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Covid, in Fvg i casi aumentano del 91,5 per cento

In base all'analisi della Fondazione Gimbe, la nostra è la regione con l'incremento settimanale più significativo

Covid, in Fvg i casi aumentano del 91,5 per cento

Dopo l’aumento del 50% della scorsa settimana, in Fvg continua la corsa dei contagi Covid. In base alla fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe, dal 15 al 21 giugno i nuovi casi segnano un più 91,5%. I positivi ogni centomila abitanti sono 672.

Sul territorio, Udine sale in vetta alla classifica, con 526 casi ogni centomila abitanti e un più 104,3%; segue Pordenone, che cede il ‘primato’ della scorsa settimana, con 481 casi e un aumento dell’86,4%. L’incremento più significativo a Gorizia, che segna un più 114% e 385 casi; chiude la graduatoria Trieste, con 373 casi ogni centomila abitanti (+55,7%).

In merito ai ricoveri, i dati restano bassi, pur se in risalita: l’occupazione dei posti letto Covid in terapia intensiva è al 4% (era all’1,7%; la media nazionale è al 2,2%), mentre i pazienti nei reparti ordinari sono il 7,8% (media nazionale al 7,5%).

Stabile il dato della popolazione non immunizzata dai cinque anni in su. Il Fvg si colloca sempre all’ottavo posto (alle spalle di Bolzano, Valle d’Aosta, Marche, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Campania) con un 6,9% della popolazione senza copertura vaccinale (la media nazionale è al 7%) e un 6,8% che è guarito da meno 180 giorni (a fronte di una media italiana al 4,9%).

Anche nella fascia 5-11 anni, non ci sono variazioni: nella nostra regione il 24,7% dei bimbi ha completato il ciclo, mentre il 2,1% ha ricevuto la prima dose. Numeri che ci collocano stabilmente al quartultimo posto (davanti a Bolzano, Marche e Valle d’Aosta), a fronte di una media nazionale al 34,8% con ciclo completo e al 3,4% con prima dose.

In merito alle terze dosi, invece, il Fvg registra un 13,2% di persone attualmente vaccinabili che non hanno ricevuto il richiamo (media nazionale all’11,5%) e un 3% di popolazione guarita da meno di 120 giorni (media italiana al 5,2%).

Inferiore alla media italiana – pur se in leggero aumento - anche la copertura delle quarte dosi per gli immunocompromessi: in Fvg ha ricevuto il richiamo il 18,5% della popolazione (+0,7% rispetto alla settimana scorsa), a fronte di un 40% nazionale. La copertura di Over 80, fragili tra i 60 e i 79 anni e ospiti delle Rsa, in Fvg segna un 16,7% (era al 15,5%) a fronte di una media italiana al 19,1%.

I DATI NAZIONALI. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 15-21 giugno, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (255.442 vs 160.751) e una diminuzione dei decessi (337 vs 416). In calo i casi attualmente positivi (599.930 vs 603.882) e le persone in isolamento domiciliare (594.921 vs 599.500), mentre aumentano i ricoveri con sintomi (4.803 vs 4.199) e le terapie intensive (206 vs 183).

“Assistiamo a una netta impennata dei nuovi casi settimanali (+58,9% rispetto alla settimana precedente)”, dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe, “che si attestano intorno a 255 mila con una media mobile a 7 giorni che supera quota 36 mila casi al giorno”.

La Flash Survey dell’Istituto Superiore di Sanità condotta su campioni del 7 giugno conferma l’aumentata prevalenza delle sotto-varianti BA.4 e BA.5, rispettivamente all’11,4% (range 0-32,3%) e al 23,2% (range 8-100%), a scapito della BA.2 che scende al 63% (range 0% - 85,7%). “Gli ampi margini di incertezza – spiega Cartabellotta – sono determinati da un campionamento statistico insufficiente che, insieme alla cadenza mensile della Flash Survey, indicano che le attività di sequenziamento nel nostro Paese non sono state adeguatamente potenziate per rispondere tempestivamente alla diffusione di nuove varianti”.

Al momento evidenze e dati confermano che BA.4 e BA.5 non si associano a una maggior gravità della malattia Covid-19, ma sono più trasmissibili di BA.2 e hanno una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria da vaccino e da pregressa infezione, aumentando la probabilità di reinfezione. “L’eventuale impatto sui ricoveri ospedalieri delle nuove varianti – commenta Cartabellotta –dipende dall’entità nell’aumento dei casi, oltre che dai tassi di copertura vaccinale della popolazione con tre dosi, o quattro nelle persone vulnerabili”.

Si registra un aumento del numero dei tamponi totali (+12,6%): da 1.155.381 della settimana 8-14 giugno 2022 a 1.300.905 della settimana 15-21 giugno.

VACCINI. Al 22 giugno l’88,1% della platea (n. 50.797.838) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+8.611 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.920.755) ha completato il ciclo vaccinale (+13.047 rispetto alla settimana precedente).

Nella settimana 15-21 giugno diminuiscono i nuovi vaccinati: 2.981 rispetto ai 3.253 della settimana precedente (-8,4%). Di questi il 36,2% è rappresentato dalla fascia 5-11: 1.078, con una riduzione del 11,3% rispetto alla settimana precedente. Cala tra gli Over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 805 (-8,9% rispetto alla settimana precedente).

“La progressiva diffusione delle varianti BA.4 e BA.5 – conclude Cartabellotta – ha contribuito a una netta ripresa della circolazione virale in tutto il Paese con effetti già evidenti anche sugli ospedali: in particolare, in area medica dove in 10 giorni si registra un incremento di oltre 700 posti letto occupati da pazienti Covid. Di conseguenza, la Fondazione Gimbe invita alla cautela per almeno tre ragioni. Innanzitutto il numero dei positivi (circa 600 mila) è largamente sottostimato per il massiccio utilizzo dei tamponi fai-da-te con notifica parziale dei test positivi; in secondo luogo, è impossibile stimare l’entità di questa risalita d’inizio estate e i tempi per raggiungere il picco; infine, lo stallo della campagna vaccinale ha generato una popolazione attualmente suscettibile all’infezione molto estesa: 4,03 milioni di non vaccinati, 5,51 milioni senza terza dose e 4,05 milioni di persone vulnerabili senza quarta dose".

"Di conseguenza, in questa fase della pandemia è fondamentale ridurre la circolazione virale, in particolare indossando la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati e in condizioni di grandi assembramenti anche all’aperto. Le Istituzioni, dal canto loro, devono potenziare la campagna vaccinale in tutte le persone a rischio di malattia grave, aumentando la copertura con la terza dose negli Over 50 e con la quarta dose in tutte le persone vulnerabili incluse nella platea. Ultimo ma non ultimo, evitare di disorientare la popolazione con proposte antiscientifiche e rischiose per la salute pubblica, quale l’abolizione dell’isolamento per i positivi”.

2 Commenti
michio_@hotmail.com

È la conferma che il vaccino non funziona, che purtroppo riduce le difese e da una protezione negativa e che i vaccinati con tre dosi si infettano di più di chi si è immunizzato di forma naturale.

Anonimo

Come sempre. La stessa cosa capitò anche nelle ultime ondate ..

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