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Covid, in Fvg i contagi crescono meno che nel resto d'Italia

Per l'analisi Gimbe aumento del 12,4% dei casi nell'ultima settimana. Trieste perde lo scettro dell'incidenza più alta

Covid, in Fvg i contagi crescono meno che nel resto d'Italia

Dopo una settimana di flessione, torna il segno positivo sui nuovi casi Covid in Fvg. L’aumento si attesta al 12,4%, uno dei dati più bassi d’Italia. Solo Bolzano, tra i territori più colpiti, fa meglio, con una flessione del 23,9% nel periodo 15-21 dicembre. Lo certifica la Fondazione Gimbe che settimanalmente analizza l’andamento della pandemia nelle varie regioni.

I casi attualmente positivi complessivamente passano da 671 a 673 ogni centomila abitanti, ma con notevoli differenze territoriali. La migliore notizia arriva da Trieste che, finalmente, perde il non invidiabile primato di città con l’incidenza più alta d’Italia. I casi scendono da 601 a 556 ogni centomila abitanti, facendo scendere il capoluogo regionale dal primo al quinto posto in classifica. Fanno ‘peggio’ Imperia (861), Treviso (714), Vicenza (597) e Venezia (556).

A livello regionale, al secondo posto c’è ancora Pordenone, dove il dato sale da 346 a 405 casi ogni centomila abitanti. Numero, questo che colloca il capoluogo del Friuli Occidentale appena fuori dalla ‘top ten’ nazionale, in 16esima posizione. Anche a Gorizia l’incidenza è in lieve aumento, da 332 a 348 contagi. Udine rimane la meno colpita, ma qui la crescita è più consistente: in sette giorni si è passati da 235 a 315 casi ogni centomila abitanti.

L’occupazione dei posti letto Covid, che vede il Fvg in zona gialla dal 29 novembre, vede sostanzialmente stabili le terapie intensive al 16,6%, mentre i ricoveri in altri reparti diminuiscono leggermente, dal 24,5 al 23,4%, restando comunque entro i parametri per scongiurare un passaggio in arancione. A livello nazionale, il tasso di occupazione è dell’11,1% in area critica e dell’13,4% in area medica.

Rimane inferiore al dato italiano, invece, il tasso di copertura vaccinale con i richiami: la regione migliora leggermente il posizionamento in classifica, salendo dal terzultimo al quartultimo posto con il 45,7% di terze dosi, contro una media nazionale del 51,2%, considerando tutta la platea di persone che hanno accesso al ‘booster’.

I DATI NAZIONALI. Il monitoraggio della Fondazione Gimbe nella settimana 15-21 dicembre 2021, rispetto alla precedente, rileva un netto aumento di nuovi casi (177.257 vs 124.568) e decessi (882 vs 663). Crescono anche i casi attualmente positivi (384.144 vs 297.394), le persone in isolamento domiciliare (374.751 vs 289.368), i ricoveri con sintomi (8.381 vs 7.163) e le terapie intensive (1.012 vs 863).

“Da oltre due mesi – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – si assiste a un aumento dei nuovi casi, che nelle ultime due settimane ha subìto una forte accelerazione. La media mobile a 7 giorni dei nuovi casi è passata da 15.521 dell’8 dicembre a 25.322 il 21 dicembre (+63,2%), un’impennata favorita anche dalla rapida e progressiva diffusione della variante Omicron nel nostro Paese, ampiamente sottostimata da un sequenziamento insufficiente”.

“Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe – aumentano ancora i posti letto occupati da pazienti Covid: rispetto alla settimana precedente +17% in area medica e +17,3% in terapia intensiva”.

“Sul fronte delle terapie intensive – puntualizza Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione Gimbe – preoccupa l’incremento degli ingressi giornalieri: la media mobile a 7 giorni sale a 85 ingressi/die rispetto ai 70 della settimana precedente”.

