione, ma da una serie di tagli alla spesa sanitaria cominciati nel 2004 a livello nazionale e regionale". Ma è altresì convinto che occorra "invertire la rotta, adeguando gli Atti aziendali alle indicazioni del Pnrr che parlano di Case e ospedali di comunità" e garantendo "strumenti legislativi di partecipazione a cittadini e associazioni, oltre che ai sindaci ai quali inspiegabilmente viene negato un ruolo attivo di consultazione e valutazione su scelte che vanno a toccare i loro territori". A nome del Coordinamento salute hanno parlato anche Nadia Della Pietra, Claudio Cossi e Mariangela Bertoni.

L'illustrazione della petizione ha stimolato le riflessioni dei consiglieri, alla presenza del vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che non ha ritenuto di commentare petizione e interventi. Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) ha chiesto e ottenuto approfondimenti sul numero-record di firme, mentre Andrea Ussai (M5S) si è soffermato sulla carenza negli organici, ricevendo da Moras la notizia di una prossima seduta di Commissione, il 21 luglio, dedicata all'ascolto di rappresentanti dell'Ordine degli infermieri, proprio per approfondire il tema del personale sanitario.

Mariagrazia Santoro (Pd) ha chiesto ai rappresentanti dei comitati di approfondire le criticità riscontrate tra i cittadini, mentre il collega di gruppo Roberto Cosolini ha invocato chiarezza sui numeri reali del comparto ed espresso preoccupazione per "lo scarso ascolto di professionisti, enti locali, cittadini e associazioni".

Simona Liguori (Cittadini) ha posto l'accento sugli squilibri tra zone geografiche, tema caro anche a Giampaolo Bidoli (Patto per l'Autonomia). Antonio Lippolis (Fratelli d'Italia) ha espresso i suoi dubbi sulle possibilità concrete di coinvolgimento dei sindaci, "in quanto non è praticabile interpellarne duecento, ed è chiaro che ogni primo cittadino vorrebbe i servizi il più vicino possibile a casa propria".

Walter Zalukar (Gruppo misto) ha infine chiesto lumi sulle prossime mosse dei comitati - che hanno in programma il 24 giugno un'assemblea generale al Centro Balducci di Zugliano, alla quale sono stati invitati tutti i capigruppo regionali - e si è detto convinto che "nei prossimi mesi la situazione si aggraverà, in quanto il servizio sanitario deve ancora smaltire un gran numero di prestazioni diagnostiche e terapeutiche".

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