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"Ancora disservizi nella sanità monfalconese"

Il sindaco Cisint punta il dito sulla riforma regionale e sui disservizi del territorio

 Ancora disservizi nella sanità monfalconese

È una vera e propria denuncia quella che il sindaco di Monfalcone, Anna Maria Cisint, rivolge ai vertici regionali sul tema, scottante e sempre attuale, della sanità. Disservizi, problematiche e poco personale, questi alcuni dei temi più importanti che emergono dalle numerose segnalazioni quotidiane che il sindaco dichiara di ricevere sia tramite messaggi che sui social. Dopo la consegna di un documento apposito, nel quale l’amministrazione comunale sottolineava alcuni punti fondamentali, a suo dire, per il territorio, “non ci sono state risposte fattive”, sottolinea Cisint. E annuncia, per il breve futuro, anche ulteriori azioni per cercare di risolvere le problematiche locali che la riforma sanitaria, a suo dire, ha creato.

Tra i reparti che il sindaco intende monitorare, in primis l’RSA, “un servizio tanto importante quanto non gestito”, sottolinea. “Sono tante le denunce dei pazienti che entrano ed escono malate”, senza contare il numero minimo di “ore di lavoro per medici ed infermieri”. Una situazione non florida, dove il sindaco sottolinea come “si è ridotta la sanità all’umiliazione delle persone: i pazienti vengono spesso portati a casa e lasciati ai parenti, a cui viene semplicemente detto di arrangiarsi”. Sul piano del personale, poi, Cisint sottolinea il mancato arrivo di personale importante per il reparto: “Dovevano arrivare un dottore, una dottoressa e un infermiere, ma ancora non sono presenti”, spiega.

Sull’urologia, poi, c’è la “mancanza di risposte serie, i medici e gli infermieri non possono lavorare sette giorni su sette”, precisa Cisint, che prosegue sulla dermatologia, “che non è disponibile, se ci si tenta di prenotare online, per tutto l’arco dell’anno”. I tempi di attesa, poi, secondo il sindaco, sono troppo lunghi. “Per una colonscopia bisogna aspettare un anno e mezzo mentre per una mammografia con i macchinari avanzati in possesso all’ospedale di Gorizia è necessario attendere 436 giorni, a Monfalcone più di duecento”. A supporto delle sue tesi, il sindaco porta poi l’esempio di una signora disabile “che è rimasta in Rsa un mese senza che fossero portate avanti le cure e le procedure mediche”.

Né sull’ortopedia né sul blocco operatorio “sono stati fatti passi in avanti, non c’è stata alcuna risposta concreta”, precisa Cisint, che ricorda anche di essere in contatto con il tribunale del malato che “è a conoscenza di alcune situazioni”. Sarà convocato anche un consiglio comunale ad hoc per discutere l’annoso problema. “Il fatto che l’Rsa non funzioni va bene solo ai vertici regionali”, attacca il sindaco “per poter sottolineare di aver ridotto i ricoveri impropri del 2-3%, ma a che costo?”. “La sicurezza sanitaria è una garanzia che spetta al sindaco mantenere”, conclude Cisint, “ed essendone garante non intendo mollare”.

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