VACCINI. Al 22 dicembre l’81% della popolazione (n. 47.994.929) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+298.827 rispetto alla settimana precedente) e il 77,9% (n. 46.145.529) ha completato il ciclo vaccinale (+170.174 rispetto alla settimana precedente). Nell’ultima settimana aumenta il numero di somministrazioni (n. 3.671.460), con una media mobile a 7 giorni di oltre 523 mila somministrazioni/die: crescono del 10,8% le terze dosi (n. 3.247.002) e del 13,8% i nuovi vaccinati (n. 274.143), che per circa il 40% riguardano la fascia 5-11 anni che al 21 dicembre ha raggiunto 108.112 somministrazioni.

Nonostante il superamento dei target fissati, le persone che hanno completato il ciclo vaccinale da più di 150 giorni e, quindi, candidate a ricevere la terza dose entro il 31 dicembre sarebbero oltre 33,5 milioni. Pur considerando sovrastimato questo numero (impossibile scorporare gli Under 18, i guariti da meno di 5 mesi e i deceduti) e considerato che al 21 dicembre sono state somministrate oltre 15,8 milioni di terze dosi, avrebbero diritto alla terza dose entro fine anno oltre 17 milioni di persone: un numero irraggiungibile con i target attuali.

“L’impennata della curva dei contagi, la lenta e progressiva congestione degli ospedali, l’incertezza sulla reale prevalenza della variante Omicron nel nostro Paese, i dati preliminari sulla sua maggiore contagiosità e le incognite sulla protezione vaccinale – conclude Cartabellotta – aprono scenari che impongono scelte politiche tempestive e rigorose, perché i vaccini da soli potrebbero non essere sufficienti a contrastare l’avanzata della variante, come già ribadito dall’Ecdc e dall’Oms”.

A fronte di un quadro epidemiologico in rapida evoluzione e sulla base delle evidenze scientifiche disponibili, la Fondazione Gimbe invita il Governo a considerare le seguenti proposte per contenere la quarta ondata.

- Introdurre immediatamente l’obbligo vaccinale per tutte le categorie di lavoratori a contatto con il pubblico e nel medio periodo per tutta la popolazione

- Accelerare la somministrazione delle terze dosi e le vaccinazioni nella fascia 5-11 anni

- Ridurre le tempistiche di somministrazione della dose booster (a 3-4 mesi dal completamento del ciclo vaccinale), innanzitutto per anziani e fragili

- Attuare strategie di provata efficacia per contrastare l’esitazione vaccinale, in particolare per gli over 50 a rischio elevato di malattia grave e per la fascia 12-19 al fine di ridurre la circolazione del virus nelle scuole

- Istituire l’obbligo di mascherina Ffp2 nei luoghi pubblici al chiuso e sui mezzi di trasporto

- Allineare la validità del Green Pass rafforzato ai tempi stabiliti per la somministrazione della dose di richiamo. Estendere l’obbligo del Green Pass base ai luoghi di ritrovo dove al momento non è richiesto (es. centri commerciali, luoghi di culto)

- Ridurre la capienza massima dei luoghi di aggregazione (es. discoteche, stadi, cinema, teatri).

- Vietare lo svolgimento di grandi eventi pubblici per il Capodanno

- Incentivare lo smartworking. Emanare norme per una corretta areazione e ventilazione nei locali scolastici e nei luoghi aperti al pubblico

3 Commenti
Tommy86

Te credo, si son infettati tutti ormai!

Mag64

emoticon))appunto

Mag64

Per le terze dosi bisogna assumere più persone. La gente vuole vaccinarsi. A me è bastato vedere il hub ex Seleco pieno di gente. Quindi più personale e più spazi dove poter vaccinare. Strano questo conteggio dei vaccinati con due dosi. Solo 71 % quando da un po' si parla di aver superato 80% sempre vaccinati con le due dosi. Quindi in sostanza quanti sono? Scommetto che i non vaccinati sono sempre 6 mln

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