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Covid, in Fvg i casi crescono meno del resto d'Italia

L'analisi della Fondazione Gimbe ci pone al secondo posto, alle spalle di Bolzano. Diminuisce l'occupazione dei posti letto

Covid, in Fvg i casi crescono meno del resto d'Italia

Anche nella settimana di Natale, in Fvg si registra un aumento dei nuovi casi Covid, anche se decisamente più contenuto rispetto al resto d’Italia. In base all’analisi della Fondazione Gimbe, la crescita dal 22 al 28 dicembre si attesta al 9,6%, inferiore rispetto alla settimana precedente, quando l’incremento era stato del 12,4%. Solo Bolzano, tra i territori più colpiti nei mesi scorsi, fa meglio.

L’incidenza, ovvero i casi ogni centomila abitanti, rimane alta, ma con andamento differenziato nelle varie ex province. La prima notizia è che, dopo settimane stabilmente nella ‘top ten’ nazionale, tutti i territori sono ben lontani dalle prime posizioni di questa non invidiabile classifica nazionale. A Trieste, per molte settimane 'maglia nera' in Italia, si segna ancora il dato più elevato, con 521 casi ogni centomila abitanti, ma in calo rispetto ai 556 di sette giorni fa.

In controtendenza gli altri territori, dove l’incidenza è in crescita. Al secondo posto troviamo Pordenone con 476 casi ogni centomila abitanti (erano 405 sette giorni fa), seguita da Gorizia con 408 (erano 348); chiude la classifica Udine con 353 casi (erano 315 nell’ultima rilevazione settimanale).

L’occupazione dei posti letto Covid, in base alla quale il Fvg è stato confermato in zona gialla (dove la regione è stata inserita dal 29 novembre), vede in calo le terapie intensive al 14,9% (erano al 16,6% sette giorni fa) e i ricoveri in altri reparti, passati dal 24,5% al 22,2%. A livello nazionale, al 28 dicembre, il tasso di occupazione Covid è del 15,9% in area medica e del 12,6% in area critica.

Rimane inferiore al dato italiano, invece, il tasso di copertura vaccinale. Complessivamente il 76,6% dei cittadini Fvg ha completato il ciclo (il dato nazionale è al 78,1%), mentre sul fronte dei richiami la classifica Gimbe ci colloca stabilmente al quartultimo posto con il 52,9% di copertura (media nazionale al 58,9%), comunque in aumento rispetto al 45,7% di terze dosi della settimana precedente, calcolate considerando tutta la platea di persone che hanno accesso al ‘booster’.

I DATI NAZIONALI. Il monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 22-28 dicembre, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (320.269 vs 177.257) e dei decessi (1.024 vs 882). Lievitano anche i casi attualmente positivi (598.856 vs 384.144), le persone in isolamento domiciliare (587.622 vs 374.751), i ricoveri con sintomi (10.089 vs 8.381) e le terapie intensive (1.145 vs 1.012).

“Da due mesi e mezzo – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – si rileva un aumento dei nuovi casi, che nell’ultima settimana ha subìto un’ulteriore impennata, superando quota 320 mila, sia per l’aumentata circolazione virale, sia per l’incremento del numero dei tamponi”. La media mobile a 7 giorni dei nuovi casi è schizzata da 27.199 del 22 dicembre a 45.753 il 28 dicembre (+68,2%) e il rapporto positivi/persone testate ha raggiunto il 37,8%, indicando che in assenza del calo dei tamponi nei giorni festivi il numero dei nuovi casi sarebbe ancora maggiore.

Nelle ultime due settimane il numero dei tamponi totali è passato da 3.750.804 della settimana 8-14 dicembre a 5.175.977 della settimana 22-28 dicembre (+38%), per l’incremento sia dei tamponi rapidi (+1.018.733; +38,7%) che di quelli molecolari (+406.440; +36,3%) (figura 5).

L’aumentata attività di testing, tuttavia, è solo una delle determinanti della crescita dei nuovi casi: dalla seconda metà del mese di dicembre, infatti, si rileva da un lato una vera e propria impennata del tasso di positività dei tamponi antigenici rapidi, dall’altro un netto aumento del tasso di positività dei tamponi molecolari. “Questi dati – commenta il Presidente – dimostrano una notevole crescita della circolazione virale sia per la progressiva espansione della variante Omicron, molto contagiosa, sia per l’aumento dei contatti sociali nel periodo delle festività, il cui impatto su ricoveri e decessi sarà visibile nelle prossime settimane”.

“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – aumentano ancora i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +20,4% in area medica e +13,1% in terapia intensiva”.

VACCINI. Al 29 dicembre l’81,4% della popolazione (n. 48.229.182) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+234.253 rispetto alla settimana precedente) e il 78,1% (n. 46.305.897) ha completato il ciclo vaccinale (+160.368 rispetto alla settimana precedente). Il rallentamento dei giorni 24, 25 e 26 dicembre ha ridotto del 29,9% il numero di somministrazioni nell’ultima settimana (n. 2.587.563), con una media mobile a 7 giorni di 306.211 somministrazioni/die: calano del 30,7% le terze dosi (n. 2.261.869) e del 27% i nuovi vaccinati (n. 201.180). Rispetto a questi ultimi, l’85% appartengono alla fascia 5-11 anni che al 28 dicembre ha raggiunto quota 232.707 somministrazioni.

“In questa fase della pandemia – conclude Cartabellotta – caratterizzata dalla crescente circolazione di una variante estremamente contagiosa tra una popolazione per la maggior parte vaccinata, l’obiettivo primario è di contenere il sovraccarico degli ospedali, spingendo al massimo su coperture vaccinali e richiami e limitare la circolazione del virus con mascherine e distanziamento. La corsa ai tamponi senza regole, infatti, presenta diversi ‘effetti collaterali’. Innanzitutto, sovraccarica il sistema di testing dei tamponi molecolari, impedendo di testare con tempistiche adeguate chi ne ha realmente bisogno perché sintomatico o contatto di soggetto a rischio”.

“In secondo luogo, il ricorso sregolato ai tamponi rapidi da parte di soggetti asintomatici contribuisce ad alimentare false sicurezze, vista la probabilità del 30-50% di falsi negativi”, continua Cartabellotta. “L’aumento della domanda favorisce la speculazione e l’espansione del mercato nero con aumento dei costi e offerta di pericolose soluzioni low cost. Infine, indipendentemente dalla revisione della durata della quarantena, l’emersione di un numero così elevato di casi rischia di paralizzare il Paese con un lockdown di fatto, alimentando peraltro una narrativa distorta dominata dagli altisonanti dati dei contagi e non dal loro reale impatto su ricoveri, terapie intensive e decessi, oltre che su altri esiti di salute non dipendenti da Covid”.

1 Commenti
Mag64

Ok..ora abbiamo invertito la rotta e stiamo andando in su. Vaccinatevi ..cosa vi costa..e smettete di correre a fare il tampone.

